Chi salverà il rock'n'roll, in questi patri
confini sempre più avvezzi a soddisfare ragazzini brufolosi con lo skate, piuttosto che gente
in cerca di bar fumosi, birra e belle donne? La ricerca alle volte si fa disperata e sono
contento di aver colmato negli ultimi tempi la grave lacuna di non aver mai sentito i Chronics,
band bolognese che ha già convinto gente piuttosto quotata oltre confine e che adesso sembra
poter avere un briciolo di esposizione in più, dopo un concerto sul palco del Flippaut Festival ed un
cd per un'etichetta romana che racchiude il meglio della loro produzione. Ve li presento.
Iniziamo con una doverosa storia del gruppo per chi non vi conosce.
Stefano: "Tocca sempre a me rispondere a questa domanda. Più o meno tutto è iniziato
nel 1996 sotto diverse spoglie con Gabriele Balducci al basso e lo Shiba alla
batteria e il sottoscritto, ovviamente. Abbiamo utilizzato diverse sigle e nomignoli
nel periodo che va dal 96 al 98 e poi siamo diventati Chronics dal 98 con un
codazzo di squallidi imitatori in Svezia e non solo. Le basi musicali erano più o
meno quelle di oggi (forse è ora di crescere) : RnR, RnB, Garage sound, Soul,
punkrokke eccetera. Shiba aveva suonato anche nella rock band felsinea RudePravo,
Gabriele era un appassionato di sonorità 60's, io volevo mettere su un gruppo in
grado di fare qualche disco e di suonare i pezzi che avevo in testa… insomma,
tutto nella norma. Nel 1999 la Rip Off Records ha pubblicato il nostro primo ed
unico singolo, poi dopo circa un anno Gabriele è uscito dal gruppo lasciando il
posto vacante a Robbè, reduce dall'esperienza coi Lambrusko Kids (gruppo ad alto
tasso etilico). Nel frattempo abbiamo dato alle stampe un Lp nel 2002 con la
Demolition Derby e di recente è uscito in tiratura limitata(per ora) un cd per la
Hate Records di Roma contenente quanto uscito in vinile più degli inediti.
Ora stiamo per entrare di nuovo nei nostri(???) studios per sfornare il meglio che
ci riuscirà di fare e in ultimo una quasi news: Shiba stanco di troppo RnR a
ottobre molla il colpo e noi dovremo rimpiazzarlo dietro i tamburi… che palle!!! E'
un vile e un traditore…..ma sarà poi vero? Comunque c'è quello li che suona nei
Foo Fighters che ha chiesto di fare un provino".
Avete pubblicato due dischi per due etichette assai influenti e ben considerate, Demolition Derby e
Rip Off. Come ci siete arrivati e in generale che pensate di queste etichette? Siete soddisfatti del
trattamento?
Roberto - "Il primo aggancio fu dei più classici… demo spedito per posta a Greg Lowery alla Rip Off e inaspettata telefonata di ritorno (per altro ricevuta dalla mamma di Shiba con conseguenti problemi di comprensione)… in seguito usando gli strumenti più moderni di comunicazione transoceanica (il fax) siamo riusciti ad accordarci per due brani da mettere sul singolo.
Con Kris Verret della Demolition Derby è stato ovviamente più facile: il singolo su Rip Off era un biglietto da
visita sufficiente per evitare di essere ammassati insieme agli altri demo che avevano ricevuto…
Ci siamo trovati bene con entrambi e siamo ovviamente orgogliosi di fare parte della loro scuderia di
gruppi insieme a Rip Offs, Electric Frankenstein, solo per citarne alcuni… l'attenzione che c'è per una
band italiana che produce all'estero è sempre maggiore, anche se forse esagerata. Penso che i nostri pezzi
sarebbero stati validi anche se fossero usciti per una etichetta italiana.
L'unica complicazione è che tutto sommato i dischi sono di difficile reperibilità nel Belpaese. Ecco
perché per la terza uscita siamo andati a cercare la Hate records a Roma".
Il primo a parlarmi di voi è stato Alex Vargiu. L'ho incontrato alla posta dove tutti e due eravamo a
spedire pacchetti e m'ha fatto una testa così su di voi. Poi però non sono riuscito a venire a vedervi
quando avete suonato a Roma. Com'è nato questo link con la "scena" romana e poi il cd per Hate?
Roberto - "In realtà Alex Vargiu è innamorato e ricambiato da Stefano, per farli incontrare più spesso
abbiamo organizzato alcune date assieme ai Dissuaders una delle quali al Sonica a Roma lo scorso aprile…
tra parentesi ti sei perso una bella serata, se non altro per gli abiti da palco del Vargiu!!!
Abbiamo contattato la Hate perché appunto volevamo fare una produzione che potesse girare di più in
Italia e raccogliere i pezzi che prima erano solo su vinile su cd insieme ad altri inediti, compreso un
paio di cover "live in studio". Pierluigi si dimostrato subito interessato alla cosa ed eccoci così parte
della scena romana!"
Stefano- "E' impossibile non amare il Vargiu, è un grande personaggio. Non capisco cosa aspettino
a fare uscire un bel disco questi Dissuaders, sono senza dubbio meglio di ogni altro gruppo prodotto
ultimamente dalla Rip Off; mi farebbe piacere se uscissero con una produzione straniera e se sviluppassero
ulteriormente la vena pop che c'è in loro".
Vi siete ritrovati sul palco del Flippaut (o come cazzo si scrive) insieme a tutto l'hype del mondo
underground. Com'è stata l'esperienza? Avete avuto modo di conoscere qualcuno delle band headliner? E
in genere che pensate di gruppi come quelli che hanno suonato lì?
Roberto - "E' stata una gran cosa… molto divertente, e dobbiamo ringraziare Corrado Rizzotto di
Indipendente che ci ha voluto sul palco nonostante le complicazioni. Un palco del genere ce lo ricorderemo
a lungo! I contatti con le altre band sono stati abbastanza rari, anche perché erano tutti impegnati a
fare interviste e promozioni. Noi ci siamo limitati a svaccarci nell'area vip approfittando del buffet, e
a guardarci i concerti dal lato palco. Il giudizio sui gruppi che hanno suonato è abbastanza soggettivo,
la qualità in generale era molto alta, l'organizzazione del backstage fra batterie, pedane mobili,
valanghe di amplificatori vintage, rastrelliere di chitarre ovunque, era pazzesca. Comunque
Turbonegro e QOTSA su tutti!!! A me non sono dispiaciuti anche i Kills, sulla band
che ha chiuso il festival ho serie perplessità!".
Stefano - "Perché? Chi è che ha chiuso il festival? Divertente e istruttivo, bisognerebbe farlo più
spesso. I White Stripes dal palco non erano male…chi era sotto invece si è lamentato della loro
performance così come della nostra. Meg però ha troppa poca forza in quelle braccine!".
Di solito ingaggio furibondi bracci di ferro con chi sostiene che la scena italiana fa cagare e che
si stava meglio quando si stava peggio. Io che sono un vecchio scureggione ho l'impressione che non ci
sia mai stata una scena così attiva. Voi che ne pensate? Quali sono le band italiche che vi piacciono e
quelle che proprio non sopportate? Non siate diplomatici, orsù, fatevi qualche nemico...
Roberto - "La scena italiana sembra essere in buona salute, in alcuni casi fa cagare, altre volte
non esiste proprio. Dipende un po' dal posto, dalla gente e dalla 'next big thing'. I gruppi ci sono,
molti non hanno nulla da invidiare a quelli stranieri - se non di non essere in heavy rotation su Mtv -
ora c'e' anche un canale tv satellitare che si interessa anche di band locali e le filma live e in sala
prove, ma i locali per suonare sono sempre pochi e difficilmente reggono una programmazione continua,
mancano studi di registrazione a prezzi decenti e a qualità buona, produttori rock che possano
darti una mano a tirare fuori due suoni decenti dalle tue registrazioni a meno che tu non sia in lizza
per il festivalbar. Per farci dei nemici basta dire che non reggiamo la sindrome da Ramones-wanna-be che
sembra colpire parecchi gruppi dello Stivale. Ci piacciono Dissuaders, Valentines,
Forty Winks, Peawees, STP, Atomsmashers e sopra tutti
Paolino Paperino Band".
Stefano - "A me non piace nessuno, nemmeno i Chronics. Mi piacciono i Julie's Haircut e da
regazzino ammiravo i Birdmen of Alkatraz e i Pikes in Panic. Ve li ricordate?"
Dicendo di odiare la "Ramones-wannabe" mania vi siete fatti nemico proprio me!!!. Spiegatemela meglio...
non è che a me piacciano i cloni, per carità, ma sinceramente credo che l'Italia abbia dato il meglio
di se' proprio con i gruppi Ramones-oriented...
Roberto: "La differenza è proprio quella che dici tu : anche a me piacciono i Ramones e
i gruppi Ramones-oriented, non mi piace, ragionando sulla "scena", che ci siano così TANTI cloni ...
voglio dire che ci sono anche altri gruppi e altri stili da prendere come esempio..."
Mi descrivete un po' la scaletta del cd per Hate, contiene i brani dell'Lp per la Demolition Derby...
e poi?
Roberto: "Il Cd per hate è stato concepito insieme all'etichetta stessa, la nostra proposta
iniziale era diversa, avevamo dato piu' spazio alle registrazioni "studio live", ma poi abbiamo concordato
di pubblicare tutti i brani dell Lp su Demolition Derby, piu' i due pezzi del singolo che uscì su Rip Off
nel '99: questo perchè erano usciti solo su vinile e avevamo sempre più richieste di materiale su supporto
cd... poi avevamo altri sei pezzi inediti - tra i quali N.Y. Queen che secondo me è un gran pezzo - lo
posso dire perchè quando è stato scritto io non ero ancora con la band...".
Stefano: "Poi due pezzi live in studio, due cover scelte da una sessione di 8 registrate in presa
diretta in studio a Scandellara (Bologna), che è stato un esperimento per vedere come potevano suonare
queste canzoni semplicemente suonandole e senza la metterci le mani dopo... alla fine sono 20 pezzi e
siamo molto orgogliosi del risultato finale, è bello (e anche molto pratico) avere gran parte della nostra
produzione su un disco solo...".
Roberto: "Il prossimo mese andremo di nuovo in studio a registrare pezzi nuovi per cercare di
produrre qualcosa per il prossimo anno".
Avete parlato di sixties, r'nr', garage come vostre basi musicali. Ma qual è il gruppo (o i gruppi) che
hanno spinto ognuno di voi a dire: "Okay. Voglio fare la stessa cosa"?
Roberto: "Tutti e nessuno! l'idea è quella di cercare di suonare dei pezzi che siano più Chronici
possibili. Si cerca - sottolineo "cerca" - di suonare la "nostra" musica, che ovviamente trasuda
riferimenti e ispirazioni, e sta a te che ascolti il cd trovarli, ma non vogliamo fare "la stessa cosa"
di nessun altro. Per quanto mi riguarda il mio primo concerto serio da spettatore fu a quattordici anni,
quello dei Lyres ancora negli anni 80, e loro mi fecero esclamare quella frase... vorrei fare una
cosa così. Ma i miei gruppi preferiti di sempre sono Pretty Things, Stooges, Ramones,
Real Kids, Love, Kinks... e poi vado giù de capa per la Motown e il blues de
na volta tipo Willie Dixon, Jimmy Reed and company... ognuno di loro mi ha spinto a dire:
okay voglio fare la stessa cosa!!!".
Il vostro logo assomiglia molto a quello dei mod. Un caso o è voluto?
Stefano - "Non ne so nulla…abbiamo dato carta bianca al nostro bassista-architetto e guarda
cosa ti tira fuori. Comunque i Creation erano grandiosi".
Roberto - "Aridajie! Giuro che lo cambio! In realtà è un sombrero visto dall'alto… no! È il logo
dei Chicago Cubs … no! È un mirino per il tiro con l'arco …no! È il simbolo della Royal Air Force …no! È
un cerchio blu con una C rossa nel mezzo…".
Be Nice to Mommy - (luglio 2003)