A riprova del fatto che è vero che dal Texas non vengono solo "tori e checche" e metallari dai
gusti cruenti, sono sempre in giro i Marked Men, giunti alla loro terza prova sulla lunga distanza.
Nati dalle ceneri dei Reds, band che ha pubblicato due album per la Rip Off, i nostri hanno debuttato
nel 2003 sempre per l'etichetta di Greg Lowery con un album self titled, per poi finire alla
Dirtnap nel 2004 con "On the Outside" ed approdare i questi giorni alla Swami con il
recentissimo "Fix My Brain".
Ultimamente sono passati per l'Italia e questo è il resoconto di un breve incontro ravvicinato.
Intervista condotta a Bucine (Ar), dopo la seconda e ultima data italiana dei Marked Men. Domande a cura di
Franz Barcella e Matt Failure, foto di Andrea Badii.
Risposte da parte di tutta la band, tranne dove annotato diversamente.
Ciao ragazzi! Come sta andando il mini-tour in Italia? Vi siete divertiti più stasera a Bucine o ieri a
Piacenza?
"Stasera forse ci siamo divertiti di più, però ieri siamo andati a visitare una chiesa ed era molto spaventosa!
Abbiamo avvertito la presenza di un fantasma e di un vampiro!".
Quali sono le prossime tappe del vostro tour?
"Domani suoneremo in Austria".
Vi mancherà l'Italia?
"Sì, adoriamo il vostro cibo!"
(NdMatt stavano mangiando fusilli al pesto freddi avanzati dalla cena intinti in una salsa alla maionese per
crostini…)
So che avete fatto una data a Tokyo; com'è andata?
"Bene! E` pieno di asiatici là".
Prima Rip-Off, poi Dirtnap e infine Swami. Come mai cambiate etichetta così spesso?
"Beh, non si tratta di una vera e propria scelta; è solo che ogni volta che registriamo un disco nuovo si
fa avanti una label diversa".
Ma la vostra etichetta ideale quale sarebbe?
"Probabilmente la Dirtnap. Devo dire però che fino ad adesso ci siamo sempre trovati bene con tutti.
(NdMatt: qui è solo il bassista a parlare) A me non piace la Rip-Off, la trovo un'etichetta mediocre".
Siete d'accordo se dico che nel songwriting, dal primo disco a "Fix my brain", passando da "On the Outside",
si nota una certa maturazione?
"Mah, non saprei. Forse sì ma non si tratta di una cosa studiata a tavolino. Più che altro nel primo disco
eravamo preoccupati che ogni pezzo fosse perfetto, che fosse una hit. Adesso invece cerchiamo di scrivere le
canzoni come piacciono a noi, senza curarci troppo di quello che penserà la gente".
Qual è la canzone che preferite del vostro ultimo album?
"Probabilmente Fix my brain".
Riuscite a vivere solo con la band oppure avete anche un lavoro?
"Lavoriamo tutti".
Cosa fate?
"Io (NdMatt: Joe) faccio il commesso da Starbucks. Pagano abbastanza bene e mi lasciano sempre prendere ferie
per venire in tour. Mark fa il segretario nello studio di uno psicologo e Mike e Jeff lavorano in istituti per
malattie mentali".
Vi va bene così oppure vi piacerebbe che i Marked Men diventassero la vostra occupazione principale?
"Naturalmente preferiremmo non dover lavorare!"
Mike prima suonava nei Riverboat Gamblers. Cosa ne pensate dei vostri compaesani?
"Spesso scherziamo dicendo che li odiamo ma in realtà siamo amici. Ci piacciono molto anche come gruppo".
E se loro diventassero famosi e voi no?
"Beh, sicuramente succederà così. Hanno tutte le carte in regola per sfondare!"
Come definireste il vostro sound? Punk rock con influenze pop?
"Metal adulto. Ah ah! No, in realtà abbiamo davvero un sacco di influenze pop".
Immagino che, venendo dal Texas, in ogni intervista vi chiedano se siete orgogliosi di essere nati nello stesso
stato di Bush!
"In realtà, anche se adesso viviamo tutti a Denton, l'unico ad essere nato in Texas è Joe. E francamente ci
siamo stancati di questa domanda".
Visto che venite dal Texas… cosa ne pensate della Confederacy of Scum?
(Mark): "Mah, cosa vuoi che ti dica… non frequentiamo quella gente. Sono solo dei poveri coglioni".
Avete qualche progetto per il futuro?
"Per adesso niente di certo. Probabilmente tra poco registreremo un nuovo disco e qualche etichetta ci proporrà
di stamparlo".
Be Nice to Mommy - (ottobre 2006)