Angry Brigade Tour 2000: punk's not dead!

Il pubblico al RainbowQuesto è il rapporto di una manifestazione consumata quasi in sordina ma che è stata riconosciuta come l'evento punk rock più significativo dell'anno 2000. Le sonorità dei gruppi partecipanti di certo non potevano raggiungere il pieno consenso di un pubblico alternativo troppo commerciale, ma la media di 750 paganti a serata per quattro date ci ha fatto capire che il Punk classico, ironico, stradaiolo, quello cantato in inglese (per intenderci) non è morto e troverà sempre nuovi fanatici. Ma sarà questa recensione, ricca di interviste, a farti capire com'era l'andazzo e cosa frullava nella testa di questi musicisti dannati!
Un ringraziamento a Marco Ercolani di Transglobal Underground, nonchè autore di questo articolo e a Simone de Rosa che ci ha immortalato con il suo obbiettivo fino all'ultimo accordo.

Senza alcun dubbio quello che state leggendo è in assoluto il live-report più in ritardo mai uscito nella storia della musica, ma per raccontare e commentare alcuni concerti occorrono lunghe e numerose riflessioni, specie se si è consapevoli che quello a cui si è assistito non è stato un semplice "raduno" di 6 gruppi più o meno conosciuti nell'ambiente punkrock nostrano, bensì uno dei primi esperimenti, nel suo genere, di vero e proprio "carrozzone ambulante", qualcosa a mo' di Ozzfest o tipo gli sporadici tour organizzati da altisonanti nomi stranieri. Grazie agli sforzi di Lorenzo e Dario, rispettivamente promoter dell'Angry Management e produttore della Tre Accordi Records, l'Italia ha potuto conoscere ed apprezzare alcune fra le migliori band di ieri e di oggi, tramite uno spettacolo itinerante che è passato, citando solo qualche località, da Milano, Vicenza e Roma, uno spettacolo che è stato capace di accomunare realmente i ragazzi di quelle città, uniti per un'ennesima volta dall'amore per la vera musica, quella della strada.
Dopo una breve ma doverosa introduzione, mi appresto a descrivere nella miglior maniera possibile la serata di Milano. Il locale prescelto è il Rainbow, conosciutissimo club che, se da un lato ha il difetto di essere frequentato abitualmente per lo più da fighetti finti-alternativi (a cui piacciono da morire le selezioni notturne del resident-dj a base di Blink 182, Green Day e Limp Bizkit), ha dall'altro l'innegabile pregio di condurre una politica di "livellamento prezzi", ossia il costo del biglietto d'ingresso è sempre di 15.000 lire consumazione compresa (almeno per quanto riguarda i gruppi italiani). Questo è stato senz'altro una notevole spinta per chi è stato tanto furbo da cogliere l'occasione di vedersi ben 7 gruppi spendendo la stessa cifra che per vederne uno soltanto.
Purtroppo però, sebbene rispetto ai manifesti pubblicitari (che indicavano come orario d'inizio le 18) questo fosse slittato aldilà delle 19.30, ben pochi erano i presenti quando sono saliti sul palco i BRAMA. Vengono da Genova e hanno finora all'attivo un solo demo, peraltro vecchio già da qualche anno, eppure non esagero se affermo che sono stati uno dei gruppi che mi ha colpito di più: nulla di eccezionale, nessuna rivelazione, intendiamoci, ma sicuramente la loro aggressività accoppiata ad un atteggiamento sul palco a metà tra la cattiveria HC e l'esibizionismo glam (mi riferisco rispettivamente al "mr. piercing-tatoo man" cantante e all'abbigliamento del chitarrista) gli hanno procurato più di un elogio fra quanti li hanno potuti ammirare in queste occasioni. Pochissimi i presenti, dicevo, ma il combo non sembrava avvedersene, almeno in apparenza, tanto era intento ad aprire una serata così importante; un misto di punk e HC melodico buono per pogare ma ben lontano dal pop-punk oggi imperante. Ma è meglio che siano gli stessi BRAMA a parlarcene…
D. Avete appena terminato il concerto della data dove l'Angry Brigade Tour "gioca in casa". Come vi è sembrato?
R. L'organizzazione senz'altro è molto buona, purtroppo abbiamo dovuto suonare in un orario in cui la gente era ancora poca. Comunque noi ci stiamo lo stesso… basta suonare e suoniamo ovunque!
D. Ne deduco che la vostra carriera live è già ben avviata…
R. Sì, ma il concerto di stasera però è molto importante; pensa che, parlandone ieri fra di noi, venivano fuori frasi come "mi sento prontissimo come non mai" e continui richiami a "la data di Milano"! Abbiamo fatto un mucchio di concerti sia a Genova che in provincia, ci siamo spostati anche fino a Bologna, ma questo di stasera è stato veramente un bel gig!
D. Da quanti anni esistono i BRAMA?
R. Così come Brama esistiamo da 4 anni, prima suonavamo sempre insieme ma il genere era diverso… grunge.
D. Saputo questo, mi accingo a troncare l'intervista quanto prima! (risate collettive) Com'è la situazione a Genova, relativamente al vostro/nostro genere?
R. Pessima. La scena musicale è pessima, mancano i posti per suonare, a parte quei 3 centri sociali che ci sono… Genova è molto "tendenziosa", ossia come c'è un nuovo filone, un nuovo trend, tutta la gente gli va dietro. Quindi, siccome i locali sono 3 o 4, se solo uno di questi ospita un gruppo che magari è stato sentito un po' di più in giro, rientra nel trend insomma, automaticamente tutta la gente confluisce là e lasciano a secco gli altri. A Genova si deve stare attenti a dove suoni e soprattutto in che serata! Diciamo che se non sei conosciuto è difficile che ti vengano a vedere, a meno che non sei di supporto a qualche gruppo famoso! Anche il pubblico non è molto buono, nel senso che durante il concerto anche se gli piaci stanno là fermi come pesci bolliti!
D. Almeno fra i gruppi genovesi c'è collaborazione o manca anche quella?
R. Qualche anno fa sì, ultimamente invece è aumentata la rivalità, soprattutto per trovare i posti dove suonare: non ce ne sono molti, e questo porta a delle competizioni fra i gruppi.
D. Tanto per citare un nome delle vostre parti abbastanza conosciuto, che mi dite dei Kafka, rientrano fra i vostri amici o no?
R. Sicuramente sì, con loro siamo in buoni rapporti e non abbiamo mai avuto problemi. "Purtroppo" non fanno un genere che lega benissimo col nostro, in quanto il loro è molto più HC, cosa che non ci porta a suonare spessissimo assieme.
D. Avete qualcosa di registrato da far girare?
R. No, praticamente un cazzo. Solo 3-4 anni fa abbiamo registrato un demo, mentre più di recente abbiamo realizzato un promo di 4 pezzi da mandare in giro per farci conoscere e magari trovare qualche etichetta disposta a produrci!
CONTATTI: BRAMA c/o Ragni Alessandro - Via Riva, 34 int. 12 - 16138 Genova
Tel.: 010 / 836.64.57 - Cell.: 0347 / 82.56.727


The Crooks Dopo la poco seguita esibizione dei genovesi, il secondo gruppo della serata sono stati i milanesi THE CROOKS. Con all'attivo un 7" su Tre Accordi Rec., i nostri hanno dimostrato di essere capaci sul palco di riproporre in maniera eccellente la loro formula musicale, notevolmente ispirata da quel punk-rock and roll americano degli anni '70. Un gruppo di poche parole, che sono riuscito a "sciogliere" solo verso la fine…
D. Le vostre influenze musicali, da quanto ho appena sentito, sono molto punk '77 americano…
R. Esatto: Dead Boys, Heartbreakers, Johhny Thunders su tutti, ma anche Ramones e Stooges ci piacciono molto… Ah, e dimenticavo le New York Dolls!
D. La vostra produzione comprende solo il singolo su 3 Accordi Rec.?
R. Sì, finora abbiamo solo quello, però abbiamo appena registrato un altro pezzo, che assieme ad un altro inedito, sarà presto pubblicato.
D. E' importante questa data per voi?
R. Sì, senz'altro! E' una bella occasione perché ci sono un po' tutti gruppi di Milano (più uno di Genova) e quindi dovevamo esserci anche noi!
D. Non vi ha dato fastidio il fatto che il pubblico presente durante la vostra esibizione era ancora scarso?
R. …ssssì, purtroppo l'orario era sicuramente un po' infame, però alla fine l'importante era suonare, e ci siamo divertiti!
D. Immagino che suoniate spesso qui a Milano…
R. Sì, anche l'altro ieri eravamo al Binario Zero con altri 2 gruppi ed è andata molto bene… forse anche più di oggi, visto che la gente era molta di più! Più che altro ci esibiamo nei locali dell'hinterland, della provincia di Milano…
D. Ruotate sempre intorno all'ambiente dei centri sociali?
R. Sì. Solitamente suoniamo in quei luoghi perché, soprattutto a Milano, altri spazi per i gruppi emergenti sono obiettivamente pochi. Poi, anche i centri sociali non sono moltissimi… Basti pensare che il Leonkavallo oramai è diventato talmente grosso che fanno suonare solo gruppi di un certo spessore. Mentre al contrario fuori Milano e in tutto il resto della Lombardia ci danno parecchio spazio!
D. I rapporti con gli altri gruppi presenti stasera presumo siano tutti più che ottimi. C'è invece qualcuno che non sopportate proprio?
R. (tutti) LE ZIZZANIE!!! Finalmente!! (risate collettive) Le famose zizzanie… Ci sono ma non diciamo niente, soltanto che senza dubbio non riguardano i gruppi che sono qui stasera! Con tutti loro siamo molto amici… Qualcuno però c'è, anche se sono… sono nomi grossi!
D. Punkreas?
R. No! …Ancora più grossi!
D. Ok, concludendo diteci qualcosa sui vostri progetti futuri. R. Mah, almeno un mini-CD si spera di farlo uscire! Diciamo che ci stiamo guardando attorno, ecco! Stiamo anche sentendo diverse etichette estere, perché pubblicare un singolo all'estero ci aprirebbe i mercati internazionali, magari quello americano o nordeuropeo. Altrimenti va bene anche un mini-CD sempre qui a Milano. In ultimo, anche se è una cosa che si di solito si fa all'inizio, presento il gruppo: FABRIZIO alla chitarra e voce… Intanto salutiamo Nando dei Senza Benza e anche Lorenzo dei Crummy Stuff! (l'intervista si stava svolgendo nel bagno del Rainbow con il continuo andirivieni della gente…)… Dicevo, comunque: oltre a lui ci sono ALE (batteria), ETTORE (basso) e PAOLO (chitarra). Ascoltateci! (e comprateci!)
CONTATTI: Fabrizio e-mail: fabdolls@supereva.it
Cell.: 0339 / 54.34.119
Berenice Beach Terza band della serata sono stati un altro gruppo lanciato al debutto su vinile per mano della 3 Accordi Records, i BERENICE BEACH. Nonostante il pubblico non fosse granché aumentato rispetto a quello presente già da prima, questi ragazzi (che rispondono ai nomi di STEFANO, TEO, SAL e BEPPE) si sono veramente fatti notare… e non solo per il rarissimo esemplare di skinhead che suona la chitarra in un gruppo punkrock!!
D. Un giudizio a caldo sul vostro concerto appena terminato?
R. Veramente la domanda giusta era: come mai siete così bravi? (risate)
D. Beh, quello è sottinteso, ovviamente!
R. Comunque sì, siamo molto soddisfatti… anche se personalmente non dovrei essere io a parlare, essendo l'ultimo entrato (si tratta di Beppe, il batterista); chiedi piuttosto a lui, al chitarrista punkabbestia (Sal)!
D. A te la parola, dunque!
R. Noi, soddisfatti? MAI! Siamo sicuri di poter fare SEMPRE di meglio! Anche se c'è da dire che, per essere appena la seconda sera che ci proponiamo in 4, è andata comunque da dio!
D. Quindi è da un po' che non suonate?
R. Esatto, ultimamente non abbiamo fatto molte date, se si esclude questa ed un'altra ad Arcore. Ma in entrambe diciamo che è andata bene, abbiamo suonato bene insomma! La ragione è dovuta ad un infortunio accaduto al nostro bassista 4 mesi fa, che da allora ci ha praticamente bloccati nell'attività live. Stasera quindi ci riproponiamo, sebbene non dico davanti a un pubblico, che non era molto, ma senz'altro davanti a orecchie più attente.
D. Per il futuro invece, cosa si prospetta?
R. Per ora stiamo pianificando alcune date. Stiamo anche per registrare un album, visto che ormai abbiamo un discreto numero di canzoni, ma dobbiamo ancora decidere se farlo uscire per la 3 Accordi o per altre etichette.
D. Il singolo uscito per questa label come sta vendendo?
R. Mah, purtroppo il vincolo principale sta nel fatto che si tratta di vinile, quindi è dura distribuirlo e venderlo nei negozi "normali". Però, però… è apprezzato dal punto di vista musicale, che dopotutto è quello che ci interessa. Suoni perché devi suonare, non per altri motivi, perciò così come stanno le cose ci vanno benissimo!
D. Come componete di solito? E' solo uno ad occuparsene oppure c'è la partecipazione di tutti?
R. (è il batterista a parlare) Faccio tutto io, dai testi alla musica, faccio tutto solo io! No no, non è vero un cazzo! Facciamo come quando uno fa la pasta, cioè ognuno ci mette del suo: acqua, sale… (rivolto al batterista) Stai zitto e non dire cazzate!!
R. (batterista) In realtà io non conto un cazzo!
R. Esatto, lui è quello che conta di meno… anzi, proprio un cazzo! Basti vedere che il nostro chitarrista (lo skin) è appena entrato nel gruppo e già ci ha aiutato a comporre… quindi lui, che è con noi da 3 anni, non conta proprio niente! Comunque, come dicevo, si compone tutti in un marasma totale e poi si mette a posto!
D. (rivolto a Teo, il nuovo chitarrista appena nominato) Forse a te sembrerà stupido, ma io non ho mai visto uno skinhead suonare punkrock. Come mai questa scelta?
R. Perché è bello, è bello, è bello! Ti libera e ti permette di riversare tutte le tue pulsioni sessuali dentro ad una chitarra! Almeno poi non sei costretto ad andare a rompere i coglioni alle ragazze in giro per strada ogni 2 minuti!… cosa che poi non è detto gli faccia sempre piacere!
D. A proposito di ragazze, suonare ha fatto aumentare i vostri "accoppiamenti" col gentil sesso?
R. Ma quando mai?!?!?! Chi ci riesce dev'essere veramente figo, secondo me! Di solito lo facciamo tra noi, è l'unica consolazione che ci rimane! Ecco infatti che andiamo in bagno… (manco a dirlo, l'intervista si sta di nuovo svolgendo nel cesso del Rainbow!)
D. Aldilà di queste frivolezze… che ne dite di spargere un po' di zizzanie, sparlando di qualche gruppo non troppo simpatico?
R. Cattivi rapporti non ce ne sono… diciamo che semmai esistono gruppi che ci possono stare sul cazzo per come credono di essere punk, mentre la realtà, per noi, è che sono solo degli zarri! Comunque non faccio nomi… solo… Inizia con la P! (e sono 2 parole!)
R. No, aldilà dell'offesa, sono solo opinioni, anche se ci sembrano veramente esagerati… George Michael in versione punk non voglio proprio vederlo! A tutto c'è un limite, PORCO…..!!
D. E come vi ponete nei confronti dei vari ragazzini e "punk di gomma" presenti in massa anche poco fa al vostro concerto?
R. Beh… tutti sono stati ragazzini e hanno fatto scelte a caso… poi man mano si va avanti e si "matura". Quindi è meglio… non dico tenerseli buoni, ma comunque rispettarli!
R. E' sempre meglio un ragazzino punk che un ragazzino sancarlino o zarro, insomma!

Rappresaglia E ora, ladies & gentlemen, è finalmente giunto il momento di presentare loro, i quarti partecipanti a questo festival… la leggenda: i RAPPRESAGLIA! Anche se nessun presentatore li ha introdotti così enfaticamente, l'attesa per questi pionieri del punk italiano (per chi non lo sapesse, sono attivi sin dai primissimi anni '80) è veramente febbrile: non solo la "vecchia guardia", ma tutti sono ansiosi di poter cantare i loro grandissimi anthems davanti a Ricio e al suo mitico basco indossato di traverso! Tutto merito di un disco troppo commerciale, come in tanti hanno definito l'ultimo "Degenerazione"? A loro la parola…
PS: beccare qualche componente dei RAPPRESAGLIA per intervistarlo è la maledizione che augurerei al mio peggior nemico: scappano, sguisciano, ti danno appuntamento e poi se ne dimenticano… Visto che a voler scambiare quattro chiacchiere con loro eravamo sia il sottoscritto che alcuni ragazzi di Radio Lupo Solitario, l'intervista che state per leggere è stata condotta a due voci, motivo per cui sono stati usati i nomi propri dei partecipanti (ossia Marco, che sarei io, e Roberto, lo speaker di Radio L.S., a fare le domande; Ricio, Steave, Matteo e Mauro dall'altro lato del microfono).
MARCO. Stefano, come ti è sembrato questo Angry Brigade, finora?
STEFANO. Bella, molto bella perché in fondo conosciamo tutti i ragazzi con cui stiamo suonando… è un po' come essere in gita scolastica! E' divertente anche il fatto che ci spostiamo da una città all'altra: sabato scorso a Vicenza, sabato prossimo invece a Roma, sempre con gli stessi gruppi. Personalmente mi sto divertendo parecchio!
MARCO. In seguito all'uscita del disco ("Degenerazione", su Riot Rec.) siete tornati in piena attività live?
STEFANO. Sì, sicuramente… I nostri 2 o 3 concerti all'anno continuiamo a farli! (risate)
MARCO. Rispetto ai vostri inizi, ricordate con più piacere i concerti di allora o quelli attuali?
RICIO. …Quelli di mezzo! (risate) No, scherzi a parte, sono le situazioni ad essere diverse. Allora erano i primi concerti, belli perché erano una cosa "pionieristica", era la sensazione particolare che nasceva dalla consapevolezza di assistere ai primi concerti punk. Oggi la cosa si è un po' standardizzata e sembra abbastanza normale andare ad un concerto punk, però il piacere, seppure in maniera diversa, lo trovo lo stesso nel suonare.
STEFANO. All'epoca quasi non si riusciva a credere di poter fare quello che si voleva, come suonare o andare a vedere i gruppi che ti piacevano, oggi invece è tutto molto più facile…
MARCO. Stasera fra il pubblico era presente sia la "vecchia guardia", sia (ed erano la maggioranza) molti ragazzini, pochi dei quali, sicuramente, vi conoscono come il gruppo storico che siete. Vi da' fastidio questo?
STEFANO. No, dire che "preferiremmo non ci fossero" forse è un po' eccessivo…
MARCO. …Dopotutto potrebbero quasi essere i vostri figli!
STEFANO. …Ohé, guarda che noi abbiamo un'età media sui 18-19 anni! (risate) Comunque vanno bene tutti, se gli piacciamo siamo contenti così, ecco tutto. E' chiaro però che trasmetti cose diverse a seconda di chi è che ti ascolta…
RICIO. E' più difficile per loro comprendere il messaggio che vogliamo trasmettere noi tramite i testi, poiché, visto che questi rispecchiano le nostre esperienze di vita, tendiamo a rivolgerci o a farci capire di più da persone appartenenti a una certa generazione, la nostra. Sono fatti loro, comunque, se gli piacciamo va bene così!
ROBERTO. Cosa ne pensate della scena underground italiana (radio, fanzines, gruppi nuovi, serate come quella di stasera…)?
STEFANO. I gruppi di stasera sono tutti dei grandi gruppi! Riguardo la "scena", non so… Sai, non essendo più dei ragazzini, non ci andiamo a cercare la scena, ci basta stare con gli amici… Spesso poi capita che i tuoi amici sono tali solo perché hanno i tuoi stessi interessi, per cui alla fine una "scena" si costituisce, anche se, ripeto, non ce l'andiamo a cercare per il solo gusto di stare con dei "punk".
RICIO. Poi, per la differenza di età, la scena è fatta da quelli che hanno una… ventina d'anni di meno! (risate)
MATTEO. Stasera secondo me suonano dei gruppi che, in un modo o nell'altro, pur suonando tutti punkrock, ognuno lo fa in una maniera diversa (più pop i Senza Benza, più street gli STP…), e questo dovrebbe attirare e piacere a più persone! Sebbene alla fine tutti abbiamo gli stessi punti di riferimento nel r'n'r più sporco tipo Johnny Thunders e, naturalmente, in tutto il punk anni '70!

Thee STP Conclusa quest'intervista a due mani (e colgo l'occasione per salutare il mio collega Roberto di Radio Lupo Solitario e tutti i ragazzi con lui presenti quella sera, incluso "pizzetto verde" che reggeva il microfono!), è stato, come da scaletta, il turno degli S.T.P.: giunti a questo punto, la serata infatti si è fatta ancora più interessante… La gente ha iniziato ad affluire e sul palco è salito il primo gruppo "nuovo" veramente ben conosciuto, gli ormai celeberrimi (anche in America) THEE S.T.P.. Dopo aver pubblicato addirittura uno split-7" con gli Electric Frankenstein, i nostri paladini del vero spirito garage-punk-r'n'r stanno tuttora partecipando ad un volume della serie "A Fistful Of Rock", voluta da Sal Canzonieri (proprio quello degli E.F.), nella quale rappresentano degnamente la nostra penisola assieme a Bastet e Loose! Purtroppo non mi è stato possibile né intervistarli né assistere per intero al loro concerto, essendo impegnato cogli "sfuggenti" RAPPRESAGLIA, ma, dal poco che ho potuto vedere, hanno veramente spaccato il culo a tutti! Immaginate una fatale miscela di Dead Boys e New York Dolls, condita con un pizzico di Hanoi Rocks e con l'irruenza del più grezzo e sporco punk'n'roll!!… bene: amplificate questo rumore bianco che avete in testa per 1000 volte… nemmeno allora ci sarete vicini! (liberamente parafrasato da "Trainspotting") Da vedere assolutamente almeno una volta al mese… alla settimana… al giorno! Intanto andate a comprarvi l'ultimo "Sin Temptation & Pain"!! Metius, Stiv, Paul Pretty e Danny Boy vi aspettano! Scusate per lo sfogo e per il messaggio subliminale, ma devo pur scusarmi per aver tralasciato proprio loro in questo report! Anyway, potete stare sicuri che per altri 2 gruppi (o per uno solo?!?!) non sbaglierò un colpo!
Crummy Stuff E' venuto il turno di uno dei gruppi a cui sono più legato, essendo, come ripeto dall'inizio di questo specialone, il loro batterista colui che ha invitato qui stasera, permettendomi in pratica di scrivere ciò che state leggendo. I Crummy Stuff hanno dimostrato che la separazione dalla Fridge non ha minimamente intaccato la loro naturale irruenza: Dario pesta quella batteria come un pazzo, Lorenzo e Luca spaccano alla grande con le loro schitarrate, e Fabio fa da contorno al tutto col suo bel lavoro al basso! Si susseguono gli anthems dei dischi che li hanno fatti conoscere al grande pubblico, ossia "Punk's Not Sad" e "Never Trust A Punk", con largo spazio però anche all'ultimo "Fuck Europe". Cori, melodia e tanto, tanto ritmo hanno scatenato il pogo fra il pubblico, che finalmente posso definire "numeroso"!! Era ora, cazzo! A scambiare quattro chiacchiere col sottoscritto tocca al solo Luca, cantante e chitarrista della band milanese…
D. Per iniziare vorrei la tua su un'affermazione condivisa da un po' tutti i gruppi che ho intervistato stasera: questa serata offre realmente l'occasione di vedere tutta la scena diciamo "rappresentante" Milano e il Nord Italia in generale unita, capace inoltre di catturare e far ballare numerose persone!
R. Sono d'accordo, anche se non so bene se poi "rappresenti" tutta la scena… Sai, nel punk al giorno d'oggi ci sono un casino di filoni, i cui esponenti poi nella realtà si mischiano poco fra di loro… Comunque posso senz'altro affermare che è presente una bellissima fetta del punk milanese, a cominciare dai Rappresaglia, che suonano insieme dall' 82 e costituiscono la storia del punk in questa città! E ancora gli S.T.P., che conosciamo tutti e non hanno nemmeno bisogno di presentazioni; idem per i Senza Benza, che anzi suonano da tantissimo insieme e hanno scoperto o influenzato tantissimi altri gruppi (forse è anche grazie a loro e alla compilation "Flower Punkrock" del 1994 che noi Crummy Stuff abbiamo iniziato a suonare!). Siamo tutti amici, perciò riusciamo a coinvolgere anche band appena nate, come i Crooks o i Berenice, o questo gruppo di Genova, i Brama, che a me è piaciuto tantissimo! Insomma, è una figata e ci sta anche andando benissimo, sia la settimana scorsa a Vicenza, sia oggi a Milano, dove sta' sicuro che è veramente difficile di solito trovare un pubblico così caldo!
D. "La città delle braccia conserte"…
R. Esatto, invece stavolta probabilmente è anche merito dell'atmosfera di festa che si è creata grazie a questi gruppi!! Di festa, veramente.
D. A livello di aneddoti, te che suoni assieme alle menti che stanno dietro a questa serata, ricordi come è nato l'Angry Brigade?
R. E' un'idea di Lorenzo (chitarra), che all'inizio dell'estate ha mollato il suo lavoro fisso e ha deciso di mettersi a organizzare concerti, fondando l'Angry Management. Questo è il suo primo progetto importante, ed è stato aiutato sia da Paolo, "il sindaco", sia da Dario con la sua piccola etichetta, la Tre Accordi, che sta andando benissimo!
D. A proposito di etichette, mi rendo conto che in molti ve l'avranno chiesto, ma riguardo il distacco dalla Fridge…?
R. Mah, diciamo che abbiamo lavorato con loro un po' di anni, trovandoci veramente bene all'inizio… Poi i rapporti si sono piano piano deteriorati… Quando abbiamo avuto l'occasione di accasarci con una nuova etichetta l'abbiamo colta, ma in ogni caso avremo cambiato.
D. Per la Fridge probabilmente rappresentavate un po' il fiore all'occhiello, specialmente sull'ondata del "flower punkrock"…
R. E' probabile.
D. …E invece ora con l'Ammonia vi trovate al fianco di illustri compagni come gli Shandon… vi trovate bene?
R. Sì, per noi è un po' come un ritorno: Olly (degli Shandon) suonava il basso con noi, anni fa, sin da 6 mesi dopo la nascita dei Crummy Stuff: con lui abbiamo registrato il primo demo, il primo 7" e il primo LP.
D. Parliamo dell'ultimo disco, perché questo titolo così offensivo ("Fuck Europe")?
R. Ce l'abbiamo contro l'Europa unita perché sono solo tante chiacchiere e gli stessi buoni propositi… sempre le stesse cose banali, insomma! Ce la vogliono far apparire come una maniera per abbattere le barriere, quando invece ne alza di ancora più alte, specie nei confronti dei Paesi dell'Est; è una politica destroide più che mai, è la solita merda e non ci interessa.
D. Come vanno le vendite? Dopo dei "best-sellers" come "Never Trust A Punk"…
R. Ancora non so dirtelo, in quanto fra l'altro è in corso un cambio di distributore. Macelli a parte, comunque, abbiamo almeno avuto ottimi giudizi e recensioni laddove è arrivato.
D. Riuscite a vivere solo di musica, ora?
R. …Assolutamente NO. Purtroppo!
D. Di un futuro disco non se ne parla prima del 2001?
R. Per ora non ci stiamo nemmeno pensando: a settembre siamo stati fermi per suonare e registrare delle cover. 7, per la precisione: una uscirà in un tributo ai Radio Birdman, l'abbiamo eseguita anche stasera (si tratta dell'ottima "Do The Pop"), mentre le altre 6 forse usciranno tutte insieme in un mini-LP di sole cover, ma si tratta di un progetto molto vago e ancora non ben definito.
D. Cosa ne pensi realmente dei tuoi compagni di gruppo? Qualcosa che avresti sempre voluto dirgli?
R. Ho sempre avuto il coraggio di dirgli tutto, per fortuna! Ognuno ha i suoi pregi e i suoi difetti, chiaramente… Non saprei!
D. Suonare vi fa scopare di più? (domanda del cazzo, ma la fantasia dopo 4 interviste si esaurisce!)
R. Qualcuno dice di sì, ma in realtà no! Qualcuno addirittura mi accusa di avere le ragazze solo perché suono, ma in realtà le prendo sempre al di fuori del mondo della musica.
D. Ti lascio campo libero, di' quello che vuoi. R. Supportate la scena punk, la qualità è ottima! Non è un cazzo (???)… Cioè, non correte sempre dietro a gruppi americani, spesso anche deludenti rispetto a quelli che abbiamo visto stasera!

Senzabenza Per finire, hanno concluso la serata (entro la mezzanotte o sforando di poco, dato che la discoteca ha iniziato a funzionare a quell'ora!) i Senza Benza… Non sono tra i miei ascolti preferiti, ma ovviamente questa non è la ragione per la quale qui non trovate un'intervista con loro: l'unico motivo è che veramente cadevo a pezzi (ero sveglio dalle 6 di mattina, cazzo, in giro tra Genova e Milano!)!! Per quel che ricordo, i ragazzi di Latina hanno suonato tutte le vecchie hits che li hanno resi celebri (e discussi!) all'interno del cosiddetto filone "flower punk", inclusa una splendida chiusura affidata a "Rock And Roll Robots"…
Ok, questo specialone sull'Angry Brigade è finito, ma prima di apporre il punto finale, vorrei citare la frase detta per presentare i Senza Benza, la più rappresentativa dello spirito che si è potuto respirare in quest'occasione a Milano: "Mentre tanti che sono qui ora avevano appena iniziato ad ascoltare i Sex Pistols, questi signori che state per vedere aprivano le tournée italiane dei Ramones!"
GABBA GABBA HEY!!
ARRIVEDERCI ALL'ANGRY BRIGADE 2001…

Marco Ercolani & Transglobal Underground

 

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