
The Motivs, Naples City Brawlers
Vengono da Napoli e sono praticamente una costola dei Real Swinger, anche se il loro punk'n roll
si rifa maggiormente ai Rip Offs, mischiandoli con un'attitudine vagamente mod. Finora hanno
pubblicato un 7" split con gli americani Automatics, ma hanno già una discreta attività live
spalle. Ne abbiamo parlato con Luca "Spitbubble", bassista e mente del gruppo, ed ex componente
dei Real Swinger.
Raccontaci un po' la vostra storia.
"Se ti dovessi raccontare tutte le peripezie che ci sono capitate per avere una
formazione stabile veramente potremmo stare le ore a parlare, quindi cercherò di essere il
più conciso possibile (cosa che sarà difficile visto che sono di una logorrea
impressionante): all'inizio eravamo tre giovani, e alla fine siamo rimasti tre, ma non più
tanto giovani.
L'unico membro che è cambiato è Uncle J., il chitarrista, Americano d'origine e di
mentalità, il quale da un giorno all'altro, di punto in bianco, ha deciso di mollare la band
senza neanche degnarsi di avvisare. Diciamo che I Motivs sorsero come una band
parallela mia e di Wapula che allora suonavamo nei Real Swinger (lui ci suona ancora,
mentre io no); concordammo sul fatto che il punk rock suonato alla Ramones ci avesse
un poco stufato e cosi decidemmo di mettere su un gruppo che suonasse un rock and roll
influenzato dal garage e dagli anni 60, una cosa abbastanza unica per la scena napoletana,
che seppure priva di nuove leve, offriva (e offre tuttora) qualcosa solo nel mondo pop
punk/hardcore melodico alla Fat Wreck. Reclutammo questo giovane ragazzo che
lavorava alla NATO (orrore orrore un Americano militarizzato!! Fascisti, nazisti…
Ma questa è un'altra storia) che era il ragazzo di una nostra cara amica, e ci mettemmo a
suonare nella nostra sala prove. Dopo un' oretta avevamo messo su già una decina di pezzi
tra inediti e cover, cosi decidemmo di esordire in un concerto dove oltre ai Real Swinger
suonavano I Brainers che sono l'altra band di Wapula.
Tutto andò bene, avemmo successo e decidemmo di continuare, provando una tantum,
solo quando il tempo libero e la passione ci spingessero; non ci vedevamo mai più di un
paio di volte al mese, e ci divertivamo sempre moltissimo, mai sembrava che fossimo li per
costrizione o perché si dovesse provare.
Facemmo un altro paio di shows, di cui uno al Teatro Galleria Toledo con Link Protrudi
& The Jaymen (ma anche Bradipos 4, Morticia's Lovers, Toni Borlotti E I Suoi Flauers)
dove vendemmo tutti i nostri demo dopo solo un paio di pezzi e decidemmo che era
arrivato il momento di registrare seriamente.
Ci mettemmo un pomeriggio per fare tutto (missaggio escluso), andò tutto bene a parte un paio di screzi tra Uncle J. che era diventato nervoso e “il tecnico del suono” (che parola grossa… Una giovane ragazza metallara!); dovevamo solo aspettare il master dagli Automatics per lo split.
Passate un paio di settimane successe l'impensabile: Uncle J. che doveva presentarsi per un concerto con i Brainers, avendo tra le altre cose tutta la strumentazione nella sua macchina, non arrivò mai all'appuntamento, costringendo gli altri della band a suonare senza di lui e senza nulla, strumenti compresi.
Lo show ovviamente non fu nulla d'eccezionale (voglio vedere voi a suonare senza il chitarrista solista!), e soprattutto tutti erano preoccupati temendo che fosse successo qualcosa di grave; nei giorni successivi provammo a contattarlo più volte senza successo, finche I Brainers non decisero di dovere andare a casa sua a prendere almeno il materiale. Uncle J. non si fece trovare, ma lasciò la sua macchina in garage con tutta la roba a portata di mano, né tanto meno si preoccupò di telefonare per scusarsi.
E questo è tutto.
Dopo circa sei mesi mandò a me (non so se ai Brainers aveva dato altre notizie) una mail di due righe senza alcuna spiegazione del suo comportamento… Ci aveva lasciati senza chitarrista, e soprattutto senza soldi per produrre il disco!.
In ogni modo, dopo un poco, grazie all'aiuto di un amico di Salerno (il celeberrimo e acclamatissimo DJ Dr. Mistique) ci mettemmo in contatto con Wild G., e iniziammo a provare con lui; ovviamente siamo migliorati moltissimo sia tecnicamente (suona da anni con la sua band, I Wild Weekend) ma anche come look e attitudine, essendo lui stesso un vero culture, conoscitore ed amante dei 60ties più grezzi e garage.
Non facciamo beat, facciamo rock and roll, cazzo!"
Avete fatto uscire un 7" con gli Automatics, com'e' nata questa collaborazione?
"Niente di particolare o strano. Jesse K. che è il bassista e cantante, una volta mi scrisse perché voleva fare un'intervista per la sua fanzine (che si chiama Beer Can, il cui contenuto sembra abbastanza ovvio) e io, con molta normalità, gli chiesi se voleva fare uno split con noi; gli dissi che se voleva gli potevo mandare un nastro con dei pezzi, ma lui, da buona star, mi disse che non gliene fregava niente, voleva solo fare uscire il disco.
Rimanemmo in contatto via mail, e dopo l'estate, quando lo scandalo Uncle J. già si era verificato, ricevetti il loro master.
Poi, tra un miliardo di casini, grazie a vari aiuti economici siamo riusciti a fare uscire
questo maledetto 7”, che mi soddisfa abbastanza e che pare stia soddisfacendo
abbastanza anche “il pubblico” visto che sta vendendo molto bene… (Eh si, tiro un poco
di acqua al mio mulino!)".
Siete riusciti a fare un po' di promozione live?
"No. I Motivs non nascono come live band; certo vogliamo suonare, ma dobbiamo
essere certi di trovarci in un ambiente coinvolgente. Se mi propongono di andare a
suonare in provincia di Varese (non me ne vogliano i Varesini, ho solo indicato un posto
geograficamente lontano da Napoli) in un pub dove le coppiette mangiano e si tengono
per mano, la mia risposta sarà un no categorico. Non me ne frega niente, non ci vado
neanche se mi offrono un cachet di 500mila lire (beh se mi offrono milioni il discorso
cambia… tutti hanno un prezzo, anche i più indipendenti! Ma chi sarebbe cosi pazzo da
offrirceli?); queste cose le ho fatte in passato e non ho intenzione di farle più. Mi
deprimono, mi annoiano e non mi danno nulla.
Se invece ci chiamano a suonare in un festival a rimborso spese, puoi contare che ci
mettiamo in macchina e andiamo. Non vogliamo fare soldi (oramai ci ho rinunciato), ma
neanche vogliamo macinare chilometri per suonare davanti a gente che non sa neanche
chi sei e che musica fai; meglio 30 persone scalmanate che conoscono il rock and roll,
che 200 ignoranti che si aspettano il clone di Bob Marley.
Non abbiamo tempo da perdere, siamo vecchi oramai (io ho “solo” 24 anni, mentre
Wapula e Wild G. sono quasi arrivati ai 30), e queste esperienze le abbiamo già fatte tutti
troppe volte".
Negli ultimi anni in Italia la scena sembra molto più' attiva che nel passato,
esistono buone bands e fanzine pero' la maggior parte al nord, come si vive il punk
rock a Napoli?
"Come ti ho detto prima il punk rock a Napoli non esiste quasi più; ci sono questi
ragazzi che suonano hardcore melodico, ma non piacendomi il genere non li seguo più di
tanto; tra l'altro quei pochi che conosco mi stanno anche profondamente sul cazzo,
perciò evito qualsiasi rapporto con loro. Si credono grandi perché sanno suonare bene e
perché hanno fatto il CD registrato nel migliore studio del sud Italia, ma se poi non lo
vendono a nessuno, tranne che ai loro amici, che senso ha spendere milioni?
Nomi non te ne faccio perché è inutile, invece di gettare fango su di loro li ignoro del
tutto; chi vuol capire capisca, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Ci sono ovviamente delle persone con cui vale la pena di parlare di musica, ma l'età
media è molto molto elevata; con alcuni si parla liberamente di tutto senza alcun
problema, anzi sono pronti a sentire le tue idee o i tuoi consigli, mentre altri ti guardano
storto e proferiscono frasi del genere: “ Ma se tu poco tempo fa ti sentivi ancora i Red
Hot Chili Peppers”, oppure “Io conosco questa musica da prima di te, per cui quello che
dico è oro colato, mentre le tue idee non contano niente, sei solo un bambino”. Quel che
mi chiedo io è se tutti i punk rocker o presunti tali sono nati con gli Stooges e simili nel
cuore o se hanno avuto delle varie fasi nella loro vita, passando dal pop italiano, alla new
wave, al metal e poi al punk. A questa musica ci si arriva, non si nasce già “imparati”,
come diciamo noi qui a Napoli.
Da questo discorso puoi capire come la situazione è disperata, e come anche di fanzine
non ne esistano proprio.
Io personalmente mi faccio gli affari miei e vivo la cosa in maniera molto distaccata. Le
mie cose le ho fatte, i tentativi di fare “scena” pure, mi sono rotto le palle di cercare di
coinvolgere gente di merda; chi è “ignorante” e vuole rimanere tale, beh continui a sentire
rap o posse. Io vado per la mia strada, ma tanto, una volta persa la speranza c'è tutto da
guadagnare e nulla da perdere. Sono negativo? Beh di delusioni da questa presunta scena
ne ho avute troppe, anche da persone che credono di esserci addentro fino al collo".
C'e qualche gruppo da conoscere assolutamente?
"Vuoi una lista della spesa interminabile, piena di nomi famosi e non? O ne vuoi uno
solo? Visto che vado a periodi, ti dico che una band senza la quale non ci sarebbe nulla
di tutto ciò sono… suspance… I Sonics. Troppo si parla di Stooges, MC5, Ramones
eccetera, ma nessuno si ricorda mai di loro, tranne poche persone. Male, molto
male.
Altre band cui ci ispiriamo molto: Supercharger, Mummies, Real Kids, Rip Offs, Kids e
cosi via".
Che ne pensi della " scena " italiana ?
"In Italia le cose vanno meglio che a Napoli, anche perché le persone che conosco
amano questa musica e fanno tutto ciò che fanno con enorme passione; vorrà dire che al
nord c'è uno stimolo maggiore che al sud. Le volte che sono salito a suonare sono stato
bene, ho parlato con gente che conoscevo solo via mail o via telefono e mi sono divertito.
Niente da dire a riguardo. Bastardi rotti in culo cui auguro tutto il male possibile ce ne
sono (e loro sanno a chi mi riferisco), ma come ho detto prima non mi lancio in crociate
contro la gente; certo che se tutti avessero un po di buon senso queste persone non
starebbero più nel giro. Ma come si fa a volere fare pagare un biglietto per un concerto
degli Screeching Weasel 35 mila lire? Forse è più stronza la gente che ci va però, e alla
fine si merita tutto questo".
Pensi che le bands siano all' altezza di quelle americane o europee?
"No no e poi no. La maggior parte delle band Italiane (Motivs compresi , sia chiaro)
sono solo dei cloni delle altre band made in USA. Manchiamo d'originalità, cultura e
tutto il resto, d'altronde mentre loro avevano chi avevano negli anni 60 e nei 70, noi
avevamo Peppino Di Capri, Mina e questo cazzo di beat per fricchettoni.
Ci sono una paio di gruppi che vale la pena di seguire, ma sono veramente pochi rispetto
al panorama completo; ma com'è possibile che anche su Maximum Rock'n'Roll ci
prendono per il culo, dicendo che dall'Italia escono solo copie (ovviamente malriuscite)
dei Ramones?"
Di cosa parlano i vostri testi ?
"Boh, me li invento ogni volta che canto, dipende da come mi viene. A volte biascico
delle cose incomprensibili, tanto basta che seguo la musica e la melodia del cantato.
Non facciamo né Oi! né musica politicamente impegnata, per cui…
Se Wild G. o Wapula volessero scrivere però un testo serio e cantarlo (o farlo cantare a
me), e la canzone fosse valida, non ci sarebbero problemi.
Anche nelle cover mi invento la maggior parte delle parole; ci provi tu a ricordarti 30
diverse canzoni alla perfezione? Anche se potessi non ci proverei nemmeno, come ho
detto prima non è nei miei interessi".
A quale gruppo dovete tutto?
"A tutti e nessuno. Per me cambiano ogni settimana. Un'etichetta che mi piace da
morire però te la posso dire: la Rip Off Records. E per chi è appassionato dei 60ties
suggerisco anche la Norton, ma mentre la prima ha fatto solo dischi di qualità, la seconda
ogni tanto ristampa delle belle cagate".
Dimmi almeno tre canzoni che avresti voluto scrivere ?
"Ancora una risposta temporanea… Allora: Ball And Chain dei Social Distortion,
Soorprize Package For Mr. Mineo dei Supercharger e Last Caress dei Misfits".
Con quali gruppi vi piacerebbe dividere il palco?
"Calcolando che la maggior parte dei gruppi che mi piacciono si sono sciolti da anni,
anche dopo un solo disco strepitoso (perché non tutti prendono esempio? Che senso ha
continuare per secoli senza uno straccio di idea? Di Ramones ce ne sono pochi…), e
quindi non avrebbe senso indicarli, ti posso dire: Social Distortion o Mike Ness,
Registrators, ACDC, Misfits (anche senza Danzig)".
Cosa preferite bere e mangiare?
"Ogni alcolico disponibile (mai liscio), ad esclusione di whisky e tequila (che bevo
solo in casi disperati per scommessa). Cocktail preferito Vodka Orange.. Birre mi
piacciono tutte tranne le scure e le doppio malto (insomma voglio le lager). Mangiare: mi
fanno schifo i vegetali e tutte le cose verdi. Non riesco a mangiare nulla di quello che
viene dalla terra a meno che non sia fritto (si vede come non posso andare d'accordo con
vegetariani o straight edges…).
Adoro follemente il junk food, patatine in busta, gelati e schifezze di ogni genere".
Quali sono i film che un punk rocker deve assolutamente vedere?
"Sono in fissa per Clerks di Kevin Smith, Vampires di Carpenter e Ghost Dog di
Jarmusch, ma la lista potrebbe essere lunghissima".
Progetti futuri?
"Andare a suonare allo splendido festival Rumble Fish in Puglia (ragazzi, andate
sempre a suonare in Puglia è me-ra-vi-glio-sa!), e poi dopo l'estate andare a registrare una
decina di pezzi per un progettino ancora molto top secret e molto autoprodotto. Se
qualcuno vuole dare una mano, noi siamo disponibili.
Vorremmo suonare un po di più, ma come ho detto prima viste le condizione la cosa si
prospetta difficile; gli altri due hanno comunque le loro band con cui fare concerti, io ho
altre cose che mi impegnano".
Cosa volete dire a tutti i punk-rocker all' ascolto?
"Chiedo scusa, innanzi tutto, per la mia prolissità. L'ho detto all'inizio e lo ribadisco ora che sono logorroico fino all'inverosimile.
Mi spiace che abbia risposto solo io a questa intervista, ma sia Wapula che Wild G. erano impegnati in altre cose e non avevano tempo.
Se volete sapere qualcosa di più su di noi mandateci una mail themotivs@hotmail.com
e se volete comprarvi il 7”, mandatemi 7mila lire in busta chiusa, e mi preoccuperò
personalmente di mandarvi la vostra copia. Se volete farci suonare contattateci, ma sapete
quali sono le nostre inderogabili necessità.
Abbiamo un piccolo sito che fa schifo: The Motivs
ma è un regalo di Dirk Gomez, nostro fan fedele di Berlino nonché grosso finanziatore.
(e potete pure scaricarvi un pessimo MP3 cantato da Uncle J che non è presente sul
disco… Se avete tanto coraggio fate pure!).
Sul sito di una fanzine di Seattle “Ten Thing Jesus Wants You To Know”, cui collaboro,
potete scaricare l'MP3 che sta sul 7” (il pezzo iniziale), ma la qualità è bassina… per cui
se vi piace compratevi il vinile……
E ricordatevi: Don't even try to mess with rock and roll!"
The Motivs
BallRoom Blitz Records
Via Catullo 44
80122
Napoli
Intervista raccolta da Mr. Wolf
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