Motorama: se prima eravamo
in tre...

La vita è fatta di continui stop-and-go. Per una porta che si apre ce n'è sempre qualche altra che si chiude. E viceversa. Certe volte basta affrontare le cose allargando le proprie vedute e saltando, o magari solo aggirando gli ostacoli. E' il caso delle Motorama, band tutta al femminile della capitale, che appena pubblicato un bellissimo primo album, dopo sette anni di concerti ed un solo singolo all'attivo, si ritrovano alle prese con un drastico cambiamento di formazione: Elena, voce solista, ha deciso di lasciare e Daniela (chitarra) e Laura (batteria), sono al momento comunque intenzionate a continuare in due, riducendo ancora più all'osso un sound già di per se' votato al minimalismo. Le conosco, le ho viste un sacco di volte, abbiamo anche suonato assieme. Spero che vincano anche quest'altra sfida per raccogliere i frutti di quella giusta attenzione che si è creata attorno a loro dopo l'uscita di "No Bass Fidelity". All'intervista ha risposto Daniela.

Assolviamo subito i doverosi compiti di presentazione. Quando e come si sono formate le Motorama? Eravate amiche già da prima o vi siete conosciute per suonare? Calcolando che è difficile mettere insieme anche tre uomini che apprezzino certa roba, come avete fatto a ritrovarvi in tre ragazze a suonare "sporco" rock'n'roll?
"Le Motorama si sono formate nel 96. Io e Laura suonavamo già insieme e cercavamo un/a cantante. Elena e Gianni hanno risposto all'annuncio e la scintilla è scoccata subito. Nel corso di questi anni la formazione è cambiata diverse volte. All'inizio eravamo in quattro. Poi siamo diventate tre, eliminando la seconda chitarra che era poi l'unico elemento maschile del gruppo. Fino ad allora ci era piaciuta l'idea di avere un ragazzo tra noi ma, ahimè, le cose non hanno funzionato. E così un po' per caso un po' per scelta, siamo passate alla formazione all-girl. Ora abbiamo ridotto la band veramente all'osso: siamo diventate un duo. Sempre batteria/chitarra/voce, ma diviso per due. Aargh!! E' dura! Elena, se ne è andata dal gruppo per sue ragioni personali, niente a che vedere con la musica. E' stato un grande dispiacere, ma ormai è successo e, tra le mille difficoltà, dubbi, incertezze che si possono immaginare, vogliamo continuare a suonare quello sporco rock'n'roll che, per rispondere alla tua domanda, altro non è che il risultato dei nostri sporchi ascolti... yeah, yeah".

Avete cominciato a suonare senza basso in epoca non sospetta (nel senso che adesso di formazioni simili se ne vedono parecchie in giro, ma qualche anno fa era assai difficile, colpa di White Stripes e soci?). Come è avvenuta questa scelta?
"Volevamo un sound diverso, in cui predominasse la chitarra e, non avendo mai avuto una visione del gruppo in senso classico, non è stato un problema decidere di fare a meno del basso. Oltretutto la scelta si prospettava molto stimolante perché, almeno per quanto mi riguarda, significava cercare un modo diverso di suonare. In effetti, ultimamente si vedono parecchie formazioni di questo tipo. Sarà per colpa dei White Stripes? Jon Spencer? I Cramps? Probabilmente soprattutto dei primi".  

Avete fatto passare un sacco di tempo fra il vostro sette pollici di esordio e questo nuovo cd. Una scelta precisa o mancanza di occasioni?
"In realtà l’intenzione di registrare un album c’era già da parecchio tempo, ma alla fine ci siamo fatte piacevolmente risucchiare dai concerti e non abbiamo trovato il tempo di fare altro. Però siamo contente così perché alla fine abbiamo fatto questo disco con chi ci piaceva veramente, parlo delle etichette che ce lo hanno prodotto (Bar La Muerte e Vidaloca) e di Bugo che ha registrato e mixato".

  Nel frattempo avete suonato parecchio dal vivo. Quanti concerti finora? E quali sono quelli che ricordate con più piacere?
"Uhm… uhm… è Laura a tenere il conto. Credo un centinaio. Tra i più belli, quello a Torino all’Hiroshima con i Tre Allegri Ragazzi Morti, quello a Trieste, a Lecce, ma soprattutto il concerto al cs Cartella di Reggio Calabria fatto ultimamente. C’era un’energia incredibile. Appena abbiamo cominciato a suonare la gente si è scatenata in un ballo selvaggio e non ha più smesso per tutto il concerto. Un tipo alla fine si è anche spogliato!!"  

Come è avvenuto l'incontro con Bugo? E' stato lui a proporvi di registrare il disco?
"L’incontro è avvenuto grazie a Bruno Dorella di Bar La Muerte, che era l’etichetta di Bugo fino a un po’ di tempo fa ed ora anche la nostra. Bruno ha fatto ascoltare il nostro sette pollici al Bugo. Lui è rimasto colpito ed abbiamo deciso di fare un concerto insieme. E’ stato allora che ci ha proposto di registrare il disco. Noi ovviamente abbiamo accolto la proposta con grande entusiasmo, soprattutto dopo aver visto il suo folle live da one-man-band!"

  Raccontaci un po' del lavoro fatto in sala: sul disco scrivete che è un "live" registrato in studio....
"Abbiamo registrato il disco in tre giorni, rinchiusi dentro al GiBulgaro nel sottosuolo di Cernusco, vicino Milano. Sembrava ci conoscessimo da sempre. Niente tensioni e paranoie da registrazione. Solo un sacco di risate, birra e pasticcini. Abbiamo lavorato in presa diretta, con pochissime sovraincisioni. Alcuni pezzi andavano già bene al primo take. "77" e "Motorama" invece le abbiamo mixate da sole e lì ci siamo divertite anche a sovraincidere voci, chitarre ed altri suoni. Siamo soddisfatte di questo disco perché rispecchia il nostro sound dal vivo. E’ una cosa che abbiamo inseguito in tutte le registrazioni fatte precedentemente senza mai riuscire ad ottenerla".  

Settantasette... davvero vorreste essere il "grilletto" di una macchina del tempo per farci tornare tutti a 26 anni fa come dite in una canzone? Scherzi a parte, quali sono quelle che considerate le vostre vere influenze?
"Yep! Settantasette! E magari il prossimo pezzo si chiamerà 66! Gli anni 60 sono un momento cruciale della storia del rock’n’roll e del punk stesso. Molte delle nostre influenze provengono da lì. I Sonics, The Who, i Kinks, i Rolling Stones, i Remains e le centinaia di altri gruppi del tempo rimasti sconosciuti o quasi. Tra le influenze musicali che ci accomunano ci sono ovviamente i Cramps e gli Stooges, tra le mie influenze personai i Fall, la no-wave e i Suicide, da cui ho imparato ad apprezzare il minimalismoW.

  Sono io un inguaribile ottimista, oppure Roma in questo momento sta dando il meglio di se'? Penso a gruppi come il vostro, ma anche Transex, Taxi, Dissuaders... e in generale tanti bei concerti. Che ne dici?
"Effettivamente negli ultimi anni a Roma stanno uscendo un sacco di gruppi validi. E poi ci sono più occasioni per suonare, ci sono bei concerti e questo è molto bello perché era ora che qualcosa si smuovesse".

  E nel resto d'Italia? Sbilanciatevi un po': quali sono i gruppi che vi piacciono e quelli che detestate?
"Non ascolto molta roba italiana, tra i gruppi che mi piacciono ci sono i nostri compagni di etichetta, R.U.N.I., Allun, OVO. Poi mi vengono in mente i salentini Psychosun. I gruppi che detesto sono tanti, anzi la maggior parte e quando una cosa non mi piace la rimuovo".  

Mi raccontate un po' dei vostri side-project? Conosco gli Intellectuals dove Elena suona la batteria e so che anche tu suoni in un'altra band...
"Infatti suono nei Parboiled, di cui fanno parte anche Laura/Motorama e Filippo/Cactus. La line up: 1 chitarra+1 bontempi giocattolo+ 2 voci oppure 2 chitarre+batteria+2 voci. Anche qui una formazione senza basso, ma stavolta non per scelta, solo per caso. È un gruppo nato dai rapporti che ci legano e… arghh… nessuno di noi suona il basso. La matrice è punk’n’roll (ecchè ce voi fa?!) il resto lo fanno la comune passione per no-wave e derivati newyorchesi".

  Che avete in programma per promuovere un po' il disco?
"Credo che continueremo a fare concerti. Penso che sia il modo migliore e più diretto per promuovere un gruppo e divertirsi. Ad Aprile abbiamo suonato a Londra, e poi… chissà".

Com'è andata a Londra?
"La serata a Londra ce l'ha trovata un amico, portando il nostro promo ai promoters. Il disco è piaciuto e ci hanno proposto di suonare. In realtà le date erano due. Avremmo dovuto suonare anche ad un festival garage, ma purtroppo per una serie di ragioni, non siamo andate. Devo dire che non ci aspettavamo di trovare delle date a Londra con tanta facilità! Il locale dove abbiamo suonato si chiama The Dublin Castle e, a quanto pare, è un posto storico e uno dei più quotati della capitale. Come molti locali inglesi è diviso in due sezioni, il pub e la sala concerti. E' molto carino, di media grandezza e, soprattutto, si trova a Camden Town, che è un quartiere pieno di giovani e molto legato alla musica live. Il concerto è andato bene. Noi eravamo cariche e anche un po' emozionate! Prima di suonare, la sala concerti era praticamente vuota, a parte i pochi amichetti che ci accompagnavano. Poi, appena è iniziato il concerto la gente ha cominciato ad entrare. Il locale non era pieno (c'era la partita porca miseria!) ma, contrariamente a quanto mi aspettavo, il pubblico è stato espansivo e questo ha creato una bella atmosfera. Sono rimasta colpita dal modo di lavorare dei fonici inglesi. Sono bravi e disponibili. Il sound-check si fa molto velocemente e con ottimi risultati. Ne ho avuto conferma anche al concerto dei Cactus, che hanno suonato due sere dopo in un altro locale. Mi ha un po' deluso, invece, la fredda, anzi glaciale professionalità con cui si rapporta lo staff del locale e soprattutto non ci sono consumazioni per il gruppo!!! 'azz! Laura gliene ha chiesta una e loro gli hanno letteralmente riso in faccia! Quindi se avete intenzione di ubriacarvi quando suonate nella capitale del Regno Unito, beers are on you!!!"  

Mai avuto problemi a suonare in giro per il fatto di essere tre donne?
"L’essere una band di sole ragazze è po’ un’arma a doppio taglio. A volte facilita le cose, ma a volte è una vera scocciatura. Ci sono molti pregiudizi e diffidenza. Si parte sempre con un po’ di svantaggio rispetto ad un gruppo di ragazzi perché le aspettative del pubblico sono diverse. Ma questo è normale vista la scarsità di band femminili. Uh! S’è fatto tardi!".

Be Nice to Mommy - (aprile 2003)

 

Related links

Motorama
La loro pagina su Mp3.com

Bar La Muerte
Sito della label di Milano

Vida Loca
Etichetta romana che ha partecipato alla produzione del disco.

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