Poison Heart

Capitolo 9: "Un viaggio in Inghilterra"

I Ramones cominciavano a farsi un nome a New York City e suonavano regolarmente al CBGB, al Max Kansas City ed altri locali underground. Seymour Stein ci fece firmare il contratto con la Sire records per la somma di 6.000 dollari. Seymour era un uomo molto furbo. E' stato lui ad inventare l'idea di aprire etichette di musica alternativa negli Stati Uniti. Ha cominciato ad accaparrarsi i diritti di band come Fleetwood Mac e Climax Blues Band ed ha usato i soldi guadagnati con loro per gruppi come i Ramones e i Talking Heads e, più tardi, Soft Cell e Madonna. Il primo album richiese solo un paio di giorni per essere registrato nel febbraio del 1976 al Radio Music Hall. Fu pubblicato in aprile. Le recensioni furono molto buone, ma le vendite non risultarono proprio clamorose, e causa della nostra reputazione, molti promoter erano ancora riluttanti ad organizzarci concerti. L'impatto fu molto più grande in Inghilterra, dove l'album raggiunse il numero 1 delle classifiche di vendita dei dischi d'importazione, grazie anche ai passaggi regolari sullo show serale di Radio 1 di John Peel. Un critico inglese ci salutò come i salvatori del rock'n roll.
Penso che il clima in Inghilterra fosse molto migliore per una band come i Ramones. Il movimento punk inglese, che si incentrò sui Sex Pistols, stava per decollare. Volammo in Inghilterra nel luglio del 1976, per suonare due concerti insieme ai Flamin' Groovies. Il primo fu a Dingwalls e il giorno dell'indipendenza, il 4 luglio del '76, suonammo davanti a 2.000 persone entusiaste al Roundhouse di Londra. (...)
La nostra prima esperienza di Londra consistette in una camminata intorno ad Hyde park alle quattro di mattina. Una storia veramente low-budget. Io me ne andai al mercato di Camden dove comprai tutti i singoli di Doctor Feelgood e di Eddie And The Hot Rods. Comprai anche "Keys To Your Heart" dei 101'ers. Fu molto eccitante per me comprare quei dischi. Erano pubblicati da trane etichette delle quali nessuno aveva mai sentito nulla ed avevano fotografie e copertine fichissime. (...)
Fu durante il primo show a Dingwalls che feci la mia prima conoscenza con la scena punk inglese. Al soundcheck incontrai Mick Jones e Paul Simonon dei Clash. (...) Anche Jhonny Rotten e Sid Vicious erano lì quella sera. Non fu proprio il mio concerto preferito, ma fu decisamente un bel modo di iniziare.
La notte successiva suonammo al Roundhouse con gli Strangles e i Flamin' Groovies. Mentre ci dirigevamo al locale per il soundcheck, qualcuno gridò: "Ehi! C'è Sid Vicious!". Attraverso la nuvola di ubriachezza nella quale mi trovavo sempre vidi Sid che stava da solo sul marciapiede. Mi divertì vederlo, comunque. Era uno spettacolo anche lui da solo, mentre se ne stava lì fuori dal Roundhouse, con dei pantaloni rossi rigonfi, una rete da pesca nera come maglietta, il trucco sugli occhi, lo smalto nero sulle unghie e dei capelli corti neri e blu che ancora non avevano le punte. (...) A Sid piacquero molto i Ramones e cominciò a seguirmi dappertutto. Più tardi, quando entrò a far parte dei Sex Pistols, Sid cominciò a mettersi i jeans strappati come Joey Ramone ed indossò una giacca di pelle nera, proprio sullo stile dei Ramones.
Da allora i Ramones hanno suonato in Inghilterra un sacco di volte, che è difficile ricordarsele tutte. La volta successiva fu nel 1977. In un day-off mi ricordo che andai a Brighton a vedere i Clash. Fu una delle prime volte che ascoltai musica reggae. Mi ricordo questa strana immagine di migliaia di punk che ballavano proprio in mezzo al set dei gruppi ascoltando musica reggae dalla consolle del dj. Non avevo mai visto niente del genere prima. Mi stavo divertendo, fino a quando non incontrai Nancy Spungen sulla balconata del teatro. Faceva caldo e non c'era aria condizionata. Non importava quanto vino o birra si riuscisse a far avere ai partecipanti alla festa, la loro sete non riusciva a placarsi. Tutti si stavano ubriacando alla grande. Era una situazione abbastanza decadente. Notai Captain Sensible, bassista dei Damned (...), ma non riuscivo a trovare della droga, fino a quando un tedesco che avevo incontrato prima mi lasciò venti grammi di "speed". Non sapevo esattamente cosa farmene, fino a quando Sid mi portò con lui nella toilette. C'era vomito dappertutto (...), ma non avevo ancora visto niente. Sid tirò fuori un'orribile siringa che aveva del sangue rappreso sull'ago. Gli diedi un po' di speed e lui mise nella siringa. Poi la infilò dentro lo scarico del water e tirò su dell'acqua per sciogliere lo speed. Nell'acqua c'era vomito, piscio e merda, ma Sid non sembrava curarsene molto. La sua unica preoccupazione era quella di bucarsi. Avevo visto davvero tutto, pensai.
Quando Sid finì con il suo buco, John Cale entrò nel bagno.
"Hey Dee Dee! C'hai qualcosa?", mi chiese con voce amichevole.
"Oh, non lo so", dissi mentendo. "Chiedi a Sid, Sid c'ha qualcosa!.
L'unica cosa che mi ricordo dopo è Sid che rotolava sul pavimento, con una bava verde che usciva dalla sua bocca. Gli occhi sembrava che gli uscissero dalla testa. Fu orribile. Nella confusione, io scivolai per le scale e andai a sbattere con la testa sul pavimento. Fui riportato in hotel con l'ambulanza.
Il giorno dopo incontrai di nuovo Sid. I Sex Pistols suonavano un concerto in qualche università o college fuori Londra. Io e Sid paralavamo affacciati alla balconata del locale, guradando giù il pubblico nel teatro.
"Sid", dissi guardando il loro set sul palco, "voi non avete nè luci, nè un impianto audio".
"E' vero, non ce l'abbiamo", rispose.
"Yeah.. giusto!", dissi io.
C'erano poco meno di mille persone nel posto. Come diavolo avrebbero fatto a vederli o sentirli suonare? (...) Sid mi chiese se volevo una birra, poi entrò nei camerini, dai quali io ero stato bandito, per prndermene una. Tornò con la birra, ma era già aperta. Non mi fidai, perché i Ramones erano soliti pisciare dentro qualsiasi cosa davano ai loro ospiti da bere dopo un concerto. Mi immaginai che anche i Pistols facessero lo stesso, così evitai la birra di Sid. Mentre nessuno mi guardava, vuotai la birra dentro il bicchiere vuoto del loro manager, che se la scolò in un sorso.
"So che a Malcolm non piaccio, me ne vado, Sid", dissi e scappai.
La stessa cosa era successa l'anno prima quando Johnny Rotten era venuto nel backstage per vederci al Roundhouse. Johnny Ramone fu molto amichevole con lui, gli strinse la mano, gli diede una pacca sulla spalla e gli chiese se voleva una birra. Johnny Rotten la prese e la tracannò in un solo sorso. Ma non si accorse di nulla.(...)
Quando facemmo ritorno negli States le cose non andavano molto bene. I Sex Pistols stavano vendendo molti più dischi e stavano diventando molto più famosi di noi. La stampa inglese ci trattava come dei clowns. All'inizio la cosa ci fece incazzare, poi decidemmo di fregarcene. Anche perché, dopo un disastroso tour in America, i Sex Pistols si sciolsero.
Fu allora che Tommy lasciò i Ramones. Lo avevo visto deteriorato già in tour. Tommy non era il tipo da sopportare la vita da rockstar e così un giorno se ne andò. Mi recai alle prove a new York e Marc Bell era già lì. Joey e Johnny gli avevano chiesto di unirsi alla band. Non saremmo mai riusciti a ripetere quel sound punk classico che avevamo con Tommy, ma con Marc nella band avevamo acquistato un musicista davvero "duro". Marc era stato il mio compagno di bevute prima di unirsi ai Ramones e mi piaceva fare baldoria con lui. Iniziammo ad uscire insieme rovinandoci a vicenda. (...) Questo ai Ramones non piaceva molto e Marc se ne accorse. All'epoca i Ramones avevano questa politica anti-alcolici alla quale nè io nè Marc ci saremmo mai adeguati. Cominciai a litigare con Johnny, perché mi sembrava che la band addossasse a me le colpe di tutti i nostri fallimenti. (...) Loro cominciarono anche a raccontare qualche piccola bugia, come il fatto che ero stato io a dire di non volere i soldi delle vendite delle t-shirts. Cose del genere mi facevano davvero incazzare. Forse era John ad avere il ruolo peggiore all'interno della band, come figura autoritaria, anche se qualcuno doveva farlo. Ma, probabilmente era proprio questo ruolo a renderlo così antipatico. O forse faceva solo il lavoro sporco per conto di qualcun altro. Nel music-business non si riesce ad ottenere nulla se non gridando, minacciando e litigando su ogni cosa, ogni singolo aspetto della tua vita, come fare uno show, stare on the road, avere i soldi, trovare la strumentazione. Qualcuno doveva farlo, e lo faceva John, che penso abbia sprecato così molti anni della sua vita. Nesssuno gli mostrava simpatia per quello che faceva. Una delle regole vigenti era quella del look, jeans strappati, black leather jacket e capelli a caschetto. (...) Una volta, mentre tornavamo in aereo da Amsterdam dopo un lungo tour europeo, feci l'opposto di quello che tutti si aspettavano. Rimasi sobrio per tutto il viaggio ad osservare quello che succedeva. Marc era ubriaco fradicio e faceva il pazzo. John e Joey, e le loro ragazze Roxy e Linda, cominciarono a prendersela con me.
Quando passammo la dogana al Kennedy mi avvicinai a John e cominciai ad imprecare contro di lui. Mi sentivo come se non volessi più far parte dei Ramones. (...) Così quando tornai a casa dall'aeroporto, la prima cosa che feci fu andare in bagno e tagliarmi i capelli alla Sid Vicious. Questo non gli sarebbe piaciuto, pensai, e feci un sorriso alla Sid davanti allo specchio.

Prossimo capitolo: "Fine del secolo"

 

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