Rossetto alla fragola e via al concerto!

Allora, il Guru mi ha concesso questa rubrica che si chiama Pretty in Pink come il bel film con Molly Ringwald e ho deciso di chiamarla così perché sono una femminuccia e mi sembra valido e sufficiente come motivo. Pensavo di utilizzarla come piccolo diario e raccontare un po' quello che succede a questa aitante ragazzina punk rocker di Torpignattara, Roma, Marte.
Il 24 gennaio ultimo scorso sono stata a vedere i Sigue Sigue Sputnik. Non sono mai stata una fan accanita dei SSS, però mi ricordo che a 14 anni mi ero registrata un loro fantastico video da videomusic (benny&clive r.i.p.) con questi loschi individui con creste grottesche che cantavano dentro un taxi. Più o meno la mia attività di fan dei SSS si era limitata a questo atto fino ad un annetto fa quando ho comprato per ben 5000 lire il singolo di Success, che fa schifo, ma in compenso il b-side, frankenstein cha cha cha, è un rocknroll spettacolare. Il concerto si è tenuto nel famigerato Qube, locale gotico/homo/erotico capitolino, tutto luci rosse e verdi, neon da discoteca di località balneare per famiglie, insomma totale ambientazione 80s, perfetta al punto da pensare, come ha detto la mia amica Lavinia che i SSS siano rimasti chiusi al piano di sopra del Qube per gli ultimi 15 anni.
Sono andata al concerto con Ale-Formenti-Willy Wonkas etc, che se ne è sceso dalla brianza apposta per lo show. Ale è un ragazzo molto gentile e simpatico, malgrado quanto si possa supporre dalle foto allucinanti che invia telematicamente a mezza Italia, anzi lo ho trovato anche piuttosto scosso e imbarazzato quando, specchietto alla mano, mi sono spalmata qualche etto di rossetto alla fragola mentre eravamo in fila per entrare al concerto, mi chiedo se arrossisce quando trova le foto su internet, hi hi. Al Qube poi c'era veramente tanta gente e la cosa più bella era che l'età media non era 15 anni, cosa che da qualche anno a questa parte è la regola. Evviva gli over 25 che vanno ai concerti: urrah! urrah! urrah! Saranno stati tutti quei gotici o l'atmosfera anni 80, ma mi sentivo un po' come al Uonna, un locale storico di roma dove era un po' tutta la "situazione" in quegli anni. Uno di quei locali con personalità. Ieri mi sentivo un po' fiera di essere cresciuta negli anni ottanta, anche se mi rendo conto che è patetico, però è bello avere dei ricordi, anche se di quattordicenne, di un periodo in cui se volevi essere diverso rischiavi di perdere amici e consensi, invece di guadagnarteli. Sarà che uno si cerca sempre delle giustificazioni quando ti cominciano a crescere i capelli bianchi...
Tornando al concerto, proprio mentre mi lamentavo del prezzo alto degli alcolici, il mio amico Umberto mi offre una birra (sono cose che non vanno fatte passare in cavalleria) e poi iniziano le danze. La serata viene aperta da un gruppo ributtante di nome Narr, che io riesco a collegare solo a Prodigy e Atari Teenage Riot (sono certa che ci sono cose anche molto più underground, ma questa musica non la conosco proprio, non è proprio la mia tazza di merda, per cui beccatevi il paragone mainstream). Poi magari la loro musica la fanno pure bene, comunque io ho tremato al timore che anche i SSS si fossero reinventati come gruppo technopunk del nuovo millennio, invece fortunatamente quando sono saliti sul palco si sono rivelati quei mascheroni grotteschi che volevamo vedere, anzi semmai erano ancora più datati e di pessimo gusto di quanto già fossero nell'86. Il colpo d'occhio è stato questo: un cantante vestito da "Little Steven va al carnevale di Venezia", un chitarrista (forse Tony James, non lo so, se lo sapete meglio per voi) con una parrucca rosa fucsia, occhialoni da sole e una chitarra che descriverei come "del futuro", l'altro chitarrista Rockabilly gonfio con una banana decolorata (leggi "canuta") di mezzo metro e un chitarrone bianco semiacustico grande quanto lui. I tre individui dimostravano un millecinquecento anni l'uno, cosa che mi fa pensare che fossero i membri originali. Poi c'era il tipo al sintetizzatore che invece aveva una ventina d'anni e un look da adolescente macho-gay che lo faceva sembrare appena uscito dal video di Paninaro dei Pet Shop Boys. Sexy, in una certa maniera. Gli eroi suonano tutte le loro hit (con solo 2 dischi cosa altro potevano fare?) e ballano e rockerroleggiano. Il pubblico alza il dito, i dark si tolgono le magliette alcuni rimangono in reggiseno e noi capiamo che erano donne. I nostri eroi a volte vanno fuori tempo, ma non deve essere facile fare il Sigue Sigue Sputnik, magari con una famiglia a carico e senza soldi per comprare la coca. Il mio amico Ciccio Di Marco (pioniere del punk palermitano) mi spiega che Tony James suonava nei Generation X e anche nei Chelsea, bè, si sa che troppi anni di punk rock non fanno bene alla salute né talvolta alla dignità. Il concerto finisce con un paio di bis e con il chitarrista rockabilly che ciondola instabile sul palco con una boccia di Jack Daniels blaterando : "rocknroll, rocknroll".
Rocknroll.
Da questa serata ho imparato che:
a) gli amici sono importanti
b) le reunion sono sempre degne di essere prese in considerazione
c) tra i motivi per cui è bello essere una femmina c'è anche quello che puoi sempre avere uno specchietto e un rossetto alla fragola nello zaino.

Tina "Ringwald" Chang
tinabumbum@hotmail.com

 

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