
Con questo articolo si apre una collaborazione con la web fanzine We Don't
Care. Pubblichiamo un'intervista con Larry Livermore, fondatore della Lookout records, che dopo lo strepitoso successo
ottenuto con i Green Day, ha deciso di mollare baracca e burattini e lasciare il testimone ai nuovi proprietari, sicuramente più
orientati verso una gestione imprenditoriale dell'etichetta, che da fenomeno locale dell'East Bay ha raggiunto livelli paragonabili a quelli di
una major.
Perché hai deciso di vendere la Lookout! Records?
"Ne avevo abbastanza. Semplicemente non era più divertente. Troppo stress per colpa dei soldi, del fatto che
bisognava fare in modo di vendere tanti dischi e per quelle persone che stanno continuamente a chiederti: metterai sotto contratto
la mia band? All'inizio era tutto solo per puro divertimento, andare ai concerti, fare i dischi, solo perché altre persone
potessero sentire quello che succedeva nella East Bay"
Quale pensi che sia il futuro dell'etichetta?
"Questo è veramente difficile, se non impossibile, da dire. Quando gestivo la società, potevo avere una minima idea di come le
cose si sarebbero sviluppate, anche se ovviamente a volte mi potevo sbagliare. Ma quando altre persone, leggi i nuovi proprietari, prendono
tutte le decisioni ed io non so niente dei loro progetti, come posso immaginare come andrà a finire?"
Sei contento di aver venduto l'etichetta?
"Credo che quando prendi una decisione così importante finisci sempre con l'avere qualche dubbio o rimpianto, ma dopo tutto sì,
era qualcosa che dovevo fare. Non potevo rimanere dov'ero, stavo diventando pazzo. Infatti, guardandomi indietro, l'unico rimpianto
che ho è quello di non aver mollato prima, nel '95 invece che nel '97. Vedi, già dal 1995 pensavo di lasciar perdere, ma pensai di rimanere ancora
un po' tanto per essere sicuro che le cose fossero saldamente insieme prima di passare l'etichetta a dei nuovi proprietari. Tuttavia
per come sono andate le cose, non è successo niente che facesse davvero la differenza ed ho passato due anni a fare cose nelle quali non credevo più.
I nuovi proprietari sarebbero potuti entrare benissimo già dal '95".
Come va con i Potatomen? Siete ancora insieme?
"Beh, i Potatomen sono appena risuscitati per la 40ma volta. Abbiamo un nuovo batterista ed un nuovo bassista, e Patrick ed io pensiamo
che la band sia più forte che mai. I ragazzi nuovi sono giovani e più orientati verso il punk, così penso che il sound del gruppo sia
più in quello stile, anche se non così drasticamente. Stiamo provando pezzi nuovi e vecchi e suoneremo il nostro primo concerto da tre anni a
a questa parte proprio questa settimana".
Cosa pensi dell'evoluzione del rock'n roll?
"Io penso, anche se odio doverlo dire, che il rock'n roll abbia perso il suo primato. Mi sembra che stia seguendo le orme del
jazz. Nella prima metà del ventesimo secolo, il jazz era una musica tagliente, la più radicale ed eccitante, quella che attirava i
musicisti di maggior talento ed energia, ma a partire dagli anni cinquanta, il rock'n roll ha preso il suo posto. Il che non significa che il
jazz sia morto, infatti oggi ha probabilmente molti più fan che in passato, solo che è diventato più un oggetto di culto, un genere di
nicchia. Penso che il rock'n roll in generale, ed il punk in particolare, stiano seguendo questa stessa strada. Ci saranno sempre buoni
gruppi rock'n roll e punk, ma non avranno più la stessa importanza che avevano una volta. Non sarà più quel tipo di musica associata
alla cultura giovanile di massa e ai movimenti sociali; resterà soprattutto un fenomeno di intrattenimento".
Cosa pensi dei Common Rider di Jesse Michaels?
"Penso che sia un tentativo ottimo e coraggioso quello di Jesse di seguire e ravvivare l'enorme influenza che lasciò con gli
Operation Ivy. Non penso che la sua attuale band sia in grado di fare altrettanto, ma alcune cose sì. Gli Operation Ivy hanno
rappresentato qualcosa di unico nel tempo e nel luogo. I Common Rider sono potenzialmente una grande band, ma dipende dove Jesse intende arrivare
e quali saranno i membri permanenti della band".
Di cosa ti occupi ora e cosa farai in futuro?
"Sto scrivendo parecchio, per magazine come Hit List e Punk Planet e per me stesso, ed anche nuove canzoni per i Potatomen. Spero
di poter resuscitare il magazine Lookout, e potrebbe diventare un progetto multimediale su internet, che includerà musica, arte,
video e racconti scritti. Inoltre sto cercando di viaggiare molto, sia in America che nel Regno Unito, e di divertirmi anche un po'".
Se potessi tornare indietro, rifonderesti i "Lookouts" e la "Lookout! Records"?
"Sì, naturalmente. Ci sono certe cose che avrei potuto fare diversamente, ma sono molto felice di come il progetto Lookout è
venuto fuori ed orgoglioso di averne fatto parte".
Qual è ora la tua band preferita?
"Penso che dovrei dire i Weakerthans, da Winnipeg, Manitoba".
Cosa pensi dei Green Day?
"Sono molto orgoglioso di loro. Spero che faranno presto un altro disco di successo, o che almeno tornino a scrivere qualcuna
di quelle grandiose pop-song che me li ha fatti amare fin dal 1988".
Intervista pubblicata dalla fanzine WE DON'T CARE