Dalla scomparsa di Billy Murcia, i rapporti all’interno della band erano cambiati. Mentre Sil e Johnny
erano sempre stati molto vicini, Jerry Nolan cominciò ad avere una profonda influenza sul
chitarrista. “La prima volta che andammo in tour scoppiò una furibonda lite nel retro di una
limousine e io l’ho picchiato a sangue. Da quel giorno Johnny è diventato come un figlio per me. Mi
amava per questo’’. (…)
Il 20 novembre del 1973 i New York Dolls fecero ritorno in Inghilterra. A parte un paio di concerti
nelle università, il momento più significativo di quel viaggio fu quando presero parte al
“The Old
Grey Whistle Test”, un programma televisivo che prendeva la musica seriamente e si aspettava che
le band facessero lo stesso. Includerli in quel programma fu una meravigliosa aberrazione. Quando
Bob
Harris, presentatore del programma, derise la loro performance di
“Jet Boy” e
“Looking for a Kiss”,
si attirò la collera di quella che di li a poco sarebbe diventata la “punk-generation”. Disse il
batterista dei Sex Pistols,
Paul Cook:
“Ho visto i Dolls alla tele e sono rimasto fottutamente colpito. Forse soprattutto per la loro
attitudine, non ci volevo credere”. (…)
A Manchester,
Steven Morissey fu così galvanizzato dai Dolls che scrisse una lettera
all’ufficio di
Leber e Krebs per metterli al corrente dell’intenzione di fondare un fan club della band. I concerti
più importanti del viaggio in Inghilterra si tennero per due notti al
Rainbow Room, un enorme bar
stile art-deco che si trovava al sesto piano di
Biba, il più decadente grande magazzino conosciuto a
Londra. Sfortunatamente, Arthur Kane fu beccato dalla sicurezza mentre cercava di cambiare
l’etichetta con il prezzo su una giacca che voleva comprare.
Barbara Hulanicki, creatrice del
negozio, ricorda l’incidente nella sua biografia,
“From A to Biba”:
“Il giorno in cui dovevano suonare stavamo guardando i loro roadie seduti sopra l’equipaggiamento,
quando il capo della sicurezza si presento’ trascinandosi dietro due strani individui beccati a
rubare abiti nel negozio e che sostenevano di dover lavorare per noi. Facevano parte del gruppo e a
malincuore li dovemmo lasciar andare”.
Come in una scena de
“Il Grande Gatsby”, tanta gente strana sorseggiava il suo coktail
facendo finta di non prestare attenzione alle celebrita’ presenti, che includevano
Paul Mc Cartney,
Brian Eno e
Elton John. Qualunque cosa si aspettassero dalla band, non fu cio’ che
accadde. L’armonia finì fuori dalla finestra non appena il gruppo iniziò il suo set, rompendo il muro
del suono e i padiglioni auricolari del pubblico. Non era stata una buona idea quella di usare
l’impianto audio dei
Rolling Stones, concepito per concerti da stadio. La serata seguente
solo i veri fan resistettero fino alla fine, fra cui
Malcolm McLaren: “Fu fantastico. Erano
il peggior spettacolo di strip-tease rock che si potesse immaginare. Adoravo le loro vibrazioni così
trash. Diventammo parte del loro entourage e come se fossimo delle groupie li seguimmo a Parigi”.
L’arrivo in Francia dei NY Dolls rimase tristemente famoso. Johnny vomitò davanti a tutti (…) e
Nick
Kent, del NME, raccontò il fatto: “Cinque minuti dopo il loro arrivo a Parigi, mentre camminavano
attraverso l’entrata dell’aeroporto, Johnny Thunders ha vomitato. Blaagh! Solo dio sa quanti fotografi
c’erano: Paris Match, Stern, tutta la stampa musicale nazionale ed europea. I tizi dell’etichetta
discografica avevano riservato per loro un piccolo benvenuto speciale. Blaaagh! I membri della band
sembravano sconvolti e devastati, preoccupati che lui non cadesse dentro al suo vomito”. (…)
Il giorno seguente la band ebbe l’opportunità di tenere una conferenza stampa presso il bar
dell’hotel Ambassador, dove risiedevano. Sfortunatamente, l’incontro con i giornalisti era fissato per
mezzogiorno, ora per la quale i Dolls raramente erano scesi dal letto. Per placare l’ira della stampa
in attesa, Marty Thau decise di tenere aperto il bar (…). La Mercury dovette pagare 8.000 dollari di
conto.
La stessa sera i Dolls suonarono al
Radio Luxembourg. Quasi prossimi al collasso, rimasero in
piedi solo grazie agli sforzi di Nolan. La registrazione di quel concerto fu in seguito pubblicata
con il titolo
“Paris Burning” o
“Paris Le Trash”.
Sylvain: “Se ascolti quella
registrazione puoi capire in che condizioni si trovava David. Un completo idiota ubriaco. Il suo
ego era cresciuto a dismisura e pensava che fosse giusto tutto quello che faceva. Cercava di parlare
in francese senza aver mai saputo una parola”. (…)
L’ultimo concerto del tour francese assicurò a Thunders una fama che sarebbe durata molti anni. Fu
senza dubbio la nascita del punk, ma per Johnny fu soprattutto una questione d’onore e di
sopravvivenza. Situato sulla Rue Voltaire, il
Bataclan era un locale piuttosto funzionale che
si riempiva facilmente. Non appena il gruppo cominciò a suonare, una paio di ragazzi che stavano
vicino all’angolo dove si trovava Thunders cominciarono a sputargli addosso. Il chitarrista
indietreggiò un poco. Ma quando una nuvola di oggetti cominciò a volare verso di lui, Johnny prese
un’asta di microfono e la lanciò come un frisbee verso i due che avevano cominciato. Il concerto fu
interrotto quando quelli saltarono sul palco cercando di fargli male sul serio.
Tornati a New York, Johnny e Sabel andarono a vivere nel loro nuovo appartamento sulla 24ma strada.
Sabel: “Nei primi mesi le cose andavano benissimo. Era come la realizzazione di un sogno.
Stavamo per sposarci. Johnny era come un bambino (…) aveva una sua innocenza di fondo, che sparì
tuttavia molto presto. A casa c’erano sempre tonnellate di speed e marijuana. Lui fumava circa venti
canne al giorno, e se c’era l’oppio, lo ingoiava. Cominciò ad impazzire”.
La relazione fra Johnny e Sabel finì fuori controllo assieme alle fortune dei Dolls, nel 1973.
Malgrado l’Lp di debutto fosse andato più che bene, con le vendite attestatesi intorno alle 110 mila
copie, la Mercury si aspettava il disco d’oro e diventò sempre meno tollerante verso le stravaganze
della band. (…)
In vista dell’uscita del secondo album,
“Too Much Too Soon”, i Dolls si resero protagonisti
dell’ultima pazzia quando salirono sul palco al St. Valentine’s Massacre alla Academy of Music,
vestiti come i
Lipstick Killers, una banda di gangster che mettevano a segno i loro colpi
truccati col rossetto, ed entrarono in scena con pistole giocattolo facendo finta di sparare sulla
folla. Per qualcuno della prima fila, magari un po’ alticcio, la cosa funzionò fin troppo bene. Per
qualcuno fu il più grosso spavento della sua vita. (…)
Nei successivi sei mesi i Dolls suonarono stabilmente lungo tutti gli States e tornarono a casa in
tempo per assistere alla prime severe critiche. (…)
La Mercury teneva ormai le mani sulla fondina, pronta a farli fuori mentre Leber-Krebs cominciò a
guardare alla band come ad un affare del passato: divertente finché era durato, ma ora era il
momento di puntare su un modello di compromesso, gli
Aerosmith. Molto più accessibili e assai
meno esotici, gli Aerosmith superarono i Dolls nel mercato mainstream. (…)
A metà aprile, i Dolls iniziarono quello che veniva annunciato come un tour mondiale in miniatura,
inclusa una settimana di show in piccoli club di Manhattan. Molti dei grossi promoter cominciarono a
prendere le distanze dal gruppo, preoccupati dal tipo di gente che i Dolls attiravano ai concerti e
dai loro consueti ritardi. La serata migliore di questa mini-odissea fu all’
82 Club, uno dei
più famosi locali per travestiti di New York. Naturalmente si agghindarono tutti per l’occasione,
tranne Johnny che rifiutò il travestimento. Sulla scia del concerto all’82 Club, i Dolls iniziarono
un eclettico tour di tre mesi attraverso il paese per promuovere “Too Much Too Soon”., che aveva
avuto una partenza ancora più incerta del loro album di debutto. Per capire la confusione che la
band ingenerava nel pubblico, basta vedere alla classifica del magazine
Creem, che li votò come
migliore e peggiore nuovo gruppo del 1974.
A metà del tour, la band arrivò in Canada e Johnny causò dei seri problemi a causa dello speed.
Senza nessuno che lo invitasse alla moderazione, ne ingerì una quantità tale da cadere vittima di
psicosi e paranoie (…) e si rifiutò di salire sul palco se Sabel non avesse raggiunto la band a
Toronto. (…) L’episodio fu solo il prologo di una serie di sciagure per la band. Fu annullato un
viaggio in Inghilterra a luglio, a New Orleans scoprirono che il locale dove dovevano suonare era
andato bruciato (…) a Los Angeles dovevano suonare per quattro sere al Roxy Theater, il locale di
proprietà di
Lou Adler, influente impresario del music business, dove si tenevano anche le
rappresentazioni del musical
“Rocky Horror Picture Show”, del quale Adler era il produttore
esecutivo. Mentre montavano l’equipaggiamento dei Dolls, qualcuno dei loro roadie tolse i nastri
adesivi che delimitavano la posizione degli attori sul palco. Quando il cast del musical si lamentò
del fatto, i Dolls furono banditi dal teatro dopo un solo concerto. (…)
Nel frattempo Johnny continuava a dare segni di scompenso a causa dello speed.
Sabel: “Una volta
diventò davvero pazzo e cominciò a picchiarmi davanti a tutti gli altri della band, una sera che ci
trovavamo a Chinatown. Mi tagliai le vene dei polsi e Syl mi portò al Bellevue. Il dottore mi disse:
non ti mando in clinica psichiatrica ma voglio che tu prenda il primo aereo per tornare a casa. Lo
feci”. (...).
L’11 ottobre del 1974 i Dolls tornarono a Los Angeles per l’ultima volta per partecipare all’Hollywood
Street Revival And Dance (…). Un giornalista,
Richard Cromelin, scrisse per loro una specie
di epitaffio: “Piu’ di tutte le altre band al Trash Dance, i Dolls sembrano legati ad un tempo che
sta inesorabilmente volando via”. Alla fine il concerto fu un successo per Johnny, che riuscì a
fare pace con Sabel. I due tornarono a New York insieme. Purtroppo, la loro seconda luna di miele
coincise con la fine dei Dolls.
Malgrado “Too Much Too Soon” avesse venduto un po’ meno del disco di debutto, la Mercury accettò di
garantire l’uscita di un terzo album. Ci fu una serie di incontri fra il gruppo e i manager, con
Steve Leber che offrì loro in aggiunta anche la possibilità di un tour in Giappone, a patto
che ripulissero un po’ il loro modo di agire e che cacciassero via Marty Thau. (…)
Fra eccessi di alcol e di eroina, Johansen e Thunders non erano più il “team” compositivo di una
volta, ma i Dolls non erano ancora del tutto spenti. (…) Il materiale per un terzo disco c’era, ma
le cose si complicarono. (…) Alla fine del 1974, Leber-Krebs tolsero alla band tutto il supporto
economico. Come Cenerentola, i Dolls si ritrovarono a dover suonare in merdosi club per pagare i
debiti, mentre gruppi come Aerosmith e
Kiss decollavano.
Appena arrivato a New York, Malcolm McLaren scoprì che i suoi amati Dolls se la passavano male. Non
riuscì a liberarli dai legami con la Mercury e Leber-Krebs, ma fece in modo quantomeno che tornassero
a funzionare di nuovo. Anche se le sue intenzioni erano buone, il motivo era tutt’altro che
altruistico. (…)
David Johansen: “So che lui va in giro a dire che è stato il nostro manager,
ma non lo era davvero. Era piuttosto un commerciante”.
Malgrado tutto, McLaren sembrava molto coinvolto nella cosa. Affittò per la band un loft per le
prove e cominciò a cercare di fare qualcosa per limitare i danni dei loro vizi. Arthur Kane fu
mandato da
Smithers, uno dei più rinomati istituti per la riabilitazione, e anche Johnny e
Jerry alla fine furono convinti a farsi visitare da un dottore. (…)
Cercando di cancellare la loro vecchia immagine (…) McLaren cercò di politicizzare la cosa,
rilanciando la band con vestiti dell’Armata Rossa e con la falce e martello alle loro spalle. McLaren
vedeva solo il fattore estetico e non il contesto. La guerra in Vietnam era ancora in pieno
svolgimento. I New York Dolls avevano già disturbato la morale comune e ne avevano pagato il prezzo,
ma abbracciare l’immagine comunista fu un suicidio. I Dolls diventarono i crash-test-dummies di
McLaren, il prototipo di quello che sarebbe stato il suo più grande successo, i
Sex Pistols. (…)
I Dolls rivelarono il loro nuovo look in una serie di quattro concerti al
Little Hippodrome a
New York, fra il 28 febbraio e il 2 marzo del 1975, con i
Television e i
Pure Hell di
supporto. (…) Subito dopo si recarono in Florida per un tour, accompagnati da McLaren. Stretti in
una macchina, guidando attraverso città di mare che non erano nemmeno incluse nelle mappe, passando
da grandi alberghi a piccoli motel (…) Johnny e Jerry cominciarono ad essere stanchi.
Thunders:
“Dicemmo a David che eravamo stufi dei Dolls e che saremmo tornati a New York per ricominciare da
capo e lui ci disse: Chiunque può essere sostituito in questa band. Ma quando ce ne andammo quella
fu la fine dei Dolls, i soli Dolls”.
Per quasi tutti, i New York Dolls sono finiti un minuto dopo che Johnny Thunders e Jerry Nolan
lasciarono l’assolata Florida e presero un volo per Manhattan.
Johnny e Jerry cominciarono a provare insieme, lavorando ad un nuovo progetto; Arthur andò a Los
Angeles per un anno e formò i
Killer Kane prima di far ritorno a New York; David Joahnsen,
Sylvain Sylvain e Peter Jordan continuarono come New York Dolls. A parte un tour in Giappone,
suonarono molto solo intorno alla loro città d’origine prima di imbarcarsi in altri progetti;
Malcolm McLaren mescolò l’attitudine dei NY Dolls e il look di
Richard Hell e lanciò i Sex Pistols.
La band tornò a farsi vedere insieme solo in un’occasione: una photo session organizzata da
Roberta Bailey per il magazine Punk nel 1977. (…)
Capitolo 3: "Malicious Romance" (parte 1)