Johnny Thunders: In Cold Blood

Capitolo 2: "Cursed, Poisoned and Condemned" (parte 2)

Del loro primo incontro Marty ricorda: "David venne fuori come il portavoce, Johnny sembrava un po' distaccato, ma non esitava a dare il suo parere da quattro soldi ogni volta che giudicava fosse il momento. Arthur non aveva niente da dire, anche se sembrava il più divertente di loro e sicuramente il più intelligente. Billy e Sylvain erano molto estroversi, interessati solo nel portarsi a letto quante più donne fosse possibile. Nessuno di loro aveva la minima conoscenza di music-business e non gliene importava. Da questo punto di vista erano molto naive". Fu talmente colpito dai Dolls, che Thau scartò l'ipotesi originale di produrre loro un singolo e divenne il loro manager. A Marty mancavano i soldi per far sì che i Dolls ottenessero la pubblicità dovuta, ma aveva il numero di telefono di Steve Leber e David Krebs, due agenti della potente William Morris agency. Un'alleanza era già stata ventilata fra di loro durante la permanenza di Thau alla Paramount ed ora era giunto il momento di metterla in pratica. (...) Peter Jordan: "Leber e Krebs erano attirati da una sola cosa: il potenziale di guadagno. Sono stato a lungo con loro, nel music-business sono degli squali, nel vero senso della parola. Marty no, era piuttosto un delfino".(...) Prima di frimare i contratti, Marty Thau prenotò per loro una sessione ai Blue Rock Studios. (...) Malgrado le registrazioni fossero considerate nient'altro che un test per la band, furono pubblicate in seguito come "The Mercer St Sessions". A parte alcune versioni grezze di "Bad Girl", "Jet Boy", "Human Being" e "Frankestein", i Dolls buttarono giù anche "Looking for a Kiss", una rivisitazione di "Get It On" di Marc Bolan, che contrapponeva il desiderio sessuale alla droga. Chi vuole perdere tempo ad "aspettare il suo uomo", quando si può avere un bacio invece di un buco? Ah, se solo la band avesse dato retta a questo aspetto....(...)
Quando arrivò l'autunno, i Dolls continuavano ad infiammare le serate di una nutrita scheira di seguaci. Oltre a suonare regolarmente al Mercer Arts Center e al Max's Kansas City, si esibivano anche al Kenny's Castaways nell'Upper East Side e al Coventry nel Queens, dando vita cosi' ad un circuito di locali rock nei quali molte altre band, per esempio i Kiss, si sarebbero esibite in futuro. Malgrado il furore che accompagnava le loro esibizioni, le compagnie discografiche non abboccarono all'amo, come ebbe modo di dire proprio Johnny Thunders in un'intervista alla giornalista Lisa Robinson. "La gente delle case discografiche che è venuta a vederci è letteralmente impazzita e noi non facevamo niente altro che stare lì a suonare". David Jo concludeva: "Penso che li abbiamo davvero colpiti. Le loro mogli si sono ubriacate ed hanno cominciato a ballare. Ma forse dopo hanno cominciato a pensare ai loro figli... sai... e qusto è ciò che li ha fermati". (...) Marty Thau: "Il music business percepiva i Dolls come un gruppo di checche degenerate. Era tutto molto omofobico".
Tuttavia ci fu un uomo che fu veramente colpito dalla band. Paul Nelson, un ex giornalista rock molto rispettato, che si era ritagliato uno spazio all'interno nella A&R della Mercury Records, il quale iniziò una sua personalissima campagna per far avere alla band un contratto. (...) Steve Leber: "L'ora dei Dolls non era ancora arrivata. Così pensammo di recarci tutti in Inghilterra per riuscire ad ottenere un contratto discografico. Pensavamo che il momento, la loro immagine e l'eccitazione che creavano avrebbero reso il tutto incredibile, così pagai di persona per far partire tutta la band". Aiutato da Roy Fischer, un promoter londinese, Leber organizzò un po' di date per la band. L'incoronazione della loro strategia arrivò quando riuscirono ad ottenere per i Dolls l'apertura di un concerto di Rod Stewart e i Faces al Wembley Pool, capace di ospitare 8.000 persone. In cambio dell'aiuto di Fischer, la band promise di registrare un paio di canzoni per lui una volta giunti in Inghilterra.(...)
Al loro arrivo in Inghilterra, i Dolls furono messi sopra una Mercedes e trasportati agli Escape Studios nel Kent. Registrarono delle nuove versioni di "Personality Crisis", "Looking for a Kiss" e "Bad Girl". (...)
Una volta rispettati gli impegni con Fischer, la band si recò a Londra dove fece il suo debutto inglese allo Speakeasy, ma la loro performance fu guastata da un impianto audio inadeguato. Il 26 ottobre i Dolls suonarono di spalla ai Groundhogs all'Alhambra rock a Birmingham. Prima di salire sul palco alla band furono offerte un paio di casse di birra Newcastle Brown, gran parte della quale fu vomitata da Billy Murcia durante lo show. (...)
Domenica 29 ottobre i New York Dolls tennero il più grande show della loro carriera al Wembley Festival of Music. Il giornalista Mark Plummer scrisse una recensione per Melody Maker: "I New York Dolks hanno suonato uno dei peggiori set che abbia mai visto in vita mia". (...) Ma ad assistere a quel concerto, venuto per vedere i Faces, c'era anche un ragazzo dalle idee totalmente opposte: il futuro Sex Pistol Steve Jones: "I Dolls suonavano rock'n'roll come mi piace ascoltarlo. Ero un grande fan dei Faces, ma loro erano per così dire troppo controllati, mentre i Dolls erano davvero pazzi e non avevo mai visto niente del genere. Penso che nessun altro lo avesse mai visto. Il pubblico cominciò ad odiarli e gridargli contro, ma loro continuarono a suonare. Furono grandi, selvaggi".
Come regalo speciale per la band, dopo l'apparizione a Wembley, Kit Lambert, manager dei Who e boss della Track Records, affittò un costoso ristorante solo per loro. (...) A parte Lambert, dimostrarono interesse anche alcuni rappresentanti della Virgin e della Charisma, oltre a Mick Jagger che arrivò direttamente dall'Irlanda per vederli suonare all'Imperial College con Status Quo e Capability Brown. Anche se la cosa non fu mai ufficializzata, i New York Dolls erano effettivamente nel mirino della Rolling Stones record e all'epoca Jagger si degnò di parlare con loro dopo il concerto. Raccontò in seguito alla stampa: "Sì, ho visto i New York Dolls. A quell'epoca eravamo sul punto di fargli firmare un contratto. Andai al concerto all'Imperial College, li vidi, ma non rimasi particolarmente impressionato".
Il 4 novembre i Dolls aprirono per Argent al Mile End Sundown a Londra prima di spostarsi a Liverpool dove avrebbero dovuto fare di supporto a Lou Reed in un ex palazzetto di boxe chiamato The Stadium. Ma per loro non ci fu neanche il primo round. Reed fece loro pervenire un messaggio nei camerini minacciando di cancellare lo show se solo loro avessero messo piede sul palco. All'improvviso, lo zio Lou non li considerava più molto interessanti. Rifiutati dal numero uno in cartellone, i Dolls lasciarono il locale per tornare a Londra prima di quello che doveva essere il loro concerto successivo, previsto per il 9 novembre all'Hardrock di Manchester. (...) Ma la sera di martedì 7 novembre ogni cosa cambiò per sempre.
A tre decadi di distanza, i ricordi dei sopravvissuti fra i Dolls si sono sbiaditi. Quel che è certo è che quella sera, fra le 8 e le 11 di sera, Billy Murcia morì. Marty Thau ha sempre sostenuto che Billy è morto per colpa di una telefonata sbagliata. Mentre si trovava da solo nella sua stanza, Billy avrebbe chiamato un numero per errore, ma si sarebbe messo ugualmente a conversare con il suo interlocutore e dopo aver rivelato di essere uno dei New York Dolls fu invitato ad un party. Prima di uscire, Billy si fece dare un po' di soldi da Marty il quale gli consigliò di farsi dare un passaggio dalla limousine che sostava fuori dall'albergo. Quando la limo fece ritorno dopo aver lasciato Billy a Brompton Lodge, Steve Lebert e Marty Thau andarono nell'appartamento di Tony Secunda, dove li aspettavano Kit Lambert e il suo partner in affari Chris Stamp. Dopo qualche ora, mentre si era ad un soffio dalla firma del contratto della band con la Track Records per 100.000 sterline, l'incontro fu interrotto da una telefonata per Marty. Dall'altro capo del filo, qualcuno, la cui identità rimase sconosciuta, disse che Billy Murcia era morto. (...) Ovviamente, i negoziati con la Track non furono mai ripresi e Marty diffuse una nota per la stampa nella quale annunciava che la band non avrebbe più fatto il previsto tour con i Roxy Music, a causa della dipartita del batterista. (...)
L'inchiesta che si concluse il 24 novembre 1972 stabilì che in effetti Murcia aveva chiamato Speakeasy Marilyn ed era stato invitato nel suo appartamento a Cromwell Road. In una nota scritta rilasciata al coroner, Marilyn Woolhead disse che lui era arrivato in discrete condizioni. "Non sembrava del tutto sobrio, ma neanche così urbiaco". Erano presenti due amici della Woolhead, James Owen e Malcolm Raines. Mentre quest'ultimo era uscito per un po', Owen, Marilyn e Billy divisero una bottiglia di champagne. Quando Raines fece ritrono, Murcia giaceva incosciente sul letto per colpa di un mix fra Mandrax e alcolici. Se lo avessero lasciato dormire, probabilmente si sarebbe ripreso da solo, anche se chiamare un'ambulanza sarebbe stata l'idea migliore. In una escalation di panico, i due uomini immersero Billy in un bagno di acqua fredda cercando di fargli bere del caffè. (...) Il verdetto fu di morte accidentale, dovuta ad annegamento nella vasca da bagno sotto l'effetto di alcol e metaqualone (Mandrax).
(...) Dieci anni e mezzo dopo il fatto, Johnny Thunders era ancora alla ricerca di una spiegazione per quanto era accaduto e tentò di scrivere una canzone per Murcia, ma le parole non furono mai completate e la canzone fu pubblicata come strumentale (Billy Boy) sul disco "Que sera" per la Jungle records. Un paio di versi, che non furono però registrati, sopravvissero: "Why did he take you away/And make our lives that way?/I'm Crying".

Capitolo 2: "Cursed, Poisoned and Condemned" (parte 3)


 

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