Poison Heart

Capitolo 6: "Casa è dove sta l'inferno"

Vedere Joey Ramone a Forest Hills era una sensazione davvero strana. Joey era molto alto ed aveva un'acconciatura rossa afro, modellata su quella di Jimi Hendrix. Era chiamata "The Explosion" ed era il tipo di taglio che potevi farti da Paul Mc Gregor nell'East Village. Joey sembrava proprio un drogato. Era facile vederlo vestito con un giacchetto giallo con le frange di Paul Sargent, pantaloni color ciliegia marca The Naked Grape, mocassini invece di scarpe da ginnastica e quegli occhiali colorati da fricchettone che usa ancora oggi.
Joey era il mio compagno di bevute. Compravamo una bottiglia di vino, la mettevamo in un sacchetto di plastica e ci sedevamo a berla. A mia madre Joey piaceva molto, il che era strano. Era contenta se lui passava a cercarmi, me lo riferiva sempre: "Oh, è passato Joey", ma non mi riferiva mai di quando passava chiunque altro. E mi faceva sempre delle domande su di lui. Le dissi che non conoscevo neanche me stesso. In seguito rimasi molto sorpreso quando Joey si trasferì ad Union Turnpike a stare in un appartamento tutto suo. Non so come fece.
Poi c'era Ira Negel, uno dei nostri amici che viveva a Forest Hills. Ira suonava il basso e possedeva un perfetto giacchetto da motociclista marrone. Era un ragazzone dal cuore altrettanto grosso, aveva un faccia buffa e si lamentava spesso. Alla fine non si sarebbe potuto unire alla band, sua madre non lo avrebbe mai lasciato andare. Anche se la madre di Ira era a quel tempo abbastanza fica e non si preoccupava molto di avere l'appartamento pieno di ragazzi che fumavano erba invece di andare a scuola. Quindi c'era il misterioso Tommy Ramone. A quel tempo si faceva chiamare Scotty, un nome inventato, come Dee Dee. Forse il fatto di essere arrivato in America dall'Ungheria gli faceva apprezzare di più le cose semplici. Io ero molto più distruttivo. Per un periodo vivemmo insieme in un appartamento di Debbie Harry ed io ammirai come Tommy dava importanza alla sopravvivenza di un minimo di decenza ed umanità all'interno del nostro gruppo. Tommy andava al supermercato e comprava hamburger e patate e tornato a casa le cucinava, mentre io me ne stavo sdraiato con in mano mezza pinta di brandy. Meglio avere un compagno di stanza come lui che come me. (…)
Finalmente gli Stooges vennero a New York. C'era un annuncio sul Village Voice del loro arrivo. Fecero uno show all'Electric Circus e io ci andai con la mia ragazza Linda e il mio amico Egg con la sua ragazza, Bennie.
Ad Iggy non piaceva New York. Lo disse a tutti. Era salito sul palco tardissimo, perché si era fatto d'eroina nel backstage e non riusciva a trovarsi una vena libera sul braccio. Iggy era famoso per il suo collare da cane, i guanti d'argento e i calzoni rossi, ma quando venne fuori aveva addosso solo i calzoni rossi. Si rovesciò addosso una lattina di vernice argento e comincò a ruotare attorno in un mucchio di roba scintillante. Dopo vomitò sul pavimento e ci si sdraiò sopra spalmandoselo addosso.
Scott Asheton, il batterista degli Stooges, aveva una grossa svastica dipinta sul retro del suo giacchetto da motociclista. Erano pesanti ed arrabbiati. Quella notte suonarono la stessa canzone per venti minuti. Una volta ogni tanto si fermavano, Iggy gridava: "Take It!" e ricominciavano. Aveva solo due accordi e le uniche parole della canzone erano: "I want your name, I want your number". Qualcuno gridò: "E' il fantasma di Mick Jagger!". Iggy sembrò non apprezzare quel commento e se ne andò. Gli Stooges non tornarono a New York per parecchio tempo.
La mia prima macchina fu un maggiolino Volkswagen. Vivevo ancora a Forest Hills ed avevo messo da parte i soldi lavorando alla posta. Io, Richie Stern e Johnny Ramone avevamo tutti e tre un lavoro. Cercavamo di risparmiare dei soldi. Quella era la nostra piccola rivincita sulla società.
Quando mia madre scoprì che volevo una macchina fu contenta. Pensava che l'avrei portata a Rockaway Beach l'estate o qualcosa del genere, così mi suggerì di scrivere a mio padre una lettera per chiedergli dei soldi. Lo feci, e lui mi rispose con una lettera di vaffanculo. Fu la fine tra me e lui. Era un inutile bastardo e lo odiavo e non so proprio come mi venne in mente di chiedergli di comprarmi una macchina. Cristo, fu una cosa stupida e mia madre fu stupida a suggerirmelo.
Come al solito ero da solo. Così andai all'edicola della 66ma strada vicino al Trylon Movie Theater e comprai una copia del "Buy Lines". Controllai la lista delle macchine straniere nella sezione dedicata alle auto. Egg mi diceva di comprare una Dodge Dart o una Chevy Nova, ma non volevo ascoltarlo (…) e mi comprai una Volkswagen. Era già bella che andata quando la comprai da un ragazzo ad Elmhurst. Quando tornai a Forest Hills mi accorsi della fregatura perché la macchina non ne voleva sapere di riaccendersi. Allora chiamai Tommy, perché era il tipo che ci capiva di tutto. Arrivò sulla sua Dodge Dart e parcheggò davanti alla mia macchina. Quindi mi ricaricò la batteria. Quando se ne andò, io guidai fino al lavamacchina su Woodhaven Boulevard, entrai dentro e pagai i soldi al tipo che stava lì. Non sapevo che fare, il tipo non parlava inglese… così guidai la macchina dentro al tunnel. Era buio, presi in pieno una delle spazzole rotanti, la macchina uscì fuori dalla rotaia e si ruppe il parabrezza. Tutto il sapone cominciò ad entrare nella macchina. Fu una cosa abbastanza sconvolgente. (…)
Quando cominciai ad assumere droghe, la mia energia di maniaco nervoso si trasformò da quei movimenti di nervosismo, come sbattere le penne sul tavolo o cercare di imitare il verso degli uccelli, con i quali si manifestava in ispirazione per scrivere canzoni. Ero pronto a prendere Lsd, Speed ed erba se necessario. La mia mente era una bomba a tempo, pronta ad esplodere con i suoi demoni che spuntavano dai confini di ciò che mi proteggeva dalla realtà. Componevo tutto in questo modo, avevo in testa dal wha-wha ai feedback. le melodie vocali e tutte le parti di batteria di centinaia di canzoni. Le avevo archiviate tutte nella mia testa e misi un po' di queste parti insieme per comporre la mia prima vera canzone. Erano canzoni "power rock". Le mie capacità musicali erano talmente limitate in quel periodo che non avrei potuto comporre in nessun altro modo. Era tutto nella mia immaginazione. Nessuna di questa canzoni sarà mai documentata, ma è un buon modo per me di ricordami del passato. Una delle canzoni che scrissi in quel periodo, forse la mia prima si chiamava: "I Can't Do It":
"Non posso farlo, non posso farlo,
non posso cambiare il mio domani
davanti alle scale per l'inferno".
Un'altra canzoine faceva così:
"Casa è dove sta l'inferno,
ed ora sono a casa, con i miei amici
ci divertiamo, abbiamo un tubetto di colla
e ci spariamo una tavoletta di Sunshine"
Un brutto periodo mi ispirò a scrivere "Questioningly" che composi con una chitarra folk ed insistetti per farla sentire a mia madre appena la ebbi finita. (…)
Quindi scrissi la mia prima canzone punk-rock con la mia chitarra elettrica. Era una vecchia K solid body e la porgava con me ovunque. la canzone era chiamata "I Don't Wanna Get Involved With You", alla quale presto fecero seguito altre canzoni, come "53rd & 3rd", "Loudmouth", "I Don't Wanna Go To The Basement", "Now I Wanna Sniff Some Glue" e "I Don't Wanna Walk Around With You". Facevo ritorno spesso a Forest Hills per vedere Johnny Ramone e Joey. Cercai di mettere su la mia band in città, ma non funzionò. Allora risposi ad una inserzione sul magazine di Warhol, "Interviews", nella quale si cercava un chitarrista per i Neon Boys, una band in cui militavano Tom Verlaine e Richard Hell, ma non era quello che cercavo. Dopo quando Richard Loyd si unì a loro e si chiamarono Television, divennero molto bravi.
Quando i New York Dolls suonarono a Manhattan fu come se fosse scoppiata di nuovo la beatle-mania. Ogni argazzo in città voleva mettere su la sua band. Fui molto felice di vedere suonare i New York Dolls. Mi ispirarono qualcosa di puramente rock'n roll. Mi piaceva Johnny Thunders per il suo modo di suonare la chitarra e le canzoni che scriveva. Ma realizzai quanto fosse grande solo quando nacquero gli Heartbreakers.
Prima che i New York Dolls si sciogliessero nel 1973 o 1974, Lacolm Mc Laren venne a New York nel tentativo di riportarli in auge. Gli fece mettere addosso dei giacchetti di pelle rossa e li fece suonare all'Hippodrome, un club di Manhattan. In un certo senso, fu il loro show più professionale, ma non li portò da nessuna parte. Alcol, problemi e sfortuna li avevano già uccisi.
Dopo che i Dolls si sciolsero, la piccola scena rock'n roll di Manhattan si spense un po' ed era difficile trovare spazi per suonare. Lenny Kaye, Buzzy Lineheart e Patti Smith suonarono al Max's Kansas City, ma fu tutto qui. Poi cominciarono i Television prepararono la strada ai Ramones e ai Blondie.

Capitolo 7: "Take it!"

 

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