Poison Heart

Capitolo 8: "Connie"

Mi ero ubriacato dopo una delle nostre serate al CbGb e me ne stavo tornando a casa dal club alle quattro di mattina, quando notai questa ragazza sulla Bowery seduta sul cofano di una vecchia auto che si stava rifacendo le unghie. Mi piacque subito. Aveva un vestito da sera nero, scarpe con i tacchi a spillo e una bottiglia di brandy nella sua borsetta. Assomigliava ad un'antica contessa vampira. Il suo nome era Connie e la sua missione era quella di catturare la mia anima, e lo fece. Ho passato gli anni successivi dipendendo da lei, mentre i Ramones diventavano famosi ma non facevano un soldo. Insieme eravamo davvero due coglioni. Lei era pazza quanto me. Siamo stati cacciati a calci da ogni posto in cui abbiamo vissuto a causa dei nostri violenti litigi.
Connie aveva un appartamento al primo piano di una palazzo della 16ma, era un po' più grande e più saggia di me (…) ma è stata sempre una che creava problemi. Non molto tempo dopo averla conosciuta, lei litigò con una mia ex al CBGB. Avevano suonato i Blondie ed era stata una bella serata, ma Connie rovinò tutto. Lei ed un'altra ragazza cominciarono a litigare a dirsi parole terribili l'una contro l'altra. Io detesto dare spettacolo, così me ne andai per l'uscita posteriore insieme ad una mia amica, Elaine. (…) Lei mi portò a fare un giro fino al bar sulla 13ma strada dove prendemmo qualche birra Colt, che è la più forte che si poteva comprare negli Stati Uniti.
Connie uscì fuori dal nulla non appena varcammo la soglia del bar. Roteava la sua borsetta come se fosse Bruce Lee e ci aveva messo dentro un mattone per aumentare l'effetto. Non stava affatto scherzando. Connie ed Elaine si affrontarono, girandosi attorno per trovare la posizione migliore (…), ma alla fine si girarono verso di me. Elaine mi prese per il collo dicendo: "Dee Dee, vuoi me o Connie?" e senza aspettare una risposta mi diede un pugno fortissimo proprio su un lato della testa. Caddi giù sul marciapiede battendo con il mento, che si aprì in una ferita non appena colpii l'asfalto. Connie pensò che la cosa fosse divertente, e così, con la sua lussuria di sangue appagata, ma ancora leggermente annoiata, mi riportò a casa.
Non fu molto tempo prima che ci cacciassero dal nostro appartamento sulla 16ma e casa nostra era adesso in un posto che si chiamava Village plaza. Le mura erano dipinte con un verde terrificante, lo stesso che trovi nei manicomi o nelle stazioni di polizia. Puzzava di scarafaggi ed era molto peggio del Chelsea hotel. (..) Anche i miei amici dei tempi peggiori non avrebbero voluto stare lì. Avrebbero magari preferito stare al The Earl, da dove Connie e io eravamo già stati cacciati via. Sytavamo rendendo le nostre vite molto peggiori di quello che avrebbero dovuto essere. Connie ballava al Metropole, il go-go bar sulla 48ma. Il mio lavoro era procurare droga per tutti e due. Avremmo speso anche 100 dollari al giorno in droga se avessimo potuto. (…)
Alle volte andavo in giro con Jerry Nolan, l'ex batterista dei new York Dolls. Jerry ogni tanto procurava droga per questo strano tipo chiamato Dorian Zero, che viveva uptown vicino a dove vivevo prima io. Lui aveva sempre anche una scorta di Dioxin, un eccitante che ti potevi iniettare e che potevi comprare su ricetta del dottore. Mettevi il Dioxin in una piccola bottiglia di vetro insieme a un po' d'acqua e chiudevi. Poi mettevi la bottiglia dentro ad una pentola con acqua bollente per un minuto. Era pronto per sparartelo in vena.
Dorian avrebbe potuto picchiare i suoi genitori per i soldi, così una volta salimmo su un taxi con lui fino alla 48ma dove c'era un ristorante di proprietà di suo padre. Quello fu l'inizio della pazzia. Quindi, con il tassametro che ancora girava, facemmo ritorno nel New Jersey alla casa dei genitori di Dorian. I suoi genitori erano in salute e in gamba. La loro casa era costosa ed aveva sette acri di prato ben curato tutt'attorno. Non c'era però nessuna scritta di benvenuto fuori e questo mi rendeva un po' nervoso. L'intera stroia mi rendeva nervoso. Dorian ci lasciò fuori ed entrò dentro a discutere con sua madre. Lo sentimmo urlarle contro insulti terribili. Mi ricordava le litigate con mia madre, con l'eccezione che io non ero mai riuscito ad ottenere da lei così tanti soldi.
Per un po' a New York la droga fu chiamata "Chinese Rocks". Camminavi intorno per il Lower East Side e la gente ti faceva l'occhietto e poi dei cenni con le mani per farti capire che avevano la "Chinese Rocks". "La roccia". Era considerato un colpo di fortuna trovare le "pietre", dovevi avere molta fortuna.
Jerry Nolan e Johnny Thunders mi chiamavano spesso. Jerry mi veniva a prendere per andare in giro in cerca di droga. Gli Heartbreakers si stavano appena formando con John, Jerry e Richard Hell. Credo che questi ragazzi all'epoca fossero già tossicodipendenti e non era facile trovare droga. Non ci guadagnavi, era noioso e c'erano le fregature. (…) Richard Hell mi disse che avrebbe scritto una canzone più bella di "Heroin" di Lou Reed. Così gli rubai l'idea e scrissi "Chinese Rocks" quella stessa notte nell'appartamento di Deborah Harry.
Ho scritto la canzone parlando di Jerry che mi viene a chiamare per andare in giro. La strofa "la mia ragazza sta piangendo dentro alla cabina della doccia" parlava di Connie e la doccia era nell'appartamento di Arturo Vega. L'intro della canzone era la stessa roba che avevo usato per "Commando" e il ritornello di "53rd & 3rd". Ho scritto queste canzoni prima di "Chinese Rocks" e i Ramones avevano già suonato e registrato questi pezzi.
Al tempo in cui finii la canzone vivevo nella 10ma. Jerry veniva più che mai a cercarmi. Era perfetto perché il giro della droga si era spostato fra la 10ma e Avenue D, così il mio appartamento divenne un punto di incontro per il fatto di essere così vicino al movimento.
Una volta Jerry venne da me, ci facemmo un po' di roba e io gli suonai "Chinese Rocks". Lui la propose alle prove degli Heartbreakers. Quando Lee Childers cominciò a fare da manager per loro, "Chinese Rocks" fu il loro primo singolo tratto da "LAMF". (…) La canzone andò bene ed aiutò gli Heartbreakers ad iniziare la carriera. Era dedicata ai ragazzi di Norfolk Street, lo capisco, ma i crediti erano falsi. Johnny Thunders si è schierato contro di me per 14 anni, cercando di far credere di averla scritta lui. Che mossa di bassa lega da parte di questi ragazzi! Ma allora ero troppo fottuto per fregarmene.
Essere un drogato era la cosa peggiore. Non era mai divertente. Dava ad una persona un motivo per essere miserabile e così avevi tutte le scuse per farlo di nuovo.Connie si stava solo aggiungendo alla mia miseria e cominciavo ad essere felice quando non era a casa perché lavorava ballando al metropole.
Uno dei miei amici allora era Black Randy, uno dei punk più odiati in tutta la California. Randy poteva volare avanti e indietro fra Los Angeles e New York, con un vestito Brook Brothers. Derubava la gente per procurarsi i soldi per la droga ed era molto bravo a farlo. Era un freak, un drogato ed un imbroglione. La sua immagine da Wall Street era solo una facciata. Ogni volta che veniva a visitarmi dovevao procurargli la roba. Siccome era grasso era sempre difficile per lui trovare una vena dove iniettarsela.
Una volta arrivò al Village Plaza con un grosso rotolo di banconote. Io andai a Rivington Street sulla mia moto ad rimediare la roba per lui. Tutti gli spacciatori portoricani erano lì seduti che mi guardavano, ma siccome ero un cliente, mi lasciavano stare. Mi sentivo al sicuro intorno a Rivington e Norfolk Street, ma non era il mio quartiere e rischiavo a stare lì. Ma questo significava essere un drogato. (…)
La droga sembrava avesse delle decorazioni. Era tagliata con procaina. Dicevano che veniva dal Messico. Era in pietre marroni. Chinese Rocks. Ma loro insistevano che veniva dal Sudamerica. Furbi, ma non troppo. Era quasi una delusione ammettere che era più facile importare droga in America dalla Thailandia o chissà dove. Non era più raffinata come un tempo. (…) Dovevamo penderla lo stesso, oppure avremmo avuto una crisi d'astinenza, così la prendemmo. Farsi di roba tagliata con la procaina era come iniettarsi eroina mentre eri ancora sotto effetto della colla. Sapevo a cosa andavo incontro, ma ne presi due bustine lo stesso. Una per Randy ed una per me.Poi tornai in moto al Village Plaza.
Io e Randy ci sconvolgemmo subito parecchio e lui sembrava in overdose. Era veramente fottuto, nel suo trip di eroina e cocaina. Avrebbe potuto morire. Avrei dovuto chiamare la polizia, ma invece cominciai a gettargli acqua addosso usando il bidone della spazzatura come recipiente. Funzionò, grazie a Dio, e lui cominciò a risvegliarsi, anche se l'allagamento della stanza mi sarebbe costato una furiosa litigata con Connie. Quando si riprese, era abbastanza confuso. La prima cosa che disse fu: "Dee Dee… hai un po' di roba?". Era fatto così.
Più tardi quando Connie tornò a casa dal Metropole era davvero incazzata. "Dee Dee, cosa hai combinato? Non hai nemmeno da dirmelo, fottuto bastardo! Ti sei fatto di roba senza di me! L'intera stanza è allagata… cosa diavolo è successo qui?"
Non aspettò la mia risposta. Come un fulmine, afferrò una bottiglia di vino, la ruppe contro il termosifone e mi colpì con quella. Mi fece una ferita profonda. C'era sangue dappertutto. Strinsi un tovagliolo intorno al taglio e andai al St. Vincent a farmi mettere dei punti. Che poi, in seguito, mi sarei tolto da solo. Un paio di settimane più tardi mi beccai una coltellata al petto. Stavo cercando di stare lontano da questi due ragazzi, ma mi spinsero dentro un viottolo. "Controllo narcotici", mi gridarono in faccia. La cosa mi sorprese un po', ma reagii con cautela e dissi loro: "Mostratemi i distintivi". "Cosa sei, un ragazzo saggio?", disse uno di loro. Poi mi trascinarono dentro un viottolo di un palazzo disabitato. Tutti e due avevano coltelli tedeschi. Uno disse: "Posso bucarlo?", e lo stronzo che era con lui disse: "Yeah". Non c'era niente che potessi fare. Fui solo contento che non mi avessero ucciso.
Un mio amico aveva un loft al 6 East della 2 strada, proprio dietro l'angolo del CBGB, così era molto comodo per i Ramones. Soprattutto per Joey e me. C'erano tre loft nel palazzo ed una fabbrica al primo piano. Un pittore pazzo di nome Jimmy abitava all'ultimo piano. Sotto c'era un loft che sei travestiti di San Francisco chiamavano "casa". Al piano ancora sotto viveva Arturo Vega. Ad Arturo avevano tirato così tante volte mattoni attraverso la finestra, per colpa di fregature con la droga o per pazzesche storie d'amore, che è davvero un miracolo che qualcuno non se li sia beccati sulla testa.
Dietro al palazzo c'era un cimitero che era stato risucchiato dalla città. Alcuni dei cadaveri erano stati tumulati dentro al muro di mattoni. Una volta che staccai un mattone penzolante, venne fuori la mano di un uomo dal muro. La mano era tutte ossa, ma al dito c'era ancora un anello d'oro con un diamante. Un vecchio anello di fidanzamento che qualche fottuto doveva avere comprato all'estero. Il diamante era di due carati e mezzo e i soldi che ne ricavai mi bastarono per la droga di parecchi mesi. (…)
Le cose non mi andavano molto bene quando i Ramones iniziarono. Suonavamo di continuo al CBGB solo per sopravvivere. Per cercare di non spendere tutti i soldi in droga, cercai di entrare in un programma per la somministrazione del metadone, Flower and Fifth, un programma che durava 24 giorni a New York. Tutti i miei amici drogati hanno autografato la board di quel posto. C'erano tutti in quel programma. Johnny Thunders, Sid Vicious, Nancy Spungen, io… quasi tutta questa gente adesso è morta. Non voglio pensarci. Non so come sia riuscito a restare vivo dopo tutta la droga di cui ho abusato. Sono contento che lì avessero quel programma. Per quel poco che funzionò, rese la mia miserabile vita un pochino migliore. Ma questo tipo di vita fa davvero schifo.
Nancy Spungen era uno go-go dancer per gli Heartbreakers. Tutti ci sono andati a letto una volta e poi l'hanno scaricata. E non la volevano più intorno. (…) Non mi ricordo realmente di come conobbi Nancy. Ogni cosa accadeva così in fretta. Fu Connie a conoscerla per prima, perché Connie era una ex groupie dei Dolls ed era stata in giro molto più di chiunque altro. Ognuno aveva un comune interesse per droga, peccati e violenza. Più si era malati, meglio era. Una volta eravamo fuori a cercare droga, come avevamo sempre fatto, ma fummo derubati. Perdemmo soldi e roba. Eravamo troppo vestiti bene, sembravamo troppo ricchi. Io ero vestito completamente da Bay City Rollers e Connie aveva gli hot-pant, gli zatteroni ed un top a reggiseno. Quasi scatenammo una rivolta sulla 10ma strada. Fui contento di aver mollato i miei zatteroni proprio un paio di mesi prima sostituendoli con un paio di scarpe da ginnastica Keds. Con quegli stivali mostruosi che si mettevano i Dolls e gli Slade era impossibile correre. Connie era invece una professionista e non aveva problemi con gli zatteroni, che anzi facevano anche le funzioni di un'arma.
Finimmo al Gem in St Mark's Place, sbuffando senza fiato. E mentre cercavamo di riprenderci ci venne incontro Nancy Spungen che cominciò subito a sparare cazzate per rendersi ssimpatica con noi. Che risate! Nancy aveva un appartamento fra la 23ma e la Nona. Era al primo piano. Doveva averlo ottenuto tramite una truffa. Subito ci facemmo tutti. Poi Nancy diede a Connie i soldi e Connie montò su un taxi diretta fra la 1ma ed Avenue C. Quando tornò dall'acquisto di altra droga, ci facemmo di nuovo e finimmo tutti e tre sul letto cercando di fare porcherie. Non penso che sia successo niente di speciale, ad ogni modo è un ricordo sfuocato. (…)
Proprio in quel periodo una volta scappai da Connie con una ragazza che viveva in un loft vicino a quello di Arturo Vega. Tutti e due volevamo andarcene dalla 2° strada e trovammo un appartamento sugli annunci del "Village Voice". Lo presi. Era sulla 10ma strada, proprio nella zona della droga. Anche se uscivamo e vivevamo insieme, non sapevo ancora molto di lei. Cominciò a fare qualche lavoro di giorno. Era strana, ma gentile con me. Quando era al lavoro, Jerry Nolan veniva da me a drogarsi e qualche volta portava anche Johnny Thunders. Una volta la mia ragazza rimase a casa. Nessun problema, era una grande fan di Johnny Thunders ed era eccitata quando John e Jerry salirono. Il fatto fu che lei volle unirsi a noi con la droga, collassò e ci toccò spogliarla ed infilarla dentro la vasca da bagno piena d'acqua. Poi ci dimenticammo di lei. Più tardi quando uscì, ero rimasto da solo.
"Che è successo?", piagnucolò sorpresa. "Oh… ho dovuto gettarti dentro la vasca da bagno", le risposi. "Non lo avrai fatto davanti a Johnny Thunders, vero?" "Sì, l'ho fatto!", gridai. Più tardi, mentre eravamo a letto, lei si girò e cercò di abbracciarmi. Io automaticamente saltai giù dal materasso. Lei impazzì e cominciò a gridare: "Vaffanculo, Dee Dee! Vaffanculo! Non ti lasci mai baciare! Tutto quello che ti interessa è la droga!". Aveva ragione. Rompemmo poco dopo ed io tornai al loft sulla Seconda strada. Arturo mi riprese con sé. (…) Arturo Vega è stato un po' la matrigna dei Ramones. Voglio dire, una checca latina che cercava di farsi passare per francese. Nonostante fosse soprattutto un amico di Johnny, all'inizio ospitò me e Joey nel suo loft, che per noi diventò una specie di casa. Joey aveva un blocco notes dove scriveva alcune idee per canzoni come "Christmas in the Crypt". Scrisse anche "Succubus". Alle prove io e John ci guardavamo con la faccia di chi dice: "Ma che razza di linguaggio è questo?". Ho capito solo 20 anni dopo che parlava di una specie di donna mostro. Ad ogni modo, credo che Joey scrivesse come me. Non penso che ne sapesse nulla di accordi di chitarra, versi, ritornelli e intro. Qualche volta semplicemente suonava le sue canzoni strimpellando due corde su una chitarra Yamaha acustica e Johnny doveva fare del suo meglio per interpretarle. Johnny inoltre doveva mostrarmi le parti di basso, perché non avevo alcuna idea di come suonarle. Ma quando le facevamo venivano fuori alla grande (...). Tommy Ramone scrisse "I Wanna be Your Boyfriend" ed avremmo potuto farci milioni di dollari, perché i Bay City Rollers volevano suonarla. Ma questa è un'altra storia (...).
Comunque, nel loft di Arturo stavo meglio che da qualsiasi altra parte. Sapevo che Connie sarebbe venuta a cercarmi, offrendosi di fare pace o portandomi un po' di droga in regalo. Io dormivo su un materasso che Arturo aveva sistemato per me dietro uno striscione dei Ramone che divideva il loft, permettendogli di avere un po' di privacy da Connie, Joey e me. Arturo finì per passare 24 ore al giorno insieme a me e Joey. Doveva combattere con un sacco di pazzie, ma in fondo anche lui era pazzo. Credo che in lui si sia formata una sorta di risentimento nei miei confronti, che è durata fino ad oggi. Non ci siamo mai stretti la mano, nè siamo mai stati amici. Ma all'epoca lui faceva tutto questo per l'arte. Sì, arte. Era un artista pazzo, ma di grande talento. Ed anche molto fico. Vedeva il punk come una specie di nuovissima tela sulla quale dipingere. Per i Ramones divenne il direttore delle luci, il disegnatore delle t-shirt e il grafico ed è venuto in tour con la band per un sacco di tempo (...).
Il mio amico Egg venne a trovarmi una volta che non c'ero. Stava per lasciare New York per andare a Cleveland. Era venuto per salutarmi, ma io non stavo lì, così lui lasciò sul mio letto una candela che aveva fatto per me. Che bello, pensai quando la vidi. Egg mi aveva lasciato un regalo. Wow! Mi sentivo proprio bene e mi ricordai che avevo una potente pillola di Thorazina che un funzionario del programma Flower and Fifth mi aveva dato per un trattamento extra. Connie mi aveva avvertito di non prenderla e mi stava guardando, così dovetti tenerla nascosta finché lei non se ne andò. (..) Accesi la candela, presi la pillola e la mandai giù con una pinta di porto di marca Gallo. Mi sentivo felice come non lo ero da tempo, ma la felicità durò poco. (...) Mi resi conto che erano arrivate Elaine e Connie, ma la Thorazine mi aveva messo al tappeto. Nessuno fece caso alla candela, che si sciolse facendo cadere la fiamma sul pavimento. Prima che ce ne potessimo accorgere, il fuoco si era già sparso per il loft. Connie era fuori di se' e cominciò a tirare barattoli di vernice sulla fiamma, alimentandola. "Ognuno faccia il suo lavoro con la vernice!", gridò. "Moriremo tutti!". Elain cercava di fermarla. "Perché succede a me?", pensavo.
A volte non ce la facevo proprio ad affrontare un problema dopo l'altro. Come Jimmy, il travestito pazzo che viveva al piano di sotto. Che bastardo. E' un caso che il loft non abbia preso fuoco qualche milione di volte, per la gentaccia che lui ci portava (...). Oltre ad essere un frocio, Jimmy era anche un artista ed era anche più pazzo di Arturo Vega. Un grande bevitore ed un vero ragazzo malato.. o ragazza, per lui era lo stesso. Un giorno arrivò sua moglie e lo trovò vestito da donna. Il bastardo era sdraiato sul divano, ubriaco e drogato a morte. Aveva un vestito da sposa, il trucco sugli occhi, il rossetto ed una ridondante parrucca bionda. Era piuttosto volgare. Cominciarono subito a litigare e si potevano sentire le urla sia dal loft di Arturo, che dalla strada, dove si era radunata una piccola folla a sentire.
"Frocio bastardo!"
"'Fanculo Mary!"
"Ti piacerebbe!"
"Sparisci, sorella!"
Finalmente lei se ne andò e non la vedemmo mai più. Tutti nella strada urlarono di gioia. Jimmy si affacciò in finestra e promise di organizzare una grande festa per festeggiare la sua grande fortuna. (...) Alla fine, Connie mi diede l'ultimatum. Venne da me con un coltello da macellaio il giorno prima. non so come, ma riuscii a toglierlo.
"Ora ascoltami, dolce Connie. Per favore cara, calmati. Rimetti il coltello in cucina, basta con gli scontri oggi, okay? Non ce la faccio più. Sono davvero stanco".
Connie mi guardò con i suoi brillanti occhi gialli pieni d'odio. Uno sguardo che avrebbe fermato anche un poliziotto.
"Dee Dee, frocio fottuto", mi gridò. (...)
La vita diventava sempre più pazzesca ogni giorno. Fu un bene per me che i Ramones avessero cominciato ad andare in tour. Facevamo concerti in giro per le piccole città degli stati del nord est e questo mi diede la possibilità di stare lontano dall'East Village per un po'. Era dura per me continuare a trovare droga, così passai all'alcol. (...) Stavo diventando davvero un tossico. Penso che i Ramones mi abbiano davvero salvato, tenendomi lontano dalla strada. Ogni musicista che ho conosciuto a quel tempo diceva la stessa cosa: "Oh... ero così felice quando andavamo in tour. Avevo un posto dove stare, ogni giorno in albergo". Ma quando finiva, non c'era più niente da fare. I Ramones erano la mia famiglia e la mia assicurazione. Andavo e trovavo un pasto, un posto dove stare ed un altro dove suonare. Ma fin dall'inizio la mia relazione con gli altri del gruppo fu sempre difficile, perché pensavo che non mi capissero. Probabilmente ero io, con le mie cazzate, a minacciare la sicurezza della band. John, Joey e Tommy avevano qualcosa che io non avevo. Non so come fosse la situazione nelle loro famiglie, ma io mi sentivo diverso, perché alla fine della giornata, io non avevo un posto dove andare, loro sì. Tommy non avrebbe lasciato entrare nessuno nel suo appartamento. Non ci voleva gente lì. Quando bussavi, rispondeva da dietro la porta e dovevi aspettarlo fuori. I genitori di John erano sempre molto gentili con me. Sono stato parecchio con loro. A suo padre e sua madre piacevo. Ma ho sempre pensato che gli altri ragazzi avessero una sicurezza che io non avevo. Non avevo un posto dove andare e dove crescere e penso che sia per questo che ho avuto sempre una vita per conto mio.
Credo che mi sia salito un forte risentimento nei confronti degli altri ragazzi. Mi sentivo some se non avessi voluto stare con loro, nè loro volevano stare con me, ma nonostante questo ci eravamo messi insieme. E la persona che rese sempre le cose più difficili fu Johnny Ramone. Ma so bene che io ho causato un sacco di problemi ed arrabbiature, così come la gente ha fatto con me. Non è colpa di nessuno. Nessuna band dura poi così a lungo.

Prossimo capitolo: "Un viaggio in Inghilterra"

 

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