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La cosa più giusta l'ha detta Mr. Wolf: "Ehi, sembra di stare ad
una festa a casa di uno. Adesso arrivano i genitori e ci staccano la luce!". Ebbene sì, era proprio
questa l'atmosfera che ha animato il concerto romano dei Groovie Ghoulies, organizzato in fretta e
furia e riuscito benissimo. Avevamo solo cinque giorni di tempo per fare propaganda all'evento e grazie
alla preziosa collaborazione di tutti coloro che hanno partecipato all'organizzazione del concerto (oltre
allo staff di Be Nice, un ruolo fondamentale lo hanno svolto Robertò di Hellnation, Tina Chang e
Lavinia) ci siamo riusciti in pieno. Ma il grazie più grande va proprio alla band americana, che
per riempire un day-off ci ha chiesto davvero una miseria.
I Ghoulies sono dei grandi. Alle sei del pomeriggio erano già arrivati agli Ex Magazzini, locale della
capitale che ha riaperto i battenti in fretta e furia per consentirci di fare questa serata. Mai viste
persone così felici di suonare ovunque capiti, nemmeno fra le band nostrane, figuriamoci fra gente che
bene o male incide per la Lookout. Kepi e Roach sembrano usciti dai fumetti ai quali si ispirano e B-Face è
un tipo assolutamente entusiasta. Sono rimasti praticamente tre ore ad aspettare che le altre band
arrivassero sul posto per cominciare a montare il palco e ci hanno prestato diversi pezzi della loro
batteria.
Ma alle 21.30 già eravamo tutti felici: fuori c'era già un sacco di gente e la serata si è subito
dimostrata riuscita. Ad aprire le danze sono stati gli Strenght Approach, band romana di hardcore vecchia
scuola che gode di un ottimo seguito qui a Roma. Sono simpatici, la loro musica è buona, solo una cosa
non capisco di questi concerti hc: ogni pezzo pause lunghissime, col cantante che parla senza dire granché,
il batterista che sembra farsi i cazzi suoi... boh, massimo rispetto a chi piace, ma tanti si sono annoiati.
Poi è toccato a noi Turturros, ed ovviamente sono il meno indicato per parlare della nostra prova.
Però il pubblico si era fatto ancora più numeroso e mi è sembrato che abbia reagito molto bene. Abbiamo
suonato discretamente e senza troppe pause, malgrado facesse un caldo sahariano che mi ha letteralmente
distrutto. Kepi ha battuto le mani tutto il tempo e B-Face ha apprezzato il fatto che gli abbiamo dedicato
"Live This Life" dei Queers: siamo scesi dal palco felici e questo basta.
Ad accendere definitivamente la folla ci hanno pensato i Semprefreski, scesi a Roma in formazione
rimaneggiata per la defezione di uno dei chitarristi, ma sempre capaci di spakkare il culo. Con loro si
sono visti i primi accenni di pogo, con il buon Ciaccio ad arringare la folla, colpevole come al solito
di essere un po' troppo timida. La sala si era nel frattempo trasformata in una sorta di catino di umidità
umana, dove si sudava anche stando fermi e l'ora era più che mai tarda. Sorprendentemente, non se ne è
andato nessuno e quando sono saliti i Groovie Ghoulies, il party è decollato del tutto. Grande la loro
performance, con Kepi che canta e suona la batteria in piedi, al punto da coinvolgere anche le persone che
non amano i loro dischi, giudicandoli un po' troppo pop. Dopo aver esaurito i brani in scaletta, Kepi ha fatto
il juke-box invitando la gente a chiedere altre canzoni. Dalla cover dei Motorhead "Ramones",
a "Punk Part II", dal bellissimo pezzo di Billy Bragg "New England" ai brani di "Fun In The Dark", passando
per le canzoni del nuovo album, il loro è stato un set magnifico che ha lasciato tutti soddisfatti.
Mentre sulla città stavano quasi per alzarsi le prime luci dell'alba, fuori dal locale branchi di punk rockers
ubriachi continuavano a scambiarsi opinioni e pacche sulle spalle. Miracolo: non è arrivata nemmeno la
polizia. E' stata proprio la nostra serata fortunata!!!!
Il Guru