The Real Swinger

Fra le prime band italiane di punk rock a mettere il naso fuori dai patri confini con il loro disco d'esordio pubblicato nel 1997 dalla Vml Records di Joey Vindictive, al quale fecero seguito un tour negli Usa e la registrazione presso gli Iguana studios di Mass Giorgini delle canzoni che sarebbero poi finite sul secondo full-length (uscito però solo nel 2001), tornano i Real Swinger al primo album con la nuova formazione, ormai di stanza nella capitale. Per la benemerita Valium Records di Robertò, vede la luce il nuovo "Rubber Ball": dodici canzoni di punk rock nudo e crudo, che alla fine svelano molte più influenze di quello che potrebbe sembrare al primo impatto. Ne parliamo con Marco, voce, chitarra e da sempre leader della band.

Sono passati quasi cinque anni dall'uscita del precedente cd e da quando hai ridato vita ai Real Swinger con una nuova formazione. Nel frattempo avete fatto uscire solo un singolo ed avete suonato poco in giro. Ci racconti che è successo da quando la band si è definitivamente stabilita a Roma?
"La formazione romana ha iniziato a provare nella primavera del 2001. Come capita ogni volta che c'è un nuovo membro del gruppo un po' devi partire da zero per insegnare i pezzi vecchi, per spiegare il suono di quelli nuovi, in questo caso i nuovi arrivati erano due per cui è stato un doppio lavoro! Comunque già a giugno 2001 abbiamo registrato due canzoni, la prima è finita nella compilation S.P.A.F. la seconda è stata pubblicata sul sette pollici edito dalla Nicotine Records. I dischi sono poi usciti tutti e due dopo un sacco di tempo, penso fine 2002… ma i ritardi in questi casi sono un classico direi! Nel 2002 e nel 2003 abbiamo suonato un po' in giro, ma siamo stati spesso fermi per vari infortuni fisici capitati ad Antonio. A luglio 2003 abbiamo registrato una cover dei Misfits per una compilation che a oggi non so se sia uscita! Poi nel 2004 abbiamo avuto la sosta più lunga, causa un mio infortunio alla spalla che mi impediva anche di mettermi la chitarra a tracolla. Praticamente abbiamo ripreso a provare solo a maggio con però già in mente il progetto di registrare il nuovo disco".

"Rubber Ball", pur conservando in diverse canzoni il tuo inconfondibile marchio di fabbrica, fa intravedere influenze garage e sixties. Come è venuta questa piccola trasformazione?
"Avevo circa 20/25 canzoni tra le quali scegliere quelle da includere nel disco. Rispetto ai precedenti cd in cui c'era tutto ciò che avevo scritto fino a quando non siamo entrati in sala di registrazione, questa volta ho voluto fare una scelta in modo da realizzare un cd più omogeneo e non che fosse solo l'espressione di un periodo temporale dei Real Swinger. Alcuni dei pezzi li provavamo già a Napoli ma non venivano così bene. Quando abbiamo iniziato a provare qui a Roma ho privilegiato le canzoni con un feeling sixties, soprattutto perchè Antonio ha una formazione molto più legata al garage che non al punk/hardcore degli anni 90. Secondo me rispetto alle cose registrate in precedenza è più forte il riferimento al punk californiano 77-80 che non al garage, in fondo anche il secondo cd si apre con Addicted to my girl che è un pezzo con chiare influenze sixties".

Anche questo come il precedente (che se non sbaglio Mass Giorgini ci mise una vita a mixare) ha avuto una lunga gestazione. Come è finito poi nelle mani di Robertò?
"Questa volta siamo andati lunghi soprattutto a entrare in sala. Avremmo voluto registrarlo prima ma poi per i problemi di cui ti dicevo abbiamo perso un anno abbondante. Il cd mixato lo abbiamo avuto in mano il 18 dicembre, dopo un po' di giorni c'è stato il solito concertone di fine anno e lì gli ho raccontato un po' delle registrazioni e poi gli portato una copia. Avevamo pensato di fare qualche modifica ma alla fine non abbiamo trovato un accordo con la persona che avrebbe dovuto rimettere le mani sulle tracce per rivedere il missaggio. Mi fa piacere che il disco sia uscito su Valium perché Robertò dopo aver sentito il disco mi disse che gli piaceva moltissimo, è penso questo sia un punto di partenza fondamentale. Pensavamo di poter avere il disco a fine giugno ma poi la stamperia è andata lunga con i tempi…"

Mi fa piacere che una delle canzoni del disco sia "Clergery" che registrammo coi Turturros la bellezza di 6 anni fa. Perché l'hai recuperata? "Mi piace molto quella canzone. Dopo i Turturros l'ho sempre avuta in scaletta sia a Napoli che a Roma, ci tenevo a registrarla anche in un disco dei Real Swinger".

Parlaci dei tuoi nuovi "pard". Stevo e Antonio. Ormai è una line-up consolidata.
"Antonio è praticamente il figlio segreto di Keith Moon e non mi riferisco solo a come sta dietro la batteria. Stefano è il nostro trait d'union con le tradizioni rurali del country più genuino grazie al suo background, figlio del M.O.F. (ovvero il Mercato Ortofrutticolo di Fondi) e della cultura della frontiera respirata vivendo tra la Flacca e la Domitiana. Sono due elementi dotati di encomiabile pazienza dato che io tendo ad essere un notevole rompicoglioni in sala prove".

Ormai è parecchio che vivi stabilmente a Roma. Pensi che ormai sia la tua città? Ti manca Napoli? E che differenze ci trovi fra i due posti?
"A dicembre sono 10 anni! I legami che ho con Napoli ora sono soprattutto familiari e dei pochi amici che ancora vivono li. Napoli ora è piuttosto invivibile, uscire la sera in certi posti è diventato pericoloso, i locali non hanno mai brillato per attivismo e lo Slovenly che è stata l'unica presenza positiva degli ultimi 5 anni ormai è defunto. Pur essendo una grande città è molto provinciale, generazioni su generazioni che replicano se stesse. Roma ha a suo favore il fatto di essere più cosmopolita così che le persone che vengono da fuori la svegliano un po'. Penso che come analisi sociologica da due lire vada bene… ha ha!"

Non sei mai stato un presenzialista, però alla fine ti si vede spesso in giro e quindi penso che un'idea te la sia fatta lo stesso. In questi anni, cosa ti piace dei gruppi italiani e del movimento che gira loro intorno e cosa non ti piace? E quali gruppi ti piacciono?
"Ma… il movimento… sono tante piccole tribù… autoreferenziali, ognuna di esse ha i suoi codici, il suo look. Quello che è successo negli ultimi dieci anni in Italia é che una parte del movimento indipendente-sotterraneo-alternativo è emerso alla luce, ora ci sono gruppi che vivono della propria musica. I centri sociali dove prima girava tutta questa produzione italiana e anche straniera, sono passati in secondo piano anche perché molte delle persone sono entrate nel business diciamo regolare creando agenzie di promozione, di booking che hanno aperto la strada verso altri canali/locali attraverso i quali diffondere questa musica. Contemporaneamente c'è stata anche l'esplosione dei gruppi hip/hop e ragamuffin che benché schierati politicamente hanno per la prima volta colpito un pubblico che non era più solo quello dei centri sociali o delle università occupate. Le major si sono svegliate e si sono ritrovate con dei gruppi come Subsonica, Marlene Kuntz, Csi e Afterhours che salivano nei primi posti delle classifiche di vendita. Nessuno dei gruppi "rock" del periodo d'oro della new vave italiana di inizio anni 80 era mai arrivato a tanto (i Litifiba sono arrivati al successo di massa quando erano già diventati parodia di se stessi). Dato che il mercato dei gggiovani era ricettivo è stato preparato il prodotto "punk": come esperimento nato in laboratorio i Prozac+, come gruppo che aveva già una sua street credibility i Punkreas. Ora la distinzione tra i gruppi garage/punk/hc del movimento che sono "emersi" e quelli che sono rimasti "sommersi" (i Real Swinger sono un gruppo "sommerso"…) non significa che i primi sono bravi e i secondi no… anzi la qualità secondo me in tutti e due i livelli del movimento è molto scarsa. Comunque dato che mi chiedi dei gruppi ti posso dire che l'emo mi fa schifo, l'hard rock che molti spacciano come punk anche e l'heavy metal che ancora chiamano hardcore… pure!! E aggiungerei anche l'incapacità di scrivere i pezzi che molti spacciano per noise, o peggio ancora blues!!"

So che sei rimasto molto soddisfatto dall'esibizione dei Crime a Roma, come me del resto. Mi piacerebbe sapere le tue impressioni sulla band, su quello che secondo te hanno rappresentato e sulla bontà o meno di certe reunion.
"Due commenti che ho sentito sui Crime da chi era al concerto sono i seguenti: sono patetici, sono vecchi e non hanno fatto le canzoni come erano su disco. Posto che l'unica certezza che puoi avere su una band che si riunisce dopo 30 anni è che i suoi componenti siano invecchiati, se l'unico giudizio che hai sul concerto è questo, potevi anche rimanere a casa, non c'era bisogno di pagare il biglietto per avere questa conferma. Sul non fare le canzoni come erano sul disco, penso che sia anche accettabile che dopo 30 anni le abbiamo provate cambiando un solo di chitarra o il modo di cantarle. D'altronde un concerto è diverso da un disco! In generale sui gruppi che si riformano il giudizio dipende dai singoli casi. La scelta attitudinale che può portare le band a riunirsi può essere più o meno degna, cioè se lo fanno solo per soldi o se almeno un po' lo fanno per piacere e non solo per farsi una vacanza pagata. Gli "pseudo" Misfits, o i Dead Kennedys senza Biafra ho scelto di non andarli a vedere perché mi sapevano di patetico, davvero concerti per alzare due lire dopo dieci anni di cause in tribunale per il diritto ad utilizzare il nome del gruppo!! Il concerto dei Crime mi è piaciuto molto. Un suono distorto, inquietante… in pratica, bellissimo!"

Che gira sul tuo stereo in questo momento?
"Vivo sommerso da cassette su cui registro i dischi in vinile che compro, molte volte non riesco a trovare quello che vorrei e mi capita in mano invece un'altra cosa che poi sento. Le cose che ho sentito nell'ultima settimana sono Blasters, Operation S, Untamed youth, Romantics, MC5 e Alice Cooper, Joan Jett, Donnas, Vandals, Suzie Quatro".

Sei rimasto in contatto con Mass? Che combina? Non è più venuto in Italia? All' epoca mi fece l'impressione di una persona molto simpatica.
"E' da parecchio che non lo sento più, quando lo cercavo per necessità di lavoro praticamente era impossibile trovarlo, un paio di anni fa è venuto a Napoli con una borsa di studio l'attuale compagno della prima moglie di Mass che avevo conosciuto a Lafayette. Lei mi ha un po' raccontato di quello che stava facendo Mass, di Dan Lumley che aveva scelto di smettere di suonare, di Hugh O'Neill che era morto da poco…".

Be Nice to Mommy - (ottobre 2005)

 

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Hellnation & Valium records
Etichetta e negozio di Roma.

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