Forbici e colla, punk-rock bricolage....

Non so perché, ma forbici e colla hanno sempre esercitato su di me un fascino del tutto particolare. La possibilità di creare qualcosa nel chiuso della mia stanzetta era per me un sogno già molto prima di sentir parlare di D.I.Y. e cose del genere. All'asilo, alle elementari e poi alle scuole medie, ero una specie di mago con ricerche e collage, mentre la stragrande maggioranza dei miei compagni si impicciava notevolmente sporcandosi mani e vestiti e partorendo degli obbrobri incredibili. Al punto che, molti di questi ragazzini finivano con il rompere le palle a me per farsi ritagliare le figurine delle raccolte che uscivano dal cartolaio per le ricerche di scuola. Mi piaceva stare in compagnia, ma dovevo sempre fare i conti con il fatto che quando si ideava un nuovo gioco, non tutti sembravano condividere la mia stessa passione, e così molto spesso preferivo fare da solo. Non ho mai avuto l'attitudine del leader che impone le sue scelte agli altri, casomai quella molto più “punk” del “mi faccio le cose che mi piacciono per cazzi miei, vengono meglio e mi diverto di più”. Chissà magari se spendessi parecchi milioni dalla psicologo, mi saprebbe dare qualche altra indicazione su questa mia strana dipendenza da bricolage, ma soldi non ne ho e considero gli psicologi spesso dei truffatori. Quindi come al solito, farò da me. Il mio primo giornalino di classe assomigliava molto ad una fanzine, anche se all'epoca non avevo idea di che cosa fossero. Ma con la fotocopiatrice dell'ufficio di mio padre si potevano fare meraviglie, ritagliando foto e titoli dai giornali e modificandole a piacere. Qualche anno dopo trovai alcuni “modelli” da imitare. Qui a Roma nella persona di Stefano Tamburini, autore del mitico Ranxerox, che iniziò la sua carriera di grafico rubando qua e là vecchi fumetti americani e componendoli e ricreandoli solo con l'aiuto delle fotocopie. Stefano era un genio assoluto del D.I.Y. e spero che se esiste un padreterno gli abbia perdonato la sua totale blasfemia accogliendolo fra gli eletti. Poi c'era John Holmstrom, simpatico cartoonist americano, a cui si deve la realizzazione di “Punk” magazine, quasi interamente scritta a mano, con addirittura molte delle interviste sceneggiate come se fossero fumetti. Amavo queste persone, in grado di soddisfare i propri “pruriti” senza dove ricorrere agli altri.
Sono passati tanti anni e l'avvento dei personal computer ha rivoluzionato tutto. Mi fa ridere chi dà addosso ai pc sostenendo che sono l'incarnazione del male. In realtà, per chi ha il vizio del do it yourself sono un'assoluta manna dal cielo. Per non parlare dei cd-r, che nel giro di pochi anni sono arrivati a costare meno delle vecchie cassette, offrendo la possibilità di una produzione di tipo professionale a costi irrisori. Al contrario di quello che pensa la Guardia di Finanza, i cd-r non servono solo a masterizzare l'ultimo di Britney Spears per farci i soldi, ma anche per combattere l'industria discografica, non dico ad armi pari, ma almeno non da una posizione di assoluta inferiorità. Tim Chandler è un simpatico tipo dell'Oregon, che ha una delle etichette più attive nell'ambito del punk rock, la Mutant Pop, ed è diventato il mio nuovo idolo. Anche lui appassionato di vinile, ha deciso di smetterla di produrre 7” per sostituirli con gli short-run, ovvero cd masterizzati a metà strada fra un singolo ed un album a piena durata. L'idea mi è sembrata ottima ed ho deciso di fare altrettanto, forse solo per poter ricominciare ad armeggiare con le tanto amate forbici. E così la mia piccola etichetta Be Nice To Mommy ha dato vita ad una serie di cd-r aiutando nella distribuzione un po' di gruppi a mio avviso meritevoli di attenzione, ai quali forse nessuno si sarebbe sognato di produrre un disco “vero”.
Abbiamo aperto la serie (completa di copertine stampate ad alta risoluzione e fotocopiate a colori, con tanto di etichetta anche sul cd e flyer interno) con i Breakaways, gruppo romano, formato da tre ragazzi inglesi che sono qui nella capitale per motivi di studio, e che secondo il parere di molti, rappresentano una delle più belle novità dell'ultimo anno. Poi ci sono gli Stinkers, giovani leve della prolifica scienza spezzina, gli Elevators di Vicenza e dintorni, i milanesi Los Cinghios, i pisani Waukees e i miei Turturros. A parte noi vecchi scureggioni, le altre band sono quasi tutte all'esordio, ma si tratta di opere prime di un certo livello, soprattutto per la cura che è stata messa nella registrazione dei pezzi. Punk-rock, pop-punk e in generale gruppi influenzati dai Ramones, la fanno da padrone per il momento. Ma in futuro mi piacerebbe avviare una seconda serie dedicata alle band che suonano garage-rock'n'roll, l'altra vena del punk che piace a me. I dischi vengono distribuiti completi di bollino Siae, anche se non esiste copyright. Non mi piace dare soldi a quegli stronzi, che fra l'altro in un colpo solo hanno aumentato il costo dei semplici bollini da 12 ad oltre 70 lire (sei volte di più in un solo aumento!), ma io non faccio il pirata e se il mio paese ha delle leggi fatte apposta per ingrassare i più furbi la colpa non è mia che ci vivo. Per fortuna, il prezzo del bollino non incide ancora moltissimo sul costo finale di una produzione, è solo una rottura di cazzo burocratica, che però mi consentirà di far arrivare questi dischi anche a chi deve necessariamente commerciare roba che sia provvista della suddetta vidimazione. E' ovvio che io come al solito ci perdo qualche soldo. Lo faccio per me e per i gruppi, e per nessun altro. Se siete interessati a distribuirli, fatemi un fischio.

The Guru

 

Be Nice
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