Ci sono concerti che assomigliano a delle feste e sono naturalmente quelli che mi piacciono di
più. Se siete del mio parere e non vi è ancora capitato di farlo, cercate di incrociare la vostra strada
con quella di questi quattro friulani, dediti ormai da anni ad un cazzutissimo punk-core melodico di
vecchia e pregiata fattura. Sono coinvolgenti, simpatici, innamorati del vino buono e della buona
compagnia ed hanno da poco pubblicato un disco che merita davvero l'ascolto. Ve li presento.
Girate insieme da diversi anni e non siete proprio dei ragazzini. Mi scrivi una vostra biografia, i
nomi dei componenti e le loro precedenti esperienze e quando vi siete incontrati per la
prima volta?
(Daniele): "Gli Spacciatori di musica stupefacente esistono dal 1995 e nascono come trio. Di quegli spacciatori resta solo Sandro che poi è il fondatore del gruppo. Simone ha conosciuto Sandro perché un bel giorno è finito a lavorare proprio con lui…così, in poco tempo si è ritrovato a suonare il basso negli spacciatori. Quando Alessio (ex chitarra e voce) ha deciso di abbandonare il gruppo non si trovava un chitarrista libero e Simone si è ricordato di un vecchio ex compagno di scuola dalla chitarra puntuta…ero io. Da quel momento, credo fosse il 1997, sono diventato uno spacciatore. Ho bei ricordi di quel periodo, ci divertivamo assieme e anche se obbiettivamente la musica non era granché poco importava realmente. Con questa formazione abbiamo registrato ben due demo tape (Per un mondo migliore e Ora basta), oggi probabilmente arrossiamo un po’ ad ascoltare quelle cassette, però ci siamo divertiti un mondo a farle e non era poi tutto da buttare. Una cosa positiva è che comunque abbiamo sempre suonato dal vivo, magari in condizioni precarie o ridicole però sicuramente ci siamo fatti un bel po’ di gavetta che ora capisco essere molto importante. Un giorno Eros è comparso in sala prove con la sua chitarra arancione…probabilmente in quel momento sono rinati gli spacciatori; era l’inizio del 2000. In quei primi mesi del 2000 abbiamo registrato in sala prove con un 4-traccie a bobine il nostro primo CD autoprodotto “questo male”. Dentro c’erano 8 pezzi composti quando ancora si era un trio, però con la chitarra di Eros il tutto suonava molto meglio. La nuova produzione A4 spacciatori esce l’anno successivo con un nuovo CD autoprodotto “la solita rabbia” questa volta registrato in uno studio vero in maniera decente. La musica è certo cambiata e infatti il CD comincia a girare e a ottenere buoni responsi. Cominciano anche i concerti in giro per l’Italia che ci danno una carica del tutto nuova e ci spingono a pretendere sempre più da noi stessi. Nel 2002 esce così il nostro 7pollici “ancora una volta” coronando il nostro vecchio sogno di pubblicare un vinile tutto nostro. Il 45 esce in coproduzione con alcune etichette come El Paso, Smartz, 4 dogs records e altre…questo permette alla nostra musica di girare e anche in questo caso i responsi sono incoraggianti. Arriviamo al 2003 e registriamo il nuovissimo CD “dove ti sei perso” contenente 10 pezzi, traccia video e traccia nascosta. Il nuovo lavoro esce dopo molti ritardi nel novembre 2003 grazie alla collaborazione con 15 etichette da tutta Italia. Beh il resto è storia recente. Per chiudere la domanda: Sandro (batteria) ha cantato con gli Homeless (hc) e ha collaborato con molti altri gruppi della zona. Simone (basso) in passato ha suonato con i Censura (death metal band culto del Friuli) ma poi si è tagliato i capelli e oltre agli spacciatori ha collaborato con mille altri gruppi. Io, Daniele (chitarra, voce) ho suonato in gioventù con un gruppo metal e ho suonato con altri prima di essere spacciatore a tempo pieno. Eros (chitarra, voce) ha suonato negli Hotel Mathaus, The invisibles e in mille altri gruppi".
Com'è venuta fuori la scelta del nome, davvero un po' particolare?
(Sandro) – "Il nome l’ho tirato fuori io molto tempo fa quando ho fondato il gruppo
(circa nel 1995). Si tratta di un gioco di parole uscito da situazioni vissute quotidianamente.
Un nome particolare, d’impatto, che marca qualcosa di negativo (spacciatori) in modo sarcastico e
che comunque può avere un significato forte per me. Di certo resta impresso alla gente; c’è a chi
piace molto e chi lo considera orrendo…a noi comunque piace".
E' confortante trovare gruppi come il vostro così dediti alla vecchia scuola dell'hardcore. Quali
sono i gruppi (anche italiani) ai quali vi sentite più vicini e che di conseguenza vi hanno
influenzato di più?
(Daniele) - "Non saprei dirti a cosa siamo realmente dediti, di certo facciamo semplicemente
quello che ci viene più naturale. Non abbiamo mai stabilito a tavolino i gruppi a cui ispirarci o
il tipo di musica da fare, abbiamo semplicemente acceso gli amplificatori e via. Ognuno di noi è
influenzato da molti gruppi e da molti tipi di musica diversi. In generale potrei dirti che come
spacciatori ci sentiamo vicini a gente come Bad Brains, Kina, Smiths,
Negazione, Pavement e
Motorhead. Ma questo è riduttivo perché in realtà le nostre influenze sono le più disparate".
Avete tirato fuori un bel po' di roba ultimamente, un demo molto ben curato, un sette pollici e
adesso un cd vero. Fate tutto da soli?
(Simone) - "Beh, si certo, ogni tanto prendiamo a prestito qualche idea da gruppi friulani del
passato che magari non esistono più, ma il 99% della nostra musica è realmente nostra. Non siamo
molto prolifici e potremmo sicuramente fare di meglio ma già questo è molto se consideri che
comunque tutti noi lavoriamo e che la musica necessariamente deve occupare il già ridotto tempo
libero".
Facciamoci un po' di conti in tasca: quanto ci perdete anche ad andare in giro a suonare e perchè
lo fate? Siete contenti così o vi frustra un po' l'idea che nel nome dell'hardcore c'è gente che
fa molta più fortuna di voi?
(Daniele) - "Eh, si, alle volte ci perdiamo eccome. Quello che più ci dispiace è lo scarso rispetto
per i gruppi…troppo spesso i concerti sono organizzati in maniera approssimativa e non si considera
che comunque il gruppo deve farsi un sacco di chilometri e non è possibile offrire solo un misero
pasto e pochi euro che spesso non bastano nemmeno per coprire le spese. Certo, a volte la colpa è
anche nostra perché ci dovremmo informare meglio prima di salire sul furgone però spesso
l’entusiasmo ci spinge a tralasciare certi aspetti. Non è solo una questione di soldi…siamo
disposti anche a rimetterci se chi ci ospita ci da tutto quello che può a livello umano e
d’impegno, però la cosa francamente brucia quando si trova disinteresse e disorganizzazione. Per
fortuna questo succede raramente perché in genere siamo accolti con affetto e cordialità e
ovviamente noi cerchiamo di fare lo stesso quando organizziamo i concerti. Quanto ci perdiamo
esattamente in tutto questo? Non saprei, ora che abbiamo fatto uscire il cd abbiamo speso un bel
po’ di soldi ed è difficile rientrare nelle spese con quel poco che tiriamo su dai concerti. Questo
non è giusto per cui stiamo cercando una via d’uscita che ci permetta di continuare sulla nostra
strada senza per forza doverci sempre rimettere economicamente.
Perché lo facciamo? Per tanti motivi…difficile elencarli o cercarli fino in fondo; posso solo dire
che c’è qualcosa che ci spinge in tutto questo, qualcosa che ci fa salire su un palco, che ci fa
viaggiare e ridere forse per il semplice fatto di essere assieme a condividere tutto questo.
Se poi c’è gente che nel nome dell’hardcore fa più fortuna di noi sinceramente non ce ne importa
nulla…noi seguiamo una nostra strada che non è in nome a niente e a nessuno se non alla nostra
voglia di esprimerci e di sfogare ciò che abbiamo dentro…non possiamo essere invidiosi dei
risultati che altri hanno perché sappiamo benissimo che sono strameritati per cui siamo contenti
per loro".
Prendo spunto dall'intro che si trova nel booklet del vostro disco: non ha davvero molto più senso
ragionare su cosa è punk?
(Daniele) - "Vedi, per noi il punk ha un significato molto forte…ce lo siamo costruito in tutti
questi anni con le nostre letture, con la musica che ascoltiamo, con le esperienze che abbiamo
fatto. E’ difficile darne una definizione ma è anche vero che il termine è spesso usato in contesti
che francamente non c'entrano nulla. Non è una questione di genere musicale ma di…attitudine. Oggi
il “punk” è usato per la pubblicità della Barbie, nella moda, nelle scritte sui muri, nei video dei
Blink 182, nella ribellione stereotipata delle riviste patinate…tutte cose che sono molto distanti
dal nostro concetto di punk. Per questo non credo che abbia molto senso chiedersi se ciò che
facciamo sia o meno punk, preferiamo continuare sulla nostra strada e basta".
In passato avete fatto canzoni in inglese e in italiano, su questo disco sono tutte in italiano ma
nel booklet c'è anche la traduzione in inglese e addirittura in friulano. Le ragioni di questa
scelta?
(Tutti) - "Solo Turn Off era in inglese e faceva parte dei vecchi Homelss (precedente gruppo di
Sandro), ci piace suonarla dal vivo ogni tanto e così abbiamo deciso di riregistrarla per il 7
pollici ancora una volta…oltretutto doveva finire su una compilation per la 4 dogs records, che
uscirà finalmente fra qualche mese.
Per tutto il resto abbiamo sempre usato l’italiano e penso che continueremo così perché lo troviamo
più immediato e diretto; è però possibile che in futuro proveremo a inserire del cantato in
inglese, così, come esperimento. Abbiamo deciso di tradurre i test in inglese perché fossero
comprensibili a tutti indistintamente; per quanto riguarda il friulano…è la nostra lingua madre,
siamo molto legati alla nostra cultura e ci piace l’idea di tradurre le parole degli spacciatori in
friulano, ci sembra una possibilità espressiva in più".
Dai vostri testi traspare una certa passione per la politica, intesa nel senso alto del termine, ma
anche un ermetismo un po' solitario. A chi si rivolgono le vostre canzoni ed in generale, di cosa
parlano?
(Daniele) - "Attraverso i testi cerchiamo di filtrare la realtà che ci circonda, le passioni, le
emozioni e le frustrazioni di ogni giorno. Fra queste cose entra anche la politica, però preferiamo
darne un punto di vista personale e difficilmente catalogabile. La politica certo ci interessa e
alle volte ci appassiona però proviamo un profondo disprezzo per la logica del potere di palazzo
che manda avanti le cose, al di la dei colori e delle bandiere; disprezzo per questa e per altri
aspetti della società di oggi…ciò ovviamente influenza i nostri testi però cerchiamo di farlo in
maniera velata per evitare di scadere nel banale o nel classico discorsino da gruppo impegnato. Ma
non c’è solo politica, anzi. Per noi è importante cercare di esprimere le nostre emozioni con la
musica e anche con i testi, è difficile ma ci proviamo".
Quali sono i gruppi italiani e i posti dove suonare in Italia che vi piacciono di più e con i quali
avete anche un rapporto di amicizia?
(Eros) - "Gruppi italiani che apprezziamo di più? Ce ne sono davvero di validi e in molti casi
siamo felici di esserne amici. Ci sono i Frontiera con cui abbiamo condiviso tanti bei momenti, i
Bellicosi che non esistono più ma siamo sempre in buoni rapporti, gli Affranti (veramente
eccezionali come persone e musicalmente), quei romanacci di Bonnie Parkers e Cose Perse con cui
siamo sempre in contatto, gli Arsenico e i Redrum da Torino.
Giusto la scorsa settimana siamo stati a suonare al csa Inmensa di Genova…è stata una bellissima
serata, probabilmente il miglior concerto degli spacciatori. In ogni caso Genova è un posto dove ci
siamo sempre trovati molto bene, lo stesso vale per Torino e molti altri posti. Alla fine non ci
sono posti migliori rispetto ad altri, ciò che conta è lo spirito con cui veniamo accolti. Abbiamo
comunque iniziato suonando dei csa della nostra zona, siamo quindi particolarmente legati a questi
luoghi…qui abbiamo imparato molto e abbiamo conosciuto molte persone con cui poi sono nate forti
amicizie e collaborazioni".
Abitate vicino al confine ed andate spesso a suonare o a vedere concerti in Slovenia. Com'è la
storia lì?
(Sandro) - "Sì, siamo in ottimi rapporti con molti ragazzi sloveni che organizzano concerti e si
danno da fare. Ci abbiamo suonato spesso e ci siamo sempre trovati molto bene. Bisogna anche dire
che alcuni dei migliori concerti di sempre li abbiamo visti proprio in Slovenia, penso a No Means
No, Slayer, Nick Cave. Lì i gruppi stanno fiorendo alla grande ma non è tutto rose e fiori. Fino a
10 anni fa si respirava davvero una aria particolare ai concerti, la gente partecipava numerosa e
la scena, pur se limitata, era molto attiva e ricettiva. Ora è veramente difficile organizzare dei
concerti e se i gruppi non sono molto conosciuti, non ci viene nessuno. C’è un ricambio
generazionale e i ragazzini oggi non crescono più con Bad Brains e Black Flag ma con Offspring e
Blink 182. Niente di male, per carità, ma le differenze ci sono eccome. In fondo a pensarci bene è
un po’ lo specchio di quanto accade in Italia. Comunque pare che per noi le cose stiano
migliorando, infatti terremo parecchi concerti da quelle parti nell’immediato futuro e ci pare di
sentire dell’interesse nuovo attorno alla musica e ai gruppi che girano. Recentemente abbiamo
suonato a Nova Gorica e ho conosciuto un tipo dalla Croazia che conosceva molto bene la scena punk
italiana…a pensarci è bello che sia così e spero che questo tipo di scambi continuino e
possibilmente crescano nel tempo".
Nella vostra distro sono presenti anche le bottiglie del "Vino stupefacente". Chi è che lo
imbottiglia di voi? E come è nata l'idea di portarlo dietro insieme ai dischi?
(Sandro) - "Il vino stupefacente (cabernet, pignolo, merlot e chardonnay) è prodotto e
imbottigliato da un’azienda friulana di nostri cari amici. Noi lo compriamo e lo etichettiamo con
la speranza di rivenderlo a un prezzo poco più superiore. Dico la speranza perché succede troppo
spesso che ci facciamo prendere dall’entusiasmo e cominciamo a stappare le bottiglie che dovremmo
vendere. Comunque l’idea è nata in modo naturale; il vino è un modo simpatico e utile per
promuovere il gruppo, è un prodotto della nostra terra e siamo contenti di portarcelo in giro; allo
stesso tempo ci da una mano a racimolare qualche soldo, magari così delle volte riusciamo a pagarci
l’autostrada o il pieno del furgone. In ogni caso il vino è molto buono e costa 4 € a bottiglia,
chi volesse assaggiarlo non deve far altro che venire ai nostri concerti".
Be Nice to Mommy - (gennaio 2004)