
L'opera prima della regista documentarista KIMBERLY PEIRCE, ci guida in un
triste microcosmo
governato dall'ignoranza dei valori maschilisti,calato all'interno di una cittadina squallida e senza prospettive; è la truce storia di
una ragazza (Teena Brandon) che decide di abbandonare la sua identità femminile per diventare un uomo (Brandon) ed
abbracciare tutti i riti e i comportamenti che questa scelta comporta, andando fino in fondo, con il suo coraggio, la sua dolcezza
e le sue bugie.
Ed è proprio attraverso la sua personalità che riesce a conquistare la simpatia e l'ammirazione di un gruppo di ragazzi di Falls
City, i quali lo inizieranno ad una vita fatta di espedienti,di alcool e di droga. Qui conosce Lana, una ragazza insoddisfatta della
propria condizione che sogna di andare via da quel posto,che si sente limitata anche dall'amore ossessivo ma silenzioso di John
(Peter Sarsgaard), ragazzo con gravi problemi psicologici, uscito da poco di galera, che cerca di fare di tutto per proteggere
la sua “ragazza”.
L'amore tra Lanna e Brandon è apparentemente impossibile, ma in un secondo momento si libera dalle barriere sessuali per
andare più a fondo e farsi più intenso; ma proprio in quel momento subentra l'ignoranza, la paura per il diverso; la legge del più
forte rappresentata dalla rabbia del capo branco che finirà con il prevalere.
Difficile non notare la straordinaria interpretazione di Hilary Swank (nei panni di Brandon) che fin nelle prime sequenze si libera
del ruolo di brava ragazza; subito dopo viene un volto già noto del cinema underground americano di Chloe Sevigny
(protagonista in KIDS) che recita la parte della tipica ragazza a cui va stretta la vita da emarginata.
Nel complesso ne esce un film che tocca una tematica molto delicata con estrema concretezza tratta da una storia realmente
accaduta, che ci apre gli occhi di fronte ad una realtà apparentemente lontana ma non per questo poco drammatica; e che ci fa
riflettere già dal titolo: I RAGAZZI NON PIANGONO.
Frappa