Popsters + F.U.G. "on tour": dalla Sicilia col furgone...

Quella che ho l’onore di raccontarvi è la storia di 9 fuori di testa che hanno portato terrore e
scompiglio in giro per l’Italia.
Tutto inizia alle11 e 15 minuti dell’11 Aprile. L’appuntamento è alla Sick Sound factory. Da lì dobbiamo caricare il furgone e
partire per il primo tour italiano dei Popsters. Ci sono anche gli F.U.G. al gran completo, Bizio (B-Sucker) ed io che fondamentalmente
non ci sto a fare un cazzo, se non che la mascotte.
L’emozione per ciò che ci attende ci rende tutti iperattivi, a tal punto che in tempo record l’immenso furgone bianco è già
bello e pronto per partire.
Fin dalle prime ore capisco che non sarà un tour privo di sorprese. C’è un’aria serena e rilassata (almeno fino a quando Pallino
non si toglie le scarpe). Dopo una tappa al panificio più vicino dove Bizio sputtana subito le prime 30 carte per una intera cassa
di Forst, ci mettiamo subito in viaggio per raggiungere la prima città che ci ospita. Destinazione Genova, il viaggio è lungo ma
siamo tutti fiduciosi. Ciaccio è il primo e instancabile pilota e forse proprio per questo anche unico vero dj dell’allegra combriccola.
D’altronde la radio è sua…
Le prime 5 ore di viaggio sono un delirio. Le birre di Bizio cominciano ad avere il loro effetto…ed oltre ad essere un po’ brilli, ben
presto dobbiamo fermarci per la prima pisciata generale.
Ciaccio dopo aver capito che il cambio funziona esattamente al contrario, riesce a trovare la quinta e scricchiare anche i 110
(e vi giuro che con quel bestione era un’impresa).Così in men che non si dica, con un costante sottofondo hard-core, attraverso
le curve della statale Palermo- Messina, ci ritroviamo sul traghetto totalmente sbronzi. .Adesso siamo tutti con un sorriso imbecille
stampato sulle labbra…e giunti in Italia il furgone comincia già ad avere un’aria più familiare, ci sono bottiglie dappertutto, una
cappa di fumo difficilmente penetrabile e un odore di piedi che ci terrà compagnia per il resto del viaggio…Adesso siamo tutti
incontrollabili e comincia una presa per il culo generale con particolare accanimento su Giacomazzi che per gran parte del viaggio
sarà il bersaglio preferito da tutti quanti…
Ben presto però cominciamo ad essere stanchi, così a turno crolliamo un po’ tutti…tranne l’instancabile Ciaccio che ci porta a
Roma dove ricorda di non essere una macchina e cede il posto al nuovo pilota: Ciccio Caviglia, che guida fino a Bologna. Ma è
Ciaccio, che dopo poche ore di riposo (solo lui visto che russa come porco) riprende in mano il furgone e ci porta a destinazione.
Arriviamo a Genova prestissimo, considerato il fatto che fino alla sera non abbiamo niente da fare se non che aspettare
l’apertura del csoa Pinelli. Così dopo 15 giri completi attorno ad una piazza di Genova, lasciamo il furgone in uno di quei posteggi
a pagamento e ci incontriamo con Giovanni degli Ignoranti che ha organizzato la data.
Naturalmente passare un pomeriggio a Genova ad aspettare non poteva che darci l’occasione per rilassarci un po’. Così c’è chi
rimane in furgone a dormire e chi fa una spedizione al negozio della Winona records.Ed è proprio qui che incontriamo due ragazzi
che “gestiscono” il centro sociale. Così spiegataci la strada ci catapultiamo al posto per cominciare a montare. Al Pinelli troviamo
una situazione un po’particolare. Il posto è figo, la gente che lo gestisce un po’ indefinibile. Ci viene subito spiegato che quella
stessa sera a Genova allo Zapata ci sarebbe stato un altro concerto, ma Popsters ed F.U.G. sembrano presi bene. Così dopo aver
divorato la polenta che ci hanno preparato, comincia il sound check. Il suono esce bene, ci sono i presupposti per un buon concerto.
In tutto questo si aspettano le Formiche Atomiche, ma ancora a mezzanotte non si vede nessuno, se non qualche zanzara. Così
nell’attesa c’è tutto il tempo per prenderci una sbronza colossale, i cui effetti saranno visibili anche sul palco. Infatti è il momento
del concerto. Non ci sono più le Formiche atomiche, ma ad aprire le danze è un altro gruppo. Una mezz’oretta che scivola via veloce,
per lasciare spazio agli F.U.G .Non si reggono in piedi, e Giugi (bassista cantante)è proprio in vena di sparare stronzate. Così tra un
pezzo e l’altro viene invocato Satana più volte e gli viene dedicato persino un pezzo! Il posto è grande, e onestamente il pubblico
non è numerosissimo, ma nonostante manchi quell’impatto musicale che si crea in posto più piccoli, tutti sembrano apprezzare
tantissimo, così dopo pezzi come FUG MUST DIE e I DON’T WANNA SKATE,la gente è in visibilio. E quando attaccano i Popsters
fin dalla prima canzone capisco che sarà un concerto da brividi. Cazzo se suonano bene! Melodie potenti quanto basta per scatenare
nei pochi presenti l’euforia che ci voleva. Così dopo una scaletta di circa 15 pezzi, il concerto si chiude con la solita My Brain Hurts,
tra applausi e complimenti di ogni genere e tipo.
Non c’è stato il pienone,è vero,ma il primo concerto del tour è riuscito,senza ombra di dubbio (Ah! Dimenticavo Giacomazzi ha
distrutto il primo pedale di una lunga serie) .
Nel frattempo si è fatto tardissimo e ormai le innumerevoli lattine di birra che ci siamo scolati ci hanno reso tutti incontenibili.
E’ una risata continua, l’unico modo per darci una calmata è andare a dormire. Sei di noi sull’enorme palco, gli altri tre dentro
il furgone.
L’indomani mattina ci svegliamo e dopo un pranzo e qualche schedina per tentare la fortuna, svegliamo Ciaccio e ci rimettiamo in viaggio.
Arriviamo a Las Spezia abbastanza riposati. C’è una bella giornata, e il fatto di suonare alla Scaletta prende bene un po’ tutti. E’ con Andrea dei Manges che ci incontriamo. E’ lui ad aprire il locale e lui anche ad aprire le danze con le prime birre. Così tra una partita a flipper e qualche foto di rito cala la sera e il momento del concerto arriva .C'è un casino immane. Aprono il concerto gli Stinkers (Punk rock da Las Pezia ).Non sono niente male ,indossano tutti e quattro la maglietta dei Ramones , sono divertenti e hanno al seguito anche tantissime persone! Dopo una scaletta di circa 20 minuti arriva l’ora degli F.U.G. che completamente rimbecilliti dai fumi del’alcool ribadiscono la loro devozione al culto di Satana e suonano con una stella satanica disegnata sulla batteria.Devo ammettere che il loro Hard Core old school è poco consono alla situazione spezina, tanto che gran parte del pubblico esce fuori infastidita dai suoni forse troppo grezzi e dai testi urlati del grande Giugi. Ma gli F.U.G. suonano da dio e i pochi rimasti sono entusiasti di questi 3 ebeti che quando suonano spaccano il culo. Così dopo poco meno di mezzora tocca ai Popsters, che richiamano il numeroso pubblico scappato alle note degli F.U.G. Apparte qualche problema con l’accordatura, il concerto va anche questa volta benissimo. Stacchi da manuale e un Paolo Ciaccio che si esibisce in cori perfetti…e c’è anche chi glielo grida! Non mancano naturalmente gli interventi di Ciccio che scivolano un po’ nel cazzeggio grazie anche alla collaborazione di Ciaccio (scusate il gioco di parole).Dopo alcuni pezzi (tra cui suonati meglio Not For Me e Another Girl) i Popsters si esibiscono in The River,cover de Bruce Springsteen,che personalemte mi fa venire la pelle d’oca.Così dopo un’altra decina di pezzi (da non dimenticare Silly Girl con Ciaccio completamente ubriaco e cappellino dei Descendents) e un cambio di chitarra si arriva alla conclusione con My Brain Hurts,i cui effetti questa volta sono proprio devastanti,grazie anche all’impressionate partecipazione corale di massa del pubblico un tantino più competente rispetto a quello della sera precedente.
Las Pezia non ha deluso,e la gioia di tutti è facilmente spiegabile dalle centinaia di mila lire spese in consumazioni alcooliche. Infatti alla fine del concerto siamo tutti in coma profondo. Non riusciamo a reggerci in piedi, ma nonstante tutto beviamo almeno per altre 2 ore…e quando ormai sono le 4 l’unico imperterrito accanito bevitore sarà Ciaccio che fino alle 7 sorseggerà rum fino al crollo definitivo.
E’ mattina adesso, Ciaccio è irrecuperabile,così carichiamo tutto e a mezzogiorno circa ripartiamo alla volta di Milano.Ciccio è al volante,Ciaccio disteso nel lettino del furgone che dorme e si lamenta. Dopo una sosta per rifocillarci(ma più che altro per cercare di assorbire la sbornia) entriamo in autostrada, ma non percorriamo neanche 2 kilometri che il furgone si ferma di colpo proiettandoci tutti in avanti. Comincia ad intravedersi del fumo nero…l’unica solouzione è fermarsi.E’ l’episodio che segna la svolta del tour.Il Furgone è fuori uso, un gentile motociclista incontrato all’aerea di servizio, senza pensarci due volte ci spiega che si è fottuto il differenziale.E mentre Ciaccio vomita tutto ciò che ha mangiato e bevuto nelle ultime dodici ore siamo li a guardarci negli occhi smarriti e indecisi sul da farsi. Due sono le soluzioni: o affittare un nuovo furgone, o tornare a casa sconfitti. C’è un problema in tutto questo .E’ la vigilia di pasqua e difficilmente qualcuno potrà riparare il nostro furgone prima di una settimana,ed affittarne un altro risulta un’impresa. Ma non ci diamo per vinti, così stanchi e coscienti del fatto che la data di Milano al Bulk è assoliutamente imperdibile, armati dei soli strumenti e dello stretto indispensabile decidiamo di partire in treno. Il furgone rimarrà a Las Pezia, noi dovremo cavarcela in qualche modo, poi si vedrà.
E’ così che alle 23 giungiamo a Milano, dove dalla stazione veniamo immediatamente scarrozzati al Bulk.C’è una cifra di gente e prima di F.U.G. e Popsters suonano altri 2 gruppi (Maradonas e Good ole boys) che staccano forse eccessivamente tardi.Infatti quando è l’ora dei Palermitani F.U.G. l’immenso salone si è ormai quasi svuotato.Forse un po’ per la stanchezza,un po’ per l’esagerata generosità dei milanesi che ci hanno riempito di birre e sicuramente per la faticosa impresa delle precedenti ore il concerto non è uno dei migliori,ma suonano ancora una volta bene. E’ divertente comunque,i 3 ebeti si scatenano in uno show forse più verbale che musicale ed eseguita tutta la scaletta lasciano posto ai Popsters, quando ormai sono circa le 2. Ciccio ha qualche problema con la cassa che intercetta tutte le frequenze possibili e immaginabili ed emette continuamente canzoni dance.
Pallino deve fare i conti con un pedale che Giacomazzi ha provveduto a far fuori già al secondo pezzo,Stefanino e Ciaccio non hanno particolari problemi, apparte il fatto che c’è un freddo della Madonna. Ancora una volta eseguono la scaletta egregiamente, ma ormai è troppo tardi per pretendere che la gente rimasta si esalti.
La serata si conclude con una vendita esagerata di 7’’ e cd, che ci consolano dopo il brutto episodio del furgone.
Riposatici ben benino,dopo una notte passata ancora una volta tra cazzeggi e continue risate, ci svegliamo la domenica di Pasqua e ci sembra il caso di fare una piccola partitella di calcio…così,tanto per complicare ancor di più il nostro stato fisico.
Salutati i gentilissimi occupantii del Bulk,partiamo per Torino,dove siamo destinati a stare per ben 3 giorni,nei quali per una sola volta i due gruppi suoneranno.
E sarà proprio la domenica ,al Rrosalia, centro sociale in mezzo ai giardini reali di Torino che i Popsters e gli F.U.G. si esibiranno nel concerto migliore, musicalmente parlando, di tutto il tour (dando per assodato che queste sono opinioni personali).Inizialmente ci sono veramente poche persone…troppo poche persino per gli F.U.G. (ahahahah!) ma ben presto comincia ad arrivare un bel po’ di gente e la serata cambia totalmente. Giugi,Giacomazzi e il gasatissimo Ecumenicus sono incontenibili. Fusi come le scimmie non ne capiscono niente,e per ribadire il loro credo invocano Satana per l’ennesima volta (non sarà mica sua la colpa di tutte le disgrazie?) .Tra il pubblico è presente una ragazza spagnola che sulle note di Suspect Device impazzisce totalmente e si innamora degli F.U.G. Alla fine del concerto comprerà il 7’’ e chiederà gli autografi ai 3 ebeti che del tutto basiti dovranno concederglielo.
Ma quando è l’ora dei Popsters, l’atmosfera cambia del tutto, e da un clima di violenza hard-core,si passa ad un pop-punk melodico che non può non coinvolgerti. Il suono esce da Dio e la ragazza Spagnola se prima era impazzita adesso diventa romantica e inclina dolcemente il capo tenendo il tempo. Così i non molti spettatori rimangono con gli occhi incollati al palco e si esaltano di fronte a quel tripudio di chitarre ruvido-melodiche e ai ritmi incalzanti di pezzi come BE my girlfriend ed Every Minute…
Insomma, i Popsters spaccano il culo di nuovo!!!!
Il resto dei giorni passati a Torino tra pranzi vari e partite di calcio sarebbe davvero bello potervelo raccontare,ma ci vorrebbero almeno altre 10 pagine per non dimenticare qualcosa…così preferisco andare un po’ avanti nel tempo,ed arrivare dopo dopo avere trovato in extremis il furgone a noleggio in quel di Piacenza,dove ci aspettano Stefano Cerri e il Miccetta.
Arriviamo alle 6 del pomeriggio in 2 diversi gruppi, è tre giorni ormai che non suonano…
Dopo una birretta volante, c dirigiamo a verso il Locale, poco distante da Piacenza.Il posto è davvero carino,è una sorta di Irish Pub che in men che non si dica si riempie.Arrivano in ordine Paco e il Mera,Nardi,Michela,Alessandra,Greg, e tra distribuzioni varie e saluti, quel posto mai prima d’allora visto diventa subito familiare,sembra di essere a casa nostra…come sarà pienamente dimostrato da Ciaccio (vedrete!!!).
I primi a suonare sono i Pinheads,gruppo del Cerri che si esibisce in uno sgangherato tributo ai Ramones.
Però vi giuro,nonostante l’infinità di cazzate,sono divertenti…così arriva l’ora degli F.U.G. che con la loro solita mezzora di hard-core punk allietano il pubblico Piacentino.
La performance dei Popsters è caratterizzata da un Ciaccio completamente sbronzo, un Giacomazzi che non è da meno e con la scusa di fare qualche foto si stabilizza fino alla fine dietro la batteria,una special guest in Silly Girl del grande Simone Polecats (che peraltro sembra suonare da sempre con i Popsters) e da una carinissima ragazza grande fan dei Popsters che strappa il cuore a Stefanino che le dedica un pezzo.
Così alla fine nella sbronza collettiva Ciaccio senza sapere il perché,si ritrova in piedi barcollante sul bancone e incitato dalla folla impazzita offre un giro di 30 tequila bum bum che ci danno il colpo di grazia.
Dopo commuoventi baci e abbracci è Cerri che ci porta a suo rischio e pericolo a casa sua,da dove l’indomani si partirà alla volta di Novara.
Su questa data ci sarebbe da dire ben poco,anche perché causa organizzazione erano presenti solo tre spettatori. Da ricordare
comunque un simpaticissimo personaggio di nome PESO, che preso bene dal sound check finisce per crollare su un divano
(e penso che sia ancora lì a dormire).
La notte stessa scappiamo letteralmente per raggiungere Roma. Lì,incontriamo (come al solito completamente distrutti dall’alcool)
verso le 19 Umberto e i Turturros e Valentina.
Arrivati al Sonica dove tra una tipa bonissima al bancone e un incontenibile Giacomazzi si arriva al concerto con i Turturros ad
aprire. Non è la prima volta che li vedo, comunque grazie anche ad un indimenticabile esibizione del batterista suonano davvero
bene e riescono a coinvolgere gran parte della folla presente. Non sono da meno gli F.U.G. che senza particolari problemi eseguono
tutta la scaletta per lasciare spazio ai Popsters.
In un’occasione così particolare non deludono le aspettative e si esibiscono in uno dei migliori concerti dell’intero Tour nonostante
un Pallino segnato dalla stanchezza dei giorni trascorsi.
La serata continua tra vendite smodate e Umberto e Gianluca che in occasione dei loro compleanni continuano ad allietarci con la
loro presenza.
Così alle 4 del mattino Umberto per concludere il tutto stappa una bottiglia di Spumante che ci manda tutti a letto felici e contenti.
Ormai mancano solo 2 giorni alla fine.
Il sabato lo trascorriamo a Roma in allegra compagnia e la domenica ripartiamo per Napoli dove ci aspettano Walter dei Brainers e i Blissful.Dopo pezzi di pizza pazza che fanno la nostra felicità e qualche birra per svegliarci un po’ arriva il momento dell’ultimo concerto.
Aprono i Blissfull che suonano un gradevole hard-core melodico e si dimostrano davvero molto simpatici.Dopo tocca ai Popsters…questa sera saranno gli F.U.G. a chiudere.
In un misto di punk-rock,casino,volgarità e divertimento il concerto è davvero fighissimo. Walter completamente sbronzo è incontenibile e la situazione ormai delirante coinvolge tutti i presenti che si scatenano nel primo e unico pogo del tour.
Dopo la solita,regolare performance degli F.U.G. è davvero la fine.
Appena svegli l’indomani salutiamo i gentilissimi Napoletani e ripartiamo a malincuore verso Palermo.
Il viaggio di ritorno si conclude senza grossi problemi, ma soltanto tra citazioni e ricordi dei giorni trascorsi insieme.
Marco Bonazzi