Dead Moon: il culto
della luna morta

Era l’agosto del 1996 e mi trovavo in vacanza ad Amsterdam. Al Melkweg, uno dei posti più fichi della città per i concerti, era in programma un live dei Motorpsycho supportati da una band mai sentita prima. Non era proprio il cartellone dei miei sogni, ma decisi di farci comunque un salto. In Olanda i live non iniziano così tardi come da noi e così arrivai sul posto che i Motorpsycho avevano già concluso il loro set. Era il turno dei Dead Moon e fu uno shock.
Tre loschi figuri, due dei quali abbondantemente avanti con l’età, una candela accesa sopra la batteria coperta di colate di cera, una donna con in braccio un basso Vox Teardrop, un uomo con una Guild Thunderbird anni ’60. Rock’n’roll minimale, country-punk sgraziato e affascinante, una presenza scenica ipnotica da paura. Rimasi folgorato ed acquistai al loro banchetto tutto quello che era possibile comprare. Diventarono da quel giorno uno dei miei gruppi preferiti, confermandosi via via che sono usciti nuovi album e che sono venuto a conoscenza di ulteriori particolari della loro storia.
Fred e Toody Cole sono marito e moglie, hanno 56 anni e sono già nonni, con loro alla batteria c’è il fedele Andrew Loomis, 43 anni. E dopo tutto questo tempo, grazie alla collaborazione di Eric (un fan olandese che cura anche il loro sito internet) sono finalmente riuscito a raggiungerli, anche se solo virtualmente, per poter finalmente parlare di loro anche su questa webzine. Al di là di una certa attitudine un po' fricchettona, questa è gente che con la loro musica potrebbe anche farvi cambiare idea sul mondo.

In Europa venite a suonare quasi ogni anno, ma qui in Italia non sembrano conoscervi in molti. Come descrivereste la vostra band e la vostra musica a chi non ha mai sentito parlare di voi?
Toody: “Siamo un power-trio molto grezzo che suona canzoni rock’n’roll originali. Qualcuna lenta, qualcuna veloce, una canzone per ogni stato d’animo. E’ difficile descrivere il nostro stile. I Dead Moon sono molto originali. In passato siamo venuti a suonare anche in Italia, anche se non molto spesso. Abbiamo suonato a Milano, Bologna e ad un festival ad Umbertide, un bel posto in campagna’’.

Come Dead Moon siete in giro da più di 15 anni. E’ ancora divertente suonare rock’n’roll?
Toody: “E’ sempre divertente, specialmente in Europa dove abbiamo amici da una vita e non c’è niente che possa battere l’eccitazione di suonare davanti ad un pubblico’’.

La storia comunque parte da molto più lontano. Quando è iniziata la tua carriera musicale Fred? E quale è stata la prima canzone che hai scritto?
Fred: “Il mio primo coinvolgimento nella scena musicale risale al 1964 con i Deep Soul Cole, poi nel 1965 con i Lords e con i Weeds. You Must Be a Witch è una delle prima canzoni che ho scritto all’età di 18 anni, prima di quella ci fu It’s Your Time, scritta insieme al resto dei Weeds. You Must Be a Witch fu poi pubblicata quando la band cambiò nome in Lollipop Shoppe e realizzò un album”.

Chi erano i tuoi idoli negli anni sessanta?
Fred: "Love, Them, Yardbirds, Big Brother (&Holding Company, con Janis Joplin], e il Bob Dylan di Blonde on Blonde".

E con Toody come vi siete conosciuti?
Fred: “Ero in giro coi Weeds ed un bel giorno ci ritrovammo senza soldi, ne’ benzina dalle parti di Portland, in Oregon. Chiedemmo in giro se c’era qualche locale dove avremmo potuto suonare per racimolare qualche solo e ci indicarono un club chiamato The Folk Singer. Toody lavorava lì”.
Toody: “Ero una ragazza molto timida che non usciva mai con nessuno e al primo impatto pensai che Fred fosse solo uno stronzo arrogante”.


Invece sei scappata con lui.
Toody: "Sì. Ci siamo sposati quasi subito. E abbiamo dovuto tenerlo nascosto per parecchio tempo".

Adesso avete figli e nipoti. Cosa pensano di voi?
Toody: "Abbiamo tre figli, una femmina, Amanda, e due maschi, Weeden e Shane. Adesso abbiamo sette nipoti... e tutti loro pensano che siamo pazzi!".

Prima dei Dead Moon avete suonato insieme nei Rats.
Toody: "E' stata la prima band in cui abbiamo suonato insieme. Fred era stanco di cercare di mettere insieme più persone per tenere in vita un gruppo e così gli sembrò una buona idea convincermi a suonare il basso. I Rats hanno inciso tre album fra il 1980 e l'83".

Come avete conosciuto Andrew e come è iniziata questa ultima vostra incarnazione?
Fred: "Andrew venne un giorno nel nostro negozio, Tombstone Music, per comprare una batteria. Ci conoscevamo già da prima, essendo frequentatori della scena musicale del posto e a lui piacevano i Rats. La prima idea che mi venne in mente fu di chiedergli se voleva mettere suonare in una una band prettamente country. Ma poi alla prima prova ci rendemmo entrambi conto che non avrebbe funzionato. Andrew era piuttosto influenzato dal punk-rock, così pensai ad una band che suonasse un rock'n'roll basilare, senza fronzoli. E' cosi' che è iniziata. Era il 1987".



So che il master del vostro primo singolo e di molti altri dischi da voi prodotti per la Tombstone sono stati "tagliati" direttamente da Fred con un macchinario d'antiquariato...
Toody: "Sì... è un cutter mono della Presto del 1958. E' stato il mio regalo per Fred per il suo 39mo compleanno. Lui ci ha messo un po' a farlo funzionare, ma da allora è rimasto il suo passatempo preferito".

Come siete diventati a poco a poco famosi in Europa e soprattutto in Olanda?
Fred: "E' stato merito di Hans Kesteloo, un ragazzo olandese che gestiva una piccola etichetta in Germania, la Music Maniac. Era un vero appassionato di garage e gli piacque subito quello che stavamo facendo. Grazie a lui, suonammo per la prima volta all'estero, nel 1990, al Vera di Groningen in occasione del 10* anniversario del locale. Da allora, siamo tornati in Europa praticamente tutti gli anni e la Music Maniac ha stampato per il mercato europeo quasi tutti i nostri dischi".

Qual è il vostro album preferito?
Toody: "L'ultimo, ovviamente. Dead Ahead".

Mi è piaciuto molto e ho notato che le tue parti vocali hanno più spazio del solito.
Toody: "Fred cerca sempre di scrivere canzoni pensando a me come interprete. Qualche volta succede proprio che finisca con il cantarla io, perché si convince che posso farlo meglio di lui. Sai che fa ogni tanto? Andiamo a Reno, che è una gambling city, e a Fred certe volte vengono in mente delle idee per delle canzoni mentre gioca alle slot-machine. Così mette un piccolo registratore sopra quella con cui sta giocando e ci canta davanti. La gente penserà che siamo un branco di pazzi!"

Be Nice to Mommy - (luglio 2004) - Pictures from A Shot of Dead Moon
photo&video website by Jozzy Rubensky

 

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Dead Moon
Official fan site.

A Shot of Dead Moon
Video e foto della band a cura di Jozzy Rubensky

Dead Moon Usa
Il sito dove acquistare il loro merchandise

Music Maniac
La loro etichetta olandese. Sul sito c'è una radio in streaming che trasmette garage '60 senza sosta.

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