Johnny Thunders: In Cold Blood

Capitolo 3: "Malicious Romance" (parte 2)

La partenza di Richard Hell finì con lo spingere Johnny al centro del palco. Finalmente era arrivato il suo momento. Thunders: "Era grande quando iniziammo gli Heartbreakers, ma, sai, quando Richard era nei Television, Tom Verlaine voleva cantare tutte le canzoni ed è esattamente quello che Richard fece con noi. Potevo al massimo cantare una canzone su dieci…. Naahhh, non volevo più fare la spalla di un cantante principale, lo avevo fatto per troppo tempo".
Hell se ne andò per formare i Voidoids e malgrado la sua non amichevole uscita dagli Heartbreakers continuò a parlare bene del periodo passato con Thunders e soci: "E' stata una bella esperienza per me, anche perché senza di loro non avrei mai formato i Voidoids".
Come bassista fu scelto Billy Rath, che era di Boston (…). Jerry: "Ovviamente non volevamo nessuno che avesse gli stessi trip di Richard e Billy era perfetto, era solo un bassista che amava suonare rock'n'roll, non era affatto preoccupato di diventare una star".
Nancy Spungen, una groupie di Filadelfia che si era trasferita a New York ed aveva una "cotta" per Jerry Nolan, scrisse la recensione del concerto degli Heartbreakers al Max's Kansas City del 23 luglio 1976, per il New York Rocker: "La band era sorprendentemente affiatata per essere il primo concerto (…). Sembra che la partenza di Richard Hell non li abbia affatto preoccupati (…)".
Gli Heartbreakers suonarono al Max's con una scaletta incredibile, che includeva "Born to Lose" di Thunders, "Get Off the Phone" di Lure e Nolan, "It's Not Enough" e "Baby Talk" che per il proprio esplosivo riff centrale si ispirava a "I've Been Wrong" degli Yardbirds.
La band continuò a suonare in ogni angolo di Manhattan ma l'industria discografica sembrava rimanere sorda al loro richiamo. Walter Lure: "Avevamo un grosso seguito, riempivamo i locali fino al limite della capienza. Ma la scena di New York sembrava morta. Le compagnie discografiche non volevano saperne di noi a causa della cattiva reputazione di cui godevano i Dolls".
Il nuovo manager della band, Lee Black Childers (…), fece del suo meglio per far ottenere loro un contratto, ma il muro di timori nei confronti del gruppo rimase in piedi. Jerry Nolan: "I ragazzi chiedevano di noi, ma il business non voleva avere niente a che fare con noi".
Gli eventi presero una piega inattesa quando Lee ricevette una telefonata dall'Inghilterra. Era Malcolm McLaren, che Johnny una volta descrisse come "il più grande imbroglione che abbia mai incontrato", con un'offerta per la band. In effetti fu la prima offerta seria fatta al gruppo, non che li avrebbero pagati per questo, ma con nessun'altra prospettiva all'orizzonte accettarono di volare in Inghilterra per partecipare all'Anarchy Tour insieme a Sex Pistols, Clash e Damned. (…)
Il 1 dicembre del 1976 gli Heartbreakers arrivarono all'aeroporto di Heatrow, proprio la stessa sera in cui i Sex Pistols tennero il famoso show televisivo da Bill Grundy. Spronati dal conduttore, Johnny Rotten e soci finirono con il dire qualche parolaccia in diretta, niente di più oltraggioso dei commenti che si possono sentire al pub quando viene chiamato l'ultimo giro, ma era abbastanza per far decollare come un razzo il carrozzone del punk.
I titoli dei giornali sfiorarono l'isterismo: "La sporcizia che debbono guardare i nostri bambini", "Quando finirà?", "Lavategli la bocca col sapone", "Ma non hanno dei genitori?".
Malcolm era felicissimo. La reazione del pubblico era stata mille volte superiore a quello che aveva previsto. Ma l'Anarchy Tour ne subi' le conseguenze. Dei 19 concerti che si sarebbero dovuti tenere, solo tre furono effettuati davvero. Membri del parlamento e il Rank Group fecero di tutto per convincere i gestori dei locali a non accettare le esibizioni della band punk.
Johnny Thunders ne fu molto meravigliato: "Sono tutti dei sfottuti stronzi. Non capiscono niente. Sono pieni di merda. Quando andammo in tour coi Pistols c'era tutta questa gente fuori dai locali che pregava e cantava canzoni di Natale. Ce ne era più di fuori, che dentro a vedere i concerti. A Cardiff c'erano anche dei preti col microfono che gridavano: Il diavolo è qui! In America non sarebbe successo da nessuna parte. Voglio dire, nel Midwest magari sarebbeo arrivati a spaccarci la testa, ma almeno non si sarebbero messi a pregare".

Capitolo 3: "Malicious Romance" (parte 3)


 

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