
Passano gli anni, cambiano i suoi compagni di avventura, ma Joe King
è sempre in giro per il mondo a proporre il suo immarcescibile punk rock show sotto il
nome di The Queers. Essendo una delle poche band americane che praticamente tutti gli anni
si spinge fino a Roma, non potevamo davvero perderci l'occasione. Anche stavolta l'appuntamento
era al Forte Prenestino, più che mai rinnovato e come sempre il posto migliore per concerti
di questo genere. Malgrado fosse domenica sera, l'affluenza è stata notevole, nonostante fino
a poco prima dell'inizio sembrava si rischiasse il "flop". E invece la asfittica scena romana
si è scoperta più numerosa di quanto si pensasse, anche se come al solito ci vogliono i grossi
nomi per far muovere le chiappe alla gente.
Ad aprire le danze è toccato ai Semprefreski, band palermitana veramente forte, che suona un
punk rock velocissimo ed irresistibile. I ragazzi sono molto simpatici e in grado di trasmettere
tutto il divertimento che provano a stare su un palco così importante, inoltre schierano
un nuovo batterista, un pischello di appena 16 anni, che percuote i tamburi con inaudita
forza e precisione. La gente risponde al meglio e il pogo si fa sentire sui brani più
coinvolgenti: "Vieni con me bambina che ti offro un Bronski", "Quel brutto metallaro",
"Mamma resto fuori con I Semprefreski", una cover dei Ramones ("The Kkk took my baby away") e
il ripescaggio dell'immortale "Rock'n Roll All Nite" dei Kiss. Il tutto molto coinvolgente
come dimostra l'entusiasmo del pubblico che di solito si mostra un po' freddino nei confronti
dei gruppi spalla, soprattutto se italiani.
I Queers si fanno aspettare, ma quando verso mezzanotte e mezza salgono sul palco,
l'impatto è subito vincente. Non importa con chi si presenti dal vivo, (stavolta
con il batterista dei Nobodys, Justin ed un ragazzino al basso, Isaac, che prima e dopo
il concerto si sono occupati del banchetto del merchandising, cercando di chiacchierare
praticamente con tutti) Joe e le sue canzoni non temono confronti. L'inizio è come al
solito affidato a "This Place sucks" e lungo l'arco di un'ora e un quarto si snoda la scaletta
composta principalmente di vecchi pezzi, presi soprattutto da "Songs For Retarded" e "Beat Off".
Diverse le cover, fra le quali "Rockaway Beach" dei Ramones, "I Will Be With You" dei
MrT Experience e addirittura "Jumpin' Jack Flash" dei Rolling Stones.
L'apoteosi si tocca con "Punk Rock Girls, quando ormai più nessuno dentro al Forte riesce a
stare fermo un momento, e quando Joe introduce il "vecchio" Wimpy, il primo cantante della band
che ha collaborato anche al nuovo album in uscita tra breve e che si è unito alla band per
queste date italiane. Ancora vecchi pezzi, con Wimpy che ci dà dentro come non mai felice di
essere venuto a suonare in Europa dove non era mai stato. Al termine dell'esibizione, con
autentico spirito punk-rock, tutti i componenti della band si mischiano fra il pubblico che
prende letteralmente d'assedio il banco del merchandise (tutto, dalle magliette ai dischi,
costava assai meno del materiale di qualsiasi altra band dello stesso livello). Justin,
il batterista, è al settimo cielo perchè una ragazza gli ha fatto capire che conosce i
Nobodys. Ma lei non sa una parola di inglese e a me tocca fare da interprete, traducendo i suoi
biechi tentativi di rimorchiarsela, tutto nell'attesa che Joe ci conceda la promessa intervista.
Una grande serata!
Il Guru