Dictators: alfieri del punk-rock

Andy Shernoff live al Big MamaAnche nella cessissima Capitale possono capitare i colpi di culo, soprattutto quelli insperati. E' successo così che ci siamo recati al Big Mama, localetto da radical-chic che fanno finta di esere impegnati massacrandosi le palle con il blues, che non si sa perché da due anni ospita le date romane dei Fleshtones, garage band americana, che negli ultimi tempi si è conquistata una certa fama fra il pubblico punk per aver firmato un contratto con la Epitaph di Brett Gurewitz. Già ci rodeva non poco il culo per i prezzi criminali imposti dal gestore del posto (10.000 sacchi di tessera più 15 di biglietto, con inclusa una consumazione che era solo una birra piccola), ma i Fleshtones sono dei gran cazzari e vederli è sempre divertente. Poi all'improvviso, il miracolo. Peter Zaremba, voce dei Fleshtones, annunciava l'ospite speciale della serata. Niente popò di meno che Andy Shernoff, leader ed autore di tutte le canzoni dei Dictators, storica punk-rock band della scena newyorchese, che mosse i primi passi insieme ai Ramones nel mitico locale della Bowery, il CBGB. Lo so che state facendo la faccia storta e vi state chiedendo chi cazzo sono questi coatti... beh, sappiate che i Dictators si sono formati addirittura nel 1974, prima che il mondo intero potesse nemmeno immaginare quello che di lì a poco sarebbe successo.

Andy Shernoff live al Big Mama L'attitudine era quella di tutti i primi gruppi punk: “Fuck art, let's rock!”, ovvero un grido di rabbia contro tutto il monster-rock che in quegli anni invadeva le charts di mezzo mondo. E nel 1975, con Andy Shernoff alla voce, pubblicarono il primo album, “Go Girls Crazy”, addirtittura per una major, la Epic, che non esitò a licenziarli subito dopo quando si rese conto che non avrebbero dato vita a nessun business. E' a questo punto che la band perde quasi tutte le sue velleità hard-rock mainstream e comincia a frequentare il mitico CBGB di New York, dividendo lo stesso palco con i Ramones all'inizio della carriera. Shernoff rimane il leader e compositore, ma il frontman del gruppo diventa uno strano personaggio, Handsome Dick Manitoba, dal fisico di lottatore di wrestling. Bisognerà attendere il 1977 per l'uscita del secondo album, “Manifest Destiny”, unanimente considerato il migliore dalla critica e seguito poi nel 1978 da “Bloodbrothers”, che segna la fine del primo periodo dei Dictators. Il bassista Mark Mendoza e il chitarrista Ross “The Boss” Funicello avranno miglior fortuna suonando con due fra le peggiori band metal di tutti i tempi, i Twisted Sisters e i Manowar, mentre il nostro Andy arriverà addirittura a scrivere pezzi per i Ramones (sua è “Ignorance is Bliss” che compare su “Brain Drain e “Loco Live”). A sorpresa la band rinasce nel 1996, praticamente con la formazione originale e incide alcuni singoli di notevole rilievo, come “I'm Right” e “Who Will Save Rock'n Roll?”. Malgrado gli anni sulle spalle siano tanti, il nostro Andy continua a girare con i suoi classici punk-rock e a noi che lo abbiamo avvicinato ci ha detto che nel 2000 vedrà la luce anche un nuovo album dei Dictators.

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