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Real Swinger, il punk rock partenopeo che ha conquistato gli americani

Sulla piazza ormai da cinque anni, i Real Swinger di Napoli sono stati fra le prime punk rock
band italiane ad ottenere un riconoscimento internazionale, pubblicando un cd per la Vml di Joey
Vindictive e facendo un tour negli Stati Uniti con gli Squirtgun di Mass Giorgini. Problemi di
cambi di formazione e un infortunio che ha bloccato il batterista, hanno un po' pregiudicato la
recente attività, ma il trio è pronto a scendere nuovamente nell'arena con un nuovo cd
autoprodotto (e registrato ai Sonic Iguana Studios) ed un 7" split con gli Squirtgun registrato d
al vivo durante un concerto che le due band hanno tenuto un paio d'anni fa a Napoli.
"Se Mass si sbriga a mandarmi i nastri, speriamo di far uscire il 7" entro la fine di luglio
e il nuovo cd entro la fine dell'anno", dice Marco, voce e chitarra dei Real Swinger.
"Anche perché i pezzi sono stati registrati ormai quasi tre anni fa, nell'ottobre del '97, a
Lafayette".
Di recente avete cambiato formazione, sostituendo Luca, il bassista...
"Se ne è andato in comune accordo. A noi non piaceva come suonava, lui voleva fare altro... e
quindi meglio così. Con il nuovo bassista ci troviamo meglio. Ora però siamo fermi perché il
batterista, Walter, si è fatto male ad un ginocchio seriamente mentre suonava con un altro gruppo,
i Brainers. Le ultime volte che ci siamo esibiti come Real Swinger sono state a febbraio di
spalla ai Burning Heads e lo scorso 1 aprile, quando abbiamo festeggiato i cinque anni di
attività".
Te l'avranno chiesto in tanti, ma come è andata la storia del cd per la Vml?
"Abbiamo spedito un nastro a Joey Vindictive e gli è piaciuto. All'inizio voleva pubblicarci
un 7", ma quando gli abbiamo mandato le canzoni nuove ha deciso di fare un full-length. Poi per
promuoverlo un po' negli Stati Uniti ci ha messo in contatto con Mass Giorgini per il tour".
E come è stato suonare in America?
"Il punk rock del genere Lookout! records negli Usa è una cosa veramente da ragazzini. Se si
suona in serate all-ages il pubblico è quasi esclusivamente fra i 13 e i 16 anni. Solo a New
York, al Coney island High, vendevano anche alcolici e il pubblico era un po' più grande. Siccome
Walter stava finendo il servizio civile, le prime date ha suonato con noi Dan Lumley. Abbiamo
fatto un paio di prove e poi lui si è sentito la nostra cassetta mentre eravamo in viaggio. La
prima sera, pur suonando bene, ha sbagliato un paio di cose in due pezzi che effettivamente
avevano delle caratteristiche un po' particolari. Ma la seconda sera ha suonato da Dio".
Negli Usa ti è capitato di conoscere molto bene sia Ben Weasel che Mass Giorgini. In molti in
Italia li considerano degli idoli. Visti da vicino che tipi sono?
"Ben Weasel lo abbiamo conosciuto a Chicago a casa sua, che è nella stessa palazzina dove
abita Joey Vindictive. E' un tipo molto simpatico, non se la tira per niente, anche se un pochino
logorroico. Appena siamo entrati a casa sua ha preso uno scatolone e ci ha regalato delle
magliette. Abbiamo parlato un po' degli stereotipi con i quali gli americani descrivono noi
italiani. Era appena uscito il film Casinò con Robert De Niro ed abbiamo parlato del fatto che
gli italiani li vedono tutti come mafiosi e gangster. Una cosa che ho notato a casa sua era che
Ben aveva tutti i test-pressing del disco dei Ramones coverizzato dagli SW, probabilmente tra un
po' farà un'asta e se li venderà se non lo ha già fatto!!! Mass Giorgini è di una disponibilità
assoluta, è molto orgoglioso del suo lavoro e lavora bene con qualunque gruppo, sia che si tratti
di gente famosa che ha alle spalle un budget consistente fornito dalla casa discografica, sia che
si tratti di autproduzioni votate al risparmio".
Quali sono state le tue influenze musicali prima di dedicarti al punk-rock?
"I dischi di mio fratello, che ha sette anni più di me. Due nomi su tutti, Edoardo Bennato, che
all'epoca di 'Io che non sono l'imperatore' era un vero rocker, e Neil Young. Ma anche gli
Smiths".
E i primi gruppi punk che hai ascoltato?
"A Napoli c'era un negozio che importava direttamente tutta la roba della Sst. Quindi i
Descendents, Black Flag e Adolescents".
Cosa pensi del punk italiano e del fenomeno Punkreas...
"In Italia se devo dire il nome di una band che mi piace molto sono i Meat For Dogs di
Catanzaro. Abbiamo suonato con loro in Calabria, sono bravi e simpatici. Per quanto riguarda i
Punkreas, non saprei. A me Paranoia e Potere piaceva, ora leggo in giro un sacco di accuse sul
fatto se siano o meno punk... In genere il pubblico migliore che abbiamo incontrato è comunque
al sud. In Puglia abbiamo fatto concerti strepitosi, soprattutto al Rumble Fish di Fasano, un
festival fantastico... altro che Beach Bum".
E il peggior concerto che avete fatto?
"Una volta ad Ancona suonammo davanti a quattro persone! Ma non fu un brutto concerto, perché
suonammo incazzatissimi".
Sapevi che gli Screeching Weasel faranno una cover dei Manges?
"No non lo sapevo, spero solo che la facciano meglio di quanto abitualmente facciano le cover.
Ho sentito quella degli Stooges, Dirt, e faceva veramente schifo".
Il nome di una band americana che ti ha veramente colpito?
"Gli Smoking Popes di Chicago, classici indipendenti bruciati da una major. Avevano firmato un
contratto con la Capitol, ma non hanno venduto praticamente nulla ed hanno dovuto restituire i
soldi dell'anticipo".
Qual è il tuo giudizio sull'attitudine politica del punk?
"Il punk quello originale ormai lo fanno veramente in pochi. Ma anche all'inizio della storia,
non è che si potesse parlare di una grande coscienza politica. Era solo un movimento musicale,
non esisteva il DIY, le band firmavano per le major perché volevano fare i soldi, erano lì per
quello. Il punk americano, poi, era ed è completamente apolitico, forse anche a causa della
scarsa coscienza politica che c'è in tutto il paese, figlia di un sistema elettorale che
allontana la gente. Le canzoni dei gruppi newyorchesi come Dead Boys e Ramones, parlavano solo di
droga e scopate, ma anche le prime band di San Francisco, come i Crime, avevano la classica
attitudine da rockstar. Solo i Dead Kennedys erano politicizzati, ma solo perché lo era Jello
Biafra".
Qui a Roma hai contribuito alla nascita di una band, The Turturros, per i quali hai scelto il
nome e con i quali hai registrato un demo, che ne pensi?
"Sono un gentiluomo e non parlo mai delle mie ex!!! Scherzi a parte è stata una buona
esperienza, se non altro era comodo suonare e basta. I Turturros si faranno... anche se visti dal
vivo devo dire che a volte suonano un po' troppo veloci per i miei gusti".
Da una chiacchierata al pub, con Titan, Mr. Wolf, il Guru, Franz Punk e il Reverendo Andrea.
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