
"Potrei parlare di Joey per tutto il giorno, ma Joey avrebbe
detto tutto in due minuti e dieci secondi". Così il fratello di Joey Ramone, Mickey, lo ha
ricordato al suo funerale e mai parole sono state così significative.
Avrebbe compiuto 50 anni il prossimo 19 maggio e già si preparavano i festeggiamenti.
Invece, Jeffrey Hyman, in arte Joey Ramone, se ne è andato il giorno di Pasqua, stroncato
da un tumore al sistema linfatico che lo aveva costretto al ricovero in ospedale già da
alcuni giorni.
Non era Kurt Cobain, per fortuna, e la notizia, almeno sui giornali italiani è finita
nascosta in pochi trafiletti in quarta o quinta pagina degli spettacoli. Per non parlare
della tv, che ha completamente ignorato la questione. Ma il mondo della
musica, quello vero, piange senza soluzione di continuità la scomparsa di quello che da molti
viene considerato uno dei geni della storia del rock.
Chi vi scrive ha vissuto nella segreta speranza di rivederli insieme i Ramones, in un modo
o nell'altro e invece stavolta la storia è finita per davvero. Se ne è andato proprio lui, la voce,
con quell'aria da "crooner" anoressico e allampanato, che per oltre vent'anni è stato il front-man
della più grande rock'n'roll band di tutti i tempi.
Del resto, cantare in una band era il suo destino fin dall'inizio. Così lo ricorda Dee Dee nella sua biografia, dopo
averlo visto esibirsi con il suo precedente gruppo:
"Era vestito con dei pantaloni rosa, un top argento di lamè, degli stivali a
zatterone comprati da Granny e cantava nel microfono come se non avesse fatto altro per tutta la vita. Fu una cosa
abbastanza impressionante".
"Siamo stati in tour con i Ramones nei primi anni '90",
ricorda Mike Ness, leader dei Social Distortion. "Aprivamo per loro ed io sono stato a vederli
tutteb le sere dopo che avevamo suonato. Era come se una striscia a fumetti fosse stata portata
alla vita. Mi piaceva davvero il loro stile nel suonare la chitarra e le loro melodie da tre
accordi".
Perfino i Blink 182 si sono accodati al ricordo: "Vorrei averlo conosciuto perché avrei voluto dirgli quale enorme influenza
ha avuto sulla mia vita, quale ispirazione mi abbia dato la sua musica e che genio che era", ha detto il cantante e bassista Mark
Hoppus. "Senza i Ramones, non ci sarebbero state almeno tre generazioni di grande punk-rock e di sicuro non sarebbero
esistiti i Blinkl 182".
"E' stato dopo aver ascoltato i Ramones che mi è venuta la voglia di suonare in una band", ha detto Brett Gurewitz, ex
chitarrista dei Bad Religion ed attuale boss della Epitaph. "Joey Ramone è stata la persona più influente nel mondo del
rock'n'roll. Era un uomo piacevole, divertente ed intelligente. Ci mancherà".
Arturo Vega, fondatore del club ufficiale dei Ramones e loro amico da una vita, si sta dando da fare per ricordare al
meglio la sua figura. Il 30 aprile scorso al CBGB c'è stata una prima serata "memorial" alla quale hanno preso parte
Roberta Bailey (la fotografa che immortalò i Ramones nelle foto che poi andarono sulla copertina del primo disco), Leg Mc Neil,
autore del libro "Please kill me", Daniel Rey e Andy Shernoff (dei Dictators). Ma la vera festa sarà il prossimo 19 maggio, data
del compleanno di Joey (avrebbe compiuto 50 anni) all'Hammerstein Ballroom di New York... si assicurano presenze di notevole
rilievo. Chissà se si faranno vivi i suoi ex pards? Al suo funerale erano presenti solo Tommy, CJ e Richie, mentre non si sono fatti vedere
nè Dee Dee, nè Marky, nè tantomeno Johnny.
Ma la voce di Joey avrà un'ultima chance di farsi sentire: il suo album solista era stato finalmente
completato e vedrà presto la luce. Daniel Rey, che insieme ad Andy Shernoff dei Dictators ha
collaborato alla realizzazione del disco, ha annunciato l'uscita entro la fine dell'anno. In tutto
sono state registrate venti canzoni, alcune delle quali annoverano Marky alla batteria. Qualche
titolo? "I Feel Like I'm on a Drug I've Never Done Before", "Mr. Punchy", "Don't Worry About Me",
"What Did I Do to Deserve You" e "There's a Spirit in My House and I Know It Ain't No Mouse".
Il Guru