Dirt Bike Annie: "Tenete aperte quelle orecchie: c'è un milione di grandi band là fuori"
Dopo i Darlington e i Groovie Ghoulies, un altro gruppo
americano sceglie la "via" europea ed approda sui lidi della Stardumb. Sono i Dirt Bike Annie, band attiva da diversi
anni, molti dei quali trascorsi nella scena targata Mutant Pop. Vengono da New York, hanno girato
gli Stati Uniti in lungo e in largo e non sono il solito "clone" dei Ramones. Le loro influenze sono senz'altro
più varie anche se alla fine le loro canzoni non viene in mente altro che catalogarle come ottimo pop-punk.
Per l'etichetta
olandese hanno appena fatto uscire uno split con i nostrani Popsters, decisamente un gran bel disco. Ve li
presentiamo.
Introduciamo i membri della band.
Adam: "Io sono Adam. Suono la chitarra e canto. La band ha iniziato ha fine '93, ma non ha mai
veramente contato qualcosa
fino al '96-'97, quando Dan e Jeanie si sono uniti al gruppo. Mike invece è entrato dopo che Hit After Rock è uscito
per la Mutant Pop (all'inizio del 2000) e da allora questa è la nostra line-up".
Jeanie: "Io sono Jeanie. Suono la chitarra e canto".
Dan: "Mi chiamo Dan. Ho 26 anni e suono il basso".
Mike: "Io sono Mike. Ho 21 anni e suono la batteria".
Quando avete scoperto il punk e che cosa vi ha spinto a far parte di una band?
Mike: "Ero da sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da sentire. Poi sono stato al Warped
Tour nel 1996 ed ho scoperto un intero nuovo mondo... punk rock. Da allora ho cercato di prendere
qualunque zine mi capitasse per le mani ed ho scoperto il mondo dell'underground un po' alla volta".
Adam: "Mio fratello mi spedì una cassetta della sua stazione radio al college quando avevo 12 anni. Era
la musica più rock e più divertente che avessi mai sentito. Ho comprato ogni disco che era su quella cassetta ed
un anno o due dopo ho comprato un basso perché ero stanco di far solo finta di suonare".
Dan: "A me il rock è sempre piaciuto. Fin da quando ero alle medie e sentii Paint It Black dei Rolling Stones
in una trasmissione tv sul Vietnam. Mi sono avvicinato al punk-rock grazie alla scena ska-punk di Boston al liceo
(intorno al 1992). Quello degli Operation Ivy è stato il primo disco Lookout! che ho sentito. Poi i Green
Day, i Queers, i MTX. Ho cominciato a suonare la chitarra in una band del liceo. Sono passato al basso quando al
college mi sono unito ai Dirt Bike Annie".
Jeanie: "Suonavo in una finta band con un mio amico quando ero al liceo. Avevamo le nostre magliette e
suonavamo cover delle Indigo Girls nella mia stanza da letto, ma ad un certo punto ho realizzato che sarebbe
stato molto meglio far parte di una vera band".
E così anche voi siete finiti nella rete della Stardumb. Che cosa vi ha spinto a pubblicare un cd
per questa etichetta, che dopo aver dato voce alla scena europea sta mettendo sotto contratto un sacco di
ottime band americane?
Adam: "Penso di aver cominciato a prestare attenzione a quello che faceva la Stardumb quando hanno
pubblicato il cd dei Darlington e l'Ep dei Ghoulies. Avevamo sentito un sacco di belle storie sulle band
americane che sono andate in tour in Europa e c'era un'etichetta europea che pubblicava dischi di band
americane. Non mi ricordo esattamente come è successo che io e Stefan abbiamo iniziato a parlare, ma è stato lui
a proporre di fare un Ep che poi è diventato lo split con i Popsters".
Come è uscito fuori il nome Dirt Bike Annie?
Adam: "Il nome se l'è inventato il bassista originario, "Scooter Pie" Moses. Lo ha rubato ad
un ragazzino con cui giocava nel Rhode Island. Comunque il fatto era che avevamo uno show da suonare, ci serviva un
nome e quello ci colpì".
Com'è ora la scena a New York? Quali sono le band che vi piacciono?
Jeanie: "C'è senz'altro più attenzione da quando gli Strokes hanno avuto la foto su
People Magazine. Penso che gli Yeah Yeah Yehas sono piuttosto carini".
Dan: "Mi piacciono molte delle band indie-rock che stanno uscendo a New York in questo periodo:
Yeah Yeah Yeahs, The Seconds, Cherubino, Interpol, The Quick Fix Kills, The Ex-Models. Nella nostra piccola
scena punk-rock mi piacciono The Unlovables, The Ergs, Attention Deficit e The Tattletales".
Quali sono le band che hanno avuto la maggiore influenza sul vostro sound e quali quelle che vi
piacciono di più?
Mike: "Come drumming penso di aver preso parecchio da Murph dei Dinosaur Jr e Dave Grohl degli ultimi
Nirvana".
Adam: "In questo periodo i dischi che continuo ad ascoltare sono The Jewws, The Sultans, Plastic Fang della Blues
Explosion, The Vandettas e The Epoxies".
Dan: "All'inizio erano le band Lookout ad avere un grande impatto sul nostro sound, poi per quanto mi
riguarda i Pixies, i Weezer e adesso direi che mi piace la roba che esce dalla scena di qui adesso. Un pochino
più sperimentale".
Jeanie: "Io ho ascoltato parecchio Herp Albert, soprattutto perché mi piace parecchio avere un
giradischi e penso che il sound del sud ci stia proprio bene. Mi piacciono anche The Epoxies, i New Pornographers
ed ascolto No Doubt e Outkast. Piacevoli colpevolezze!".
Progetti per fare un tour in Europa?
Jeanie: "Cazzo... sì!".
Dan: "Ancora niente di stabilito, ma mi ucciderò per farlo succedere nel giro dei
prossimi due anni".
Conoscete qualche band italiana?
Adam: "Holly and the Italians?"
Mike: "Ah, ah, ah...."
Dan: "I Popsters spaccano. Gli Stinking Polecats sono italiani?"
Sì... sono italiani. Diteci qualcosa delle canzoni che compaiono nello split coi Popsters,
quando sono state registrate e quali sono i progetti per le vostre future uscite...
Adam: "Lo split coi Popsters è stato registrato giusto prima del nostro tour di questa estate.
Due delle canzoni vengono da differenti sessioni di registrazione e pensavo che la cosa risultasse un po'
strana a chi le ascoltava, però fino ad ora abbiamo avuto dei riscontri positivi".
Il pop-punk è ancora vivo e vegeto?
Mike: "Ci sono ancora una tonnellata di grandi pop-punk band in giro. E così nell'intera
scena underground. Bisogna avere la mentalità aperta ed ascoltare tutto quello che si può. La fuori
c'è un milione di grandi band".
Dan: "Giusto. Tenete bene aperte quelle orecchie".
(Fotografie di Andy Smull)
Intervista a cura del Guru - (ottobre 2002)