SLEEPING IN THE MADHOUSE
The Turturros + The Reverends:
a week-end on the road (28-29 ottobre 2000)

E' stata una mezza pazzia, ma ne andiamo fieri con il tipico orgoglio tamarro da punkrockers. Quattro ubriaconi, due gruppi, un fine settimana in giro per l'autostrada. Leggete il report del Reverendo Andrea V. sul mini-tour di Turturros e Reverends al csa Le Farkadize di S. Giorgio di Nogaro (Ud) e alla Skaletta di Las*Pezia.

The Reverends al csa Le Farkadize GIORNO UNO
Ore 7 e 35 di sabato 28 ottobre; mi avvio da casa in tenuta da tour: chitarra, sacco a pelo e giubbotto di pelle. Sull'autobus ci sono diversi ragazzini che vanno a scuola, ma complessivamente la situazione è vivibile e il traffico leggero. Questa ottima combinazione di eventi mi permette di essere al luogo dell'appuntamento con solamente 40 minuti di anticipo... una favola. Prendo un caffè ("Per perdere un po' di tempo", penso io) e l'anticipo diventa di 39 minuti. Bene, bis. Durante questa attesa faccio conoscenza con il sottobosco di persone che frequenta via Rosazza la mattina presto: un paio di ragazzine cinesi molto carine, una delle quali, passandomi davanti, praticamente mi sputa su un piede un catarrone giallo di 10 cm di diametro; una elegante e impellicciata signora che appena mi vede mi chiede "Dov'è Ettore? Nun ce sta mai!" (chi sarà 'sto Ettore? Mah...); due inservienti del supermercato GS che per prendere un caffè da portare via ci impiegano praticamente tutti i 40 minuti della mia attesa; un ragazzino orientale che esce di casa facendo mosse di karate e mi casca ai piedi, di faccia, inciampando in una borsa d'immondizia lasciata sul marciapiedi... insomma non male come gamma d'incontri... un po' alla David Lynch, forse, e infatti mi aspetto che esca un nano da una macchina e si metta a parlarmi al contrario chiedendomi informazioni sulla viabilità della Portuense. Oltretutto avrei scoperto presto di non essermi sbagliato di molto, in quanto l'argomento nani verrà toccato più volte durante il viaggio (ma forse è meglio stendere un velo pietoso). Le operazioni di carico si svolgono senza problemi: tutto procede per il meglio.
Il Reverendo Andrea in azione Stiamo per partire e attendiamo il Guru che è andato a recuperare il giubbotto; mi siedo nel furgone e un sottile aroma di rosticceria assale le mie nari. Mi volto e lo spettacolo che mi si para davanti agli occhi è il seguente: il mister Franz (pregiato batterista dei Turturros e dei Reverends), con lo sguardo beato, sta addentando un clamoroso panino con salsiccia e broccoli. Nell'altra mano tiene una birretta. Alle 9 meno un quarto del mattino... e se ciò non bastasse, sfoggia un look impeccabile: canotta bianca con spalline sottili, camicia, pantalone gessato lucido e scarpe in pelle con riporti metallici stile "matrimonio a casa Riina" (che per il resto del viaggio saranno battezzate "le ciocie" ed esibite come reliquia ai fortunati presenti). Insomma, non gli si può dire proprio nulla: è inattaccabile. Prima di partire qualcuno dichiara di essersi fatto 3 bidè nel caso incontrasse qualche bella indigena disposta a tutto; gli viene fatto notare che all'arrivo (dopo 7-8 ore di viaggio) i suoi bidè saranno solo un ricordo sbiadito rintanato in fondo al subconscio... ma il valoroso non rinuncia e minaccia di farsi... un bidè a ogni autogrill!!! Tra frizzi e lazzi, cassette degli Screeching Weasel, dei Real Swinger e di Brian Setzer, arriviamo all'ora di pranzo: sosta a un autogrill, appena dopo Firenze. Da notare che, a detta dei tre Turturros, il tasso alcolico è stranamente basso: infatti praticamente a parte la birretta di Franz, nessuno ha bevuto nulla. Sarà per la presenza inibitoria del vostro umile narratore (che ormai ha abbandonato gli eccessi giovanili per darsi a una più moderata gestione), o forse, come si vocifera, è per l'assenza del Titano, che di norma ha il ruolo di pompa idrovora e che trascina gli altri in maratone birraiole. Insomma, per tornare all'autogrill, è piuttosto affollato e pieno della solita paccottiglia. In mezzo c'è uno scaffalone pieno di panettoni e dolci natalizi; la luce non è fortissima e vedo aggirarsi intorno ai suddetti manufatti un paio di appariscenti signorine. Ordino il mio panino e la mia birretta e poi, grazie alla segnalazione di Gianluca, capisco cosa mi aveva colpito di quelle due tizie: sono due disinvoltissimi trans, eleganti come stiliste in viaggio d'affari, ma con la piccola particolarità che se si levassero il mascara sarebbero più virili di ¾ degli uomini presenti nell'autogrill! La cosa buffa è che, nonostante il locale sia pieno, nessuno va alla cassa. Non appena i due trans vanno a pagare il loro panettone, tutti si riversano dietro di loro, intasando la zona cassa fino all'inverosimile. Insomma, tutti erano lì che li osservavano e studiavano le loro mosse... metti che quei due cristi si fossero fermati 3 ore all'autogrill, allora nessuno ripartiva? E vabbè...
The Reverends al csa Le Farkadize Il viaggio procede senza scossoni; le cassette iniziano a ripetersi e Brian Setzer si rivela un potentissimo sedativo che ci stordisce tutti quanti. Il solito qualcuno, preso dallo sconforto e annoiato dalla monotonia della vita on the road, propone di attrezzarsi, per le prossime trasferte lunghe, con una prostituta nana da tenere sul sedile posteriore del Berlingo. L'idea suscita l'immediata ilarità di tutti e qualcuno pensa anche alle soluzioni logistiche (tipo: "Le facciamo fare la sua custodia e siamo a posto..."). Giungiamo in quel di S. Giorgio di Nogaro, provincia di Udine verso le 17, rispettando appieno la tabella di marcia. Troviamo il c.s. Le Farkadize senza problemi, grazie alle indicazioni precisissime date al Guru. Veniamo accolti da un pittoresco cartello che dice "Edificio pericolante". Ehm... ok. Parcheggiamo: sembra deserto. Poi vediamo un paio di ragazzi seduti a un tavolino che si fanno una canna e ascoltano con un registratore un nastro violentissimo di roba emo new school, sofferente e disperata. Ci avviciniamo a loro e li salutiamo, credendo che siano del centro sociale. Questi ci guardano sospettosi e poi ci chiedono: "Ma... voi dovete suonare qui?"; alla nostra risposta affermativa ammutoliscono. Dopo pochi minuti li vediamo allontanarsi alla chetichella: uno in bicicletta e l'altro in macchina. I due suddetti individui non si vedranno durante la serata... solo quello in bicicletta rispunterà la mattina dopo, passando silenzioso davanti al centro sociale. Umberto chiama l'organizzatore, Alessandro, che ben presto giunge in nostro soccorso insieme alla sua simpatica compagna, Giorgia. Facciamo conoscenza e amicizia subito. I due ragazzi ci lasciano della birra e poi si allontanano per andare a fare un po' di spesa e organizzarsi per la cena. Restiamo noi 4 da soli a esplorare il posto, dove tra l'altro c'è una cassa piena di fanzine italiane del periodo fine anni '70-inizio '80... leggo qualcosa, guardo i manifestini, studio le scritte sui muri che testimoniano il passaggio di parecchia gente che conosco, mi scolo due o tre birrette... L'attesa per l'ora di cena e per l'inizio del concerto pare lunga e Franz lamenta i morsi della fame. Decide di partire in spedizione alla volta del centro di S. Giorgio per procurarsi cibarie. Lo accompagno e, appena entrati nel paese, vediamo un supermercato in cui ci buttiamo. E' il classico supermarket di piccole dimensioni e Franz viene subito attratto dal bancone della gastronomia fresca. Dopo avere cercato di coinvolgermi nel suo festino, scoraggiato dal mio declino dell'invito, si compra una vaschetta di insalata di mare e una di formaggio caprino condito. All'atto dell'acquisto ho modo di ascoltare alcuni sampler del dialetto locale e rimango estasiato, totalmente... non capisco una parola! Mi piace da morire! Ad accompagnare le specialità gastronomiche citate, Franz si procura anche un pacco di pane in cassetta e una bottiglia di bianco in offerta. Lo osservo ammirato e penso che abbia uno stomaco cibernetico, nonché un metabolismo da alieno... lo invidio. Sulla strada del ritorno il nostro eroe inizia ad assalire le leccornie appena acquistate e, mentre guido, mi piazza una fetta di pane con formaggio sotto agli occhiali... questo non posso rifiutarlo... Giungiamo al centro sociale. Franz banchetta, Gianluca, il Guru e io beviamo qualche birretta gentilmente lasciataci dai ragazzi. Dopo essersi rimpinzato come un vichingo con insalata di mare, formaggio, pane e vino, il valente Franz inizia a dare strani segni di cedimento. E' su una poltroncina, spalmato sullo schienale, con l'aria del reduce da un lazzaretto. Si sente la febbre, ha freddo e sonno. Evidentemente la sua idea di girare in canottiera all'autogrill dalle parti di Venezia non è stata delle migliori e ora ha un bel colpo di freddo da smaltire. Gli viene data un'aspirina effervescente e se ne va al confino in macchina per dormire. Nel frattempo arrivano alcuni ragazzi che spingono due casse Marshall a 4 coni complete di una JCM900 e un mega rack testata\effetti. Apprendiamo che si tratta di un quarto gruppo che non sapevamo avrebbe suonato. Gente simpatica e alla mano, nessun problema di socializzazione. Dopo un po' inizia ad arrivare qualcuno ed è anche ora di mangiare: ci viene servita un'ottima pasta al pomodoro con un filo di peperoncino; me ne massacro 2 piatti, senza contare la torta dopo! Il Frakadize è ora più popolato: ci saranno una quindicina di persone e l'organizzatore ci dice che non se ne aspetta molte di più. A peggiorare il tutto c'è il fatto che a Mestre la stessa sera si svolge suonano nientepopodimenoche gli Angelic Upstarts... ovvio che questa costituisce un'attrattiva più ghiotta per chi voglia vedere un concerto. Arrivano anche i membri del gruppo che mancava all'appello, i Tilt-a-Whirl; mi colpisce la giunonica bassista (abbigliata in pieno stile sixties con stivalone fetish e vestitino corto luccicante) che appena entrata va da un ragazzo del centro sociale e gli chiede: "Qui c'è birra o alcool?". Una donna da sposare, per quanto mi concerne! Al momento del soundcheck (che poi comunque non facciamo) vado a svegliare Franz: apro il portellone del Berlingo e mi sento un po' come Howard Carter quel mitico giorno d'inizio secolo in cui aprì la porta della tomba di Tutankhamon... di fronte a me un fagottone mummioso con un improbabile berretto da scozzese in testa, giace irrigidito sul sedile posteriore. Lo scrollo un attimo: lui si alza con l'espressione totalmente assente e io gli allungo uno Zerinol (questa era, infatti, la missione a me assegnata dal Guru: "Vai fuori, sveglialo, dagli 'sta pasticca e rimetticelo in piedi"). Franz è scettico, ma alla fine lo ingolla. Inizia il primo gruppo: violentissimo, truce. Franz si è ripreso e si è piazzato nella zona dei banchetti di distribuzione.
The Turturros al csa Le Farkadize Nel giro di pochi minuti inizia il Franz Show, ovvero la raffica di barzellette con cui domina e ipnotizza le folle. In pratica fa concorrenza al gruppo che suona, perché nella stanzetta ci sono circa 6-7 persone a sentirlo (consideriamo che in tutto ce ne saranno state una trentina nel centro sociale). La scaletta delle barzellette è sempre più o meno simile, ma, come ogni grande istrione insegna, lui ogni sera inserisce piccole modifiche, parti d'improvvisazione e, se il pubblico risponde bene, la perla inedita che viene regalata occasionalmente. Il culmine dello show è la barzelletta dei genitori e del figlio che non esce mai, che può arrivare a durare anche 10 minuti! Ovviamente, se volete sentirla, dovete venire a un concerto dei Turturros o dei Reverends. Viene il turno dei Reverends; suoniamo tranquilli senza intoppi. Non saprei dare un giudizio... diciamo che l'impressione è stata discreta: credo che abbiamo fatto il nostro compitino senza sfigurare. Che si trattasse comunque di una serata un po' in chiave minore lo ha testimoniato il fatto che non ho avvertito l'irresistibile impulso di entrare nella tonaca reverendizia, la quale lancia il suo richiamo solo nelle occasioni che lei sente... e come opporsi al suo volere? Finito il concerto scendo dal palco e un tizio in divisa d'ordinanza da crust (maglione slabbrato, pantaloni sfondati e dreadlocks) mi dà una pacca sulla spalla dicendomi: "Ma da dov'è che ti hanno tirato fuori? Ciai la voce uguale a Jello Biafra!"; resto un attimo confuso, poi scambiamo 4 parole e lui cerca invano di ricordarsi il suo numero di telefono perché vuole farci suonare a Udine... non se lo ricorda (???) e mi dà il telefono di un altro che, però, non sa come si chiama... sarà un ottimo contatto, direi. Lui deve avere trovato la birra o l'alcool, al contrario della bassista dei Tilt-a-Whirl a inizio serata. Franz lamenta spossatezza e la sensazione di avere una specie di incudine sulla schiena (tipico effetto dello Zerinol!)... e ha ancora un concerto da fare, con i Turturros. Arrivano i Tilt-aWhirl, che mi colpiscono molto: sfoderano un bel mod-beat garage e hanno un chitarrista che spacca davvero. Peccato che alla mia richiesta di avere un demo la cantante mi ha risposto (con l'occhio un po' perso nel vuoto): "Sì, ce l'abbiamo... anzi... no. Tieni!" e mi ha dato un biglietto da visita di un altro gruppo in cui, se non ho capito male, suona anche uno di loro (ma non so chi!). Vabbè... si vede che nel frattempo avevano trovato la birra o l'alcool e si erano serviti. Alla fine salgono sul palco i Turturros, che fanno il loro buon concerto e sparano una cifra di brani a raffica; qualcuno canta sul medley dei Ramones e i presenti dimostrano di gradire. Franz è scatenato e i primi pezzi li suona come un frullatore satanico... meno male che si sentiva spossato!
Finita la musica si resta tutti a cazzeggiare; noi 4 abbiamo la faccia stravolta: il viaggetto Roma - S. Giorgio inizia a farsi sentire e dopo un po', spinti da pietà, tutti si defilano per lasciarci collassare nei sacchi a pelo. Franz è bello arzillo, ma (spero non me ne voglia se riferisco questo particolare) entra in paranoia pesante dopo avere avvistato una cimice che svolazza allegra e spensierata intorno a una lampada. Occorre sterminare la belva altrimenti il nostro batterista si rifiuta di dormire lì dentro e manifesta sintomi di fobia. Con l'aiuto del Guru che mi regge uno sgabello, armato di una copia con cassetta di Be Nice To Mommy, mi avvento sulla cimice. La spiaccico, ma per la botta parte il nastro che era allegato alla fanza, sfracellandosi sulla stufa accesa. Punk rock. E' su questo gustoso siparietto che uno ad uno ci infiliamo nei rispettivi sacchi a pelo e ci accomodiamo sul palco per riposare. La mattina dopo si deve ripartire alla volta di La Spezia.

The Reverends alla SkalettaGIORNO DUE
Ore 10:30 (nostra ora illegale, visto che durante la notte è cambiata l'ora nessuno ha sistemato l'orologio indietro): Umberto si alza e più o meno siamo tutti svegli. Ho bisogno di caffè, così come gli altri. Partiamo, quindi, io e Franz in spedizione punitiva alla ricerca di un posto dove prendere caffè e cornetti per tutti. Ho una testina che sembro il cantante dei Prodigy in un famoso video: capelli schiacciati sopra e una coroncina alare che mi circonda la calotta cranica. Mi vergogno anche un po'. Nonostante il mio look alternativo, comunque, si va col furgone per le vie semideserte di S. Giorgio. Parcheggiamo ed entriamo in un bar-pizzeria. Qui Franz, manco a dirlo, viene immediatamente calamitato da due cose: la pizza al taglio e i videogame. Come colazione si ordina due tranci di pizza e poi, mentre la signora mi prepara gli 8 caffè da portare via, lui si fa cambiare i soldi e inizia a giocare a un videogioco del tennis. Questo ragazzo non smette di stupirmi e rinnovo il mio pensiero sul suo metabolismo frutto di qualche esperimento genetico. Al momento di pagare, la barista mi dà il caffè... servito in un'elegante confezione che poi, in pratica, è una bottiglia di birra vuota e chiusa con un tappo di sughero da vino: un mito! Torniamo alla base: colazione per tutti e scoperta che è un'ora più presto di ciò che credevamo. Niente panico, comunque... è tutto tempo guadagnato, in fondo. Carichiamo la roba nel furgone con i Lazy Cowgirls come colonna sonora e ci avviamo verso l'autostrada, che imbocchiamo nel giro di pochi minuti. Siamo in viaggio da poco e Franz è al volante. Siamo tutti felici perché non vediamo l'ora di arrivare alla Skaletta, posto di cui ci hanno detto tutti un gran bene. Ed ecco che Franz, all'improvviso, parte con una barzelletta. Questo è un punto critico, ma non si può non citarlo, in quanto è forse uno dei momenti più alti di tutta la faccenda in queste pagine descritta. La barzelletta: c'è un tizio napoletano su una spiaggia che bestemmia e smadonna, arrabbiatissimo; prende a calci tutto quello che trova, rabbioso. A un certo punto, senza accorgersene, dà un calcio alla lampada del genio che giace abbandonata tra la sabbia. Il genio esce, ma il tizio prosegue e, incazzatissimo, continua a calciare tutto ciò che gli capita a tiro. Il genio gli si avvicina alle spalle e, dopo una piccola esitazione, gli picchietta sulla spalla. Il tipo si volta con lo sguardo trucido:
- E tu chi ssei?
- So er ggenio...
- Embè!? Che cazzo voi!?
Il Reverendo in tonaca e Marshall La barzelletta continuerebbe, ma qui io esplodo e non mi fermo più... perché voi non potete capire come è sentirsela raccontare con un bell'accento romanazzo e immaginarsi la scena con un Mattioli nella parte del tizio incazzoso e Brega vestito da ggenio (con due g, certamente!)... e poi è una favola il fatto che il tipo abbai in faccia al ggenio in questo modo... grande, vera poesia de borgata! Da questo momento la frase tormentone diventa, ovviamente, "So er ggenio... embè!? Che cazzo voi!?".
Dopo mezzogiorno sosta in un autogrill grande come un centro commerciale e pranzo gentilmente offerto dal Guru (ai cui piedi mi prostro, per la sua gentilezza!). Durante la sbafata si consuma l'ennesima session di commenti e commentacci diretti a un tavolo di giapponesi poco lontano da noi, ma nel complesso tutto fila liscio. A parte er ggenio che spunta ovunque. Giungiamo in quel di La Spezia: il tempo è brutto, piove e fa freschino. Veniamo recuperati dal buon Caredda (accompagnato dal batterista dei Manges, Manuel) e scortati fino alla Skaletta. Franz, nel frattempo, è entrato in crisi d'astinenza da Zerinol: provvederà il gentilissimo e già citato Manuel a procurargliene una confezione prelevata direttamente da casa sua. La Skaletta è un posto fighissimo, molto rock'n'roll, se posso azzardare quest'aggettivazione. Passiamo qualche ora con il Caredda e ci beviamo qualche birra. Nel frattempo Franz procede a un cambio costume (il nostro buon batterista ha portato un guardaroba mica male... tutto il contrario di certa gente - tipo me - che ha portato solo una maglietta di ricambio e stop) e poi viene mesmerizzato da un flipper spettacoloso, nel quale lascia una quindicina di biglietti da 1.000 Lire. Tutto fila liscio in una bella atmosfera, tra facce amiche.
The Turturros alla Skaletta Il concerto si svolge senza intoppi: aprono i Reverends che forse fanno il loro miglior concerto di sempre (o almeno così mi dicono... io in realtà non mi rendo mai bene conto di come vadano le cose mentre suono...), seguiti dai giovani e simpatici Stinkers. Gran finale con i Turturros che domano la folla facendola cantare, complice anche il consueto medley dei Ramones. A fine concerto inizia il Franz show: dopo un avvio difficoltoso, in cui il nostro istrione deve trovare la chiave per vincere il suo pubblico, parte una raffica infinita di barzellette. Ovviamente non manca quella dei genitori col figlio che non esce mai, che subisce un'ulteriore evoluzione rispetto alla versione del giorno precedente. E' un successone, come al solito, e tra il pubblico entusiasta si può notare anche un signore di mezza età che si spaccia per trombettista con origini australiane o qualcosa del genere. Al momento di andare a nanna veniamo presentati al ragazzo che ci ospiterà: un tipo tranquillo, col look classico da bambolottone di mammà. Peccato che un paio di amici ci prendano da parte avvisandoci che il tizio in questione sembra avere qualche... problemuccio. Non si capisce bene, ma dicono che ogni tanto se ne va per conto suo con la testa e gli scivola la frizione... ehm... ok. Saliamo tutti in furgone e sembra che le cose procedano bene. Improvvisamente mi accorgo che il nostro amico ci ha condotti di fronte a un concessionario di moto per farlo vedere a Franz. Il tutto sotto una pioggia battente e alle 2 di notte. Inizio a innervosirmi. Arriviamo nella bella villa del tipo e veniamo sistemati nel salotto, scacciando un bel gattone che dormiva comodamente stravaccato sul divano. E proprio questo felino è il protagonista del dramma della nottata. Infatti, dopo poco, mentre con Umberto e Gianluca sono su una terrazza a chiacchierare e fumare, il gatto si intrufola tra le nostre gambe e fugge a scheggia in mezzo alla vegetazione. Piove forte e le timide operazioni di recupero vengono subito sospese. Ridiamo come cretini cercando di non farci sentire dai padroni di casa... e ci dispiace anche un po': insomma, questi ci ospitano e noi come ringraziamento gli facciamo sparire il gatto! Verso le 6 di mattina si sente un rumore di rissa tra gatti: mi alzo a controllare e vedo il felino evaso che è rientrato in cucina. Gaudente mi dirigo verso la porta finestra per chiuderla... ma il gattaccio fetente mi vede, si spaventa e riscappa fuori alla velocità della luce. Cristo, l'ho fatto scappare di nuovo!
Foto di gruppo alla Skaletta Torno nel sacco a pelo e racconto la cosa a Gianluca che è ancora tramortito dal sonno, seppur tenti di spacciarsi per uno che è sveglio. Gli chiedo l'ora e lui, con consumato cinismo, mi risponde: "Chiedila ar gatto". La famiglia felice, ignara del dramma felino consumatosi nella notte, inizia a svegliarsi. Noi temiamo terribili rappresaglie, ma, proprio quando iniziamo, mesti, a estrarci dai sacchi a pelo, vediamo il gatto che passeggia per casa. L'infame è rientrato per conto suo... per fortuna. Partiamo velocemente declinando gli inviti a colazione della gentilissima madre del tizio.
Nonostante la pioggia battente le cose procedono bene; er ggenio è sempre con noi e Franz si esprime ai suoi massimi livelli alimentari comprandosi, in un autogrill, una confezione di salamini di cinghiale che sbrana in furgone servendosi di un coltello a serramanico. Giungiamo a Roma stanchi, ma contenti, verso le 15. E Umberto deve anche andare a lavorare subito... meglio der ggenio!

Il Reverendo Andrea V.

 

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Le Farkadize
il sito del Csa di S. Giorgio di Nogaro (Ud)

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